E a proposito di pesantezza: la sua titolarità nel crocevia salvezza non era scontata: nonostante un Kean a mezzo servizio, non era facile decidere di puntare ancora su un centravanti che forse più di tutti gli altri sembrava risentire della depressione sportiva che ha avvolto la stagione gigliata: fino a ieri cinque reti, appena due in campionato e l’impressione che (torniamo sul concetto di pesantezza) quella maglia, ma soprattutto – lo ripetiamo – quella cifra (25 milioni, pagati in estate dalla Fiorentina per prelevarlo dalla società sarda) sia un ingombro non da poco sulle spalle del numero novantuno. Piccoli è riuscito a rispondere, seppur forse all’ultima chiamata.
Lo ha fatto con una prestazione fisica, come al solito, gomiti larghi e sportellate a tutto ciò che di grigiorosso incontrasse per la sua strada. La classica prova, con qualche imprecisione di troppo, addolcita però da un tocco sotto che vale tutto: palla in verticale di Robin Gosens, l’ex Cagliari per una volta scappa bene alle spalle della linea e nonostante la giocata scolastica – complice una difesa della Cremonese da bollino rosso – si presenta davanti ad Audero; lì ha il merito di non stopparla e pensare (cosa che non sempre gli è riuscita bene, quando è arrivato a tu per tu col portiere), ma di agire d’istinto, tocco di prima col mancino a scavalcare l’uscita dell’estremo difensore di casa e pallone nel sacco.
A metà ripresa un altro lampo del suo lunedì sera, quando ricicla alla grande uno spunto di tacco di Brescianini e con un altro tacco arma il destro a giro di Gudmundsson, che da dentro l’area non sbaglia. Gol più assist nello spareggio salvezza: non male per uno che, per gran parte della piazza, avrebbe dovuto accomodarsi in panchina per lasciare spazio a un Kean al massimo al 50%.
Difficile dire se la serata da protagonista di Cremona possa sbloccare mentalmente un colpo che gioco forza – anche per la difficoltà di un’operazione di mercato in uscita che non sia sanguinosa in estate, visto l’esborso fatto ad agosto scorso – sarà centrale anche nella Fiorentina del futuro. Di certo non bastano novanta minuti eccellenti per rivalutare un’annata deludente. Ma è altrettanto certo che, in caso di salvezza viola, tutti si ricorderanno di questo Fiorentina-Cremonese 1-4 e, di conseguenza, del doppio marchio di Roberto Piccoli. Lo riporta il Corriere dello Sport.
