Pagotto: "Martinelli deve fare un anno in prestito in A, rimandarlo di nuovo in B un errore"

L'ex portiere ha parlato del giovane numero uno ora alla Sampdoria

02 maggio 2026 15:28
Pagotto: "Martinelli deve fare un anno in prestito in A, rimandarlo di nuovo in B un errore" -
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Partecipando a un'iniziativa solidale ad Agliana promossa da Alberto Malusci, l’ex portiere Angelo Pagotto ha analizzato ai microfoni del Pentasport di Radio Bruno il momento della Fiorentina, soffermandosi in particolare sulle dinamiche della porta viola. Secondo Pagotto, l'annata non è stata all'altezza delle aspettative a causa di fattori esterni al campo: «In questa stagione per la Fiorentina le cose sono andate decisamente storte. Il nodo della questione, però, non riguarda il valore dei calciatori, ma è da ricercare in alcune posizioni prese dalla società. Quando il clima si fa pesante, diventa complicato ritrovare la giusta rotta durante gli allenamenti settimanali, anche se ultimamente, con il cambio in panchina, la squadra ha dato segnali di reazione».

Entrando nel merito del duello tra i pali, Pagotto vede di buon occhio la convivenza tra l'esperienza di De Gea e la crescita di Martinelli: «A mio avviso è un binomio che può funzionare bene. Molto dipenderà dalle intenzioni dello spagnolo: deve avere lo spirito giusto per accettare che il giovane trovi spazio in diverse occasioni, mettendosi a disposizione come guida per un ragazzo che considero un profilo di alto livello. Sono convinto che per il prossimo anno la linea della società sarà proprio questa».

Infine, l'ex estremo difensore ha riflettuto sul percorso di maturazione più adatto per il giovane talento viola: «Il futuro di Martinelli dipende dalle proposte che arriveranno. Se ci fosse l'opportunità di andare in prestito in una squadra di Serie A che gli garantisca il posto da titolare in un ambiente senza troppe pressioni, sarebbe la scelta ideale per poi tornare a Firenze tra un paio d'anni e puntare alla maglia numero uno. Al contrario, un ritorno in Serie B non gli gioverebbe affatto: dal punto di vista del carattere e della personalità, lo considererei un involuzione nel suo percorso di crescita».