Ghini: "Sono per metà fiorentino, alla Fiorentina ruberei Kean e lo porterei alla Roma con Malen"
L'attore e tifoso romanista ha parlato della partita di lunedì dell'Olimpico
Massimo Ghini, attore e viscerale sostenitore della Roma, ha condiviso le sue riflessioni ai microfoni del Pentasport su Radio Bruno, analizzando il clima teso che precede la sfida contro la Fiorentina. Secondo l'attore, l'annata in corso lascerà un segno indelebile: «Credo che questa stagione rimarrà impressa a lungo nella memoria di noi tifosi, purtroppo non per i successi sportivi ma per l'ennesimo caos che si è sprigionato ai vertici della società. È chiaro che poi in campo ci vanno gli atleti e la responsabilità della prestazione ricade su di loro, ma non si può ridurre tutto semplicemente a un acquisto azzeccato o fallito».
Il legame di Ghini con la città toscana è profondo, quasi una questione di sangue: «Il mio rapporto con Firenze è viscerale, sono fiorentino per metà e ho parte della famiglia che batte per il cuore viola. Le due tifoserie si somigliano molto per calore e attaccamento, con un’unica, grande differenza: voi non vivete l’ossessione del derby, e vi assicuro che è un vantaggio enorme. Vedo entrambe le squadre in difficoltà, con la Roma che cammina costantemente sul filo del rasoio; sono due piazze che avrebbero diritto a raccogliere molto più di quanto seminato finora».
L'analisi dell'attore si è poi spostata sulla gestione dei club, con una critica feroce alla deriva finanziaria del calcio moderno: «Mi torna in mente il vecchio adagio di mia nonna: "il pesce comincia a puzzare dalla testa". I nostri anni d’oro sono stati figli di grandi presidenti, mentre oggi fatico a rispecchiarmi in queste proprietà fatte di manager che arrivano qui come se dovessero conquistare il West, puntando solo a stadi, affari economici e plusvalenze. Si parla di tutto tranne che di sport; sembrano tutti esperti di economia e nessuno mette più al centro il campo. In questo panorama, l'unico vero fuoriclasse è De Laurentiis: pur non avendo mai tirato un calcio a un pallone, ha avuto l'intuizione geniale per fare impresa e vincere. Al contrario, i Friedkin a Roma mi sembrano totalmente estranei a questo mondo».
Infine, un commento tecnico sugli interpreti dell'attacco e un pizzico di invidia sportiva per i colori viola: «Su Malen devo essere onesto: un amico mi ha detto che sembra un geometra prestato al calcetto del giovedì sera, anche se bisogna riconoscergli un certo fiuto per la rete. Se potessi però rubare un calciatore alla Fiorentina, prenderei subito Kean. In Italia abbiamo smarrito la figura del centravanti d’area, quello che badava al sodo. Penso a Batistuta: era un calciatore essenziale, stoppava, prendeva la mira e scaraventava la palla sotto l'incrocio. Era la concretezza fatta persona».