Nicolò Fagioli è nato a Piacenza, ma è stata Cremona la tappa fondamentale per farsi notare dalla Juventus e approdare così nella formazione Under 23 del club bianconero. Dire che torni a casa è eccessivo, ma nel club grigiorosso tanti sono i ricordi. Ma oggi non ci può essere spazio per l’emozione, se non di rivedere qualche vecchio compagno che magari ha smesso di giocare e sarà sugli spalti ad applaudirlo.
Fagioli ha una missione, tornare a dare un senso a questa Fiorentina (ci perdoni Vasco Rossi) che spesso un senso non lo ha avuto. Almeno senza di lui. Evidente, almeno sotto il profilo dei numeri, quanto stia incidendo nel gioco della Fiorentina. Con una precisione nei passaggi del circa 90 per centro (anche qualche errore pesante, per la verità)e oltre 1100 tocchi stagionali, resta la principale fonte di gioco e dell’uscita del pallone dalla difesa.
Insomma, ha ben saldo in mano il cartello con scritto ‘ACF Fiorentina’ per guidare la squadra in questo difficile viaggio verso la salvezza. Sta trovando anche continuità di rendimento e questo ha fatto alzare il livello della sua incisività.
Se riuscisse a giocare più vicino alla porta, sarebbe un centrocampista totale. Ma questo dipende soprattutto da quanto la squadra riesce a essere corta e pronta ad andare sulle ormai celeberrime ‘seconde palle’ con continuità. Lui, comunque è e resta fondamentale. Lo scrive La Nazione.
