Serie A e scandalo arbitri: eventuali penalizzazioni e deferimenti incideranno sulla prossima stagione
L’inchiesta della Procura di Milano proseguirà ancora a lungo: la stagione in corso appare al sicuro, eventuali sanzioni nel 2026/2027
Il caso arbitri che sta terremotando il nostro campionato potrebbe avere ripercussioni a livello sportivo? La risposta è sì, ma per quanto riguarda le tempistiche, l'eventuale riapertura del percorso giuridico sportivo dovrà inevitabilmente attendere.
Secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport ad oggi l'idea più probabile è che la stagione 2025/2026 sia da considerarsi salva e, di conseguenza, eventuali penalizzazioni che potrebbero coinvolgere i club (ad oggi è stata citata soltanto l'Inter nei dispositivi ufficiali della Procura della Repubblica di Milano) ricadranno sulla stagione 2026/2027 e non sulle precedenti. Ma qual è il motivo?
Oggi in Procura a Milano è atteso il Supervisore Var Andrea Gervasoni, indagato al pari del designatore Rocchi con l'accusa di "frode sportiva in concorso". Il PM Ascione cercherà di capire dall'interrogatorio dell'ex-arbitro le modalità con cui agiva il "sistema Rocchi" e per cui lui è indagato ufficialmente per aver "condizionato" le scelte di var e avar per la partita Salernitata-Modena.
Gervasoni era però supervisore anche nell'ormai celebre giornata di Roma-Inter, quella del rigore non concesso per fallo di Ndicka su Bisseck (errore poi riconosciuto come tale da Rocchi) e che costò punti scudetto ai nerazzurri. La partita ad oggi non è sotto inchiesta, ma una domanda a Gervasoni verrà fatta anche se va ricordato che gli avvocati dell'ex-fischietto potrebbero scegliere il silenzio su questo fatto non contenuto nell'avviso di garanzia.
A prescindere da come andrà l'interrogatorio, con Rocchi che invece ha scelto di non presentarsi come da suo diritto, l'inchiesta della Procura della Repubblica di Milano è destinata a durare ancora a lungo. Gli uffici del PM hanno infatti chiesto una proroga di sei mesi alla durata dell'indagine che era scaduta domenica 26 aprile e, di conseguenza, i margini per chiudere il fascicolo e formulare le accuse finali avranno novembre 2026 come deadline.
Questa circostanza, secondo la Gazzetta dello Sport, porta a considerare la stagione 2025/2026 a livello sportivo come salva. È vero che il procuratore federale Giuseppe Chiné e il capo della procura dello sport del Coni Ugo Taucer hanno già chiesto ufficialmente gli atti alla Procura di Milano, ma è altrettanto vero che, di solito, la trasmissione degli stessi non avviene ad indagine in corso e soltanto a percorso investigativo terminato.
Di conseguenza, sempre secondo la rosea, la trasmissione dei faldoni non potrà avvenire entro la fine di questo campionato e, anzi, verosimilmente avverrà a stagione 2026/2027 già iniziata.
Proprio per questo, se la giustizia sportiva riterrà che esistono margini per riaprire il fascicolo che aveva già archiviato, e se verranno comprovati illeciti da parte di club o eventuali tesserati, le eventuali penalizzazioni e deferimenti arriveranno e incideranno sulla prossima stagione sportiva e non su quella che si sta per concludere.
Lo riporta calciomercato.com