15 Marzo 2026 · Ultimo aggiornamento: 14:38

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Nazione: “Project del Franchi entro Aprile. Da sciogliere i nodi su spogliatoi, concessione e 30 milioni mancati”

Firenze, Stadio Franchi, 08.03.2026, Fiorentina-Parma, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com

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Nazione: “Project del Franchi entro Aprile. Da sciogliere i nodi su spogliatoi, concessione e 30 milioni mancati”

Redazione

15 Marzo · 12:35

Aggiornamento: 15 Marzo 2026 · 12:35

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Un mese al massimo per trovare l’intesa. Entro aprile gli scogli – almeno tre – andranno aggirati per condurre in porto la trattativa. Ostacoli economici, finanziari e logistici che ancora impediscono la fumata bianca. Può apparire come un braccio di ferro estenuante, in realtà Fiorentina e Palazzo Vecchio portano avanti da tempo un dialogo serrato e diretto, con l’obiettivo comune di archiviare la pratica fin troppo rovente dei lavori al Franchi, nell’interesse di entrambe le parti. Adesso il club viola sarebbe pronto a fare il grande passo calando nel piatto 85 milioni di euro, ovvero i 55 che mancano per completare il secondo lotto dei lavori più altri 30 destinati agli arredi (skybox e area hospitality). A patto però di ricevere una maxi concessione dell’impianto di 70-80 anni. Ma i nodi non mancano. E per ricostruire lo stato dell’arte occorre fare un passo indietro fino alla genesi della trattativa tra Joe Barone e Dario
Nardella. Il compianto braccio destro di Rocco Commisso e l’ex sindaco di Firenze avevano intavolato il discorso con l’idea di spartirsi i 100 milioni necessari a coprire il secondo lotto dei lavori: 50 milioni a carico del Comune e 50 da parte del club viola. I contatti poi sono stati portati avanti dal dg viola Alessandro Ferrari e dalla sindaca Sara Funaro.
Nel frattempo però i costi sono aumentati a causa del caro energia: per l’intera copertura finanziaria ora servono 111 milioni di euro. Dunque 55 a testa: nel caso del Comune si tratta dei soldi recuperati dal decreto periferie. E fin qui fila tutto liscio. L’oggetto della contesa sono però gli ulteriori 30 milioni – che in un primo momento la Fiorentina aveva stimato in 40 – necessari per gli arredi, skybox e area hospitality. Una spesa che per il Comune deve essere a carico di chi gestisce l’impianto. Al contrario, per la Fiorentina sarebbe un onere economico ulteriore. Una cifra che il club viola sarebbe pure disposto a sobbarcarsi ma solo in cambio appunto di una concessione extra large. Inoltre secondo le stime della Fiorentina, i lavori allo stadio hanno comportato per il club una perdita di 7 milioni all’anno a causa della minore capienza e della forte riduzione degli introiti, soprattutto negli incassi dei biglietti.

Per il periodo del cantiere – dal 2024 al 2029 – il club gigliato calcola dunque una perdita complessiva di 30 milioni, che vorrebbe in qualche modo “recuperare”. L’altro nodo economico tra le parti è su come spartire i fondi pubblici che potrebbero arrivare sia dalla Regione (Giani sarebbe disposto a sborsare 15 milioni) sia dal decreto Stadi (in ballo altri 10-15 milioni destinati agli impianti di Euro2032).
Il punto è: questi soldi sono destinati a entrambe le parti o vanno ad alleviare solo il Comune? La questione resta aperta. Nella casella degli attriti entrano di diritto anche gli spogliatoi. Un tema spinoso che per ora non trova soluzione. I lavori sono in programma come ultimo step del secondo lotto, il problema è che realizzare strutture moderne sotto la tribuna in concomitanza delle partite
è un’operazione assai delicata.

Tutto insomma sta nel capire quale sia il punto di caduta. L’accordo va trovato il prima possibile per presentare una candidatura solida a Euro32 entro luglio.
La formula dell’intesa è quella del project financing con una percentuale superiore a favore della Fiorentina che a quel punto avrebbe il total control sui lavori. Proprio per questo la società viola starebbe cercando di snellire le procedure ottenendo un affidamento diretto dei lavori. Non è un segreto che la Fiorentina non sia entusiasta del ritmo con cui sta avanzando il cantiere.
L’annunciata accelerata con i lavori di notte non è arrivata perché manca ancora la nomina ufficiale del commissario straordinario agli stadi. Scogli da superare e dettagli da limare verso un’intesa che però appare sempre più vicina. Lo scrive La Nazione

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