24 Gennaio 2021 · 22:34
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Secondo tempo e primo tempo supplementare da incorniciare. Prandelli, perché togli Kouamè?

Sconfitta amara, ma piena di spunti. Bisogna ripartire da Castro-Amrabat e dalle due punte. Il mercato può essere d’aiuto

La prova di oggi pomeriggio ci lascia con parecchie soddisfazioni e parecchi segnali.

Prandelli, sta scoprendo partita dopo partita la sua squadra.

Fino ad oggi l’allenatore ha cambiato spesso gli uomini e le combinazioni. Oggi ad esempio è risultata azzeccata la scelta di giocare con Castrovilli e Amrabat vicino, permettendo ai due giocatori di riuscire a fare la migliore prestazione della stagione.

Oggi si è rivisto l’Amrabat di Verona ed il Castrovilli dell’anno scorso. Entrambi sono risultati determinanti nel recuperare palloni e costruire gioco.

Cosi come è risultata azzeccata la scelta di far entrare Vlahovic e metterlo al fianco di Kouamè. La squadra ha iniziato a prendere fiducia, caricata anche dalla voglia di Vlahovic che partita dopo partita sta prendendo sempre più fiducia nei suoi mezzi e trasmette questa fiducia anche ai suoi compagni.

La Fiorentina ha così potuto fare un secondo tempo straordinario trovando il pareggio proprio con Kouamè che in una azione confusionaria da calcio d’angolo ha messo l’ivoriano nella condizione di scagliare un destro sotto all traversa, imparabile.

La squadra ha così trovato fiducia ed ha continuato ad impensierire l’Inter.

Mentre il tempo scorreva gli uomini di Prandelli continuavano a macinare gioco e facevano anche un primo tempo supplementare in grado di mettere in seria difficoltà i nerazzurri.

Nel secondo tempo invece i ritmi calavano e l’Inter tutto ad un tratto iniziava a mettere in difficoltà i viola, con un paio d’azione al cardio palma, dove Quarta perdeva una prima volta Lautaro Martinez, che clamorosamente calciava fuori, ed dopo quando mancava un minuto e trenta secondi per andare alla lotteria dei rigori, lo stesso Quarta trattenuto durante lo svolgimento dell’azione da Lukaku, lasciava a quest’ultimo lo spazio per battere di testa Terracciano e regalare L qualificazione all’Inter.

Ma cosa è successo in realtà? È stato solo un calo normale nei 120 minuti di gioco?

Cosi come ho “giustamente “ esaltato tutte le scelte fatte fino ad oggi del tecnico di Orzinuovi, sopratutto in questa partita, voglio riflettere sulla sostituzione di Kouamè.

A mio avviso è stato questo l’unico neo del tecnico stasera.

Se si vanno a rivedere quei concitati minuti, si vede chiaramente che l’esclusione dell’ivoriano ha fatto calare la pressione sulla difesa dell’Inter che in quel momento era schiacciata dal peso delle due punte viola, che con il loro movimento non mettevano in condizione la retroguardia nerazzurra di riuscire a superare la loro area di rigore.

Non so se Kouamè non ne avesse più, ma l’ingresso di Callejon non ha giovato alle dinamiche del giuoco.
Callejon non è una seconda punta e questo lo abbiamo detto e ridetto ormai allo sfinimento ed il suo ingresso ha tolto smalto ed imprevedibilità alla manovra viola, consentendo all’Inter di prendere di nuovo il pallino del gioco e costruire quella palla maledetta che Lulaku da grande centrava ha spinto alle spalle di Terracciano, peccato!

Detto questo, la squadra esce da questa partita a testa altissima e con due nuove novità, o meglio una e mezza.

Partiamo dalla mezza novità: Le due Punte

Con due punte la squadra gira meglio, sopratutto contro le squadre che giocano con la difesa a 3 e con gli esterni alti, questa è una mezza novità, perché gli effetti di questo assetto si erano intravisti già nel finale contro il Cagliari in campionato.

La seconda novità invece è che la coppia Castrovilli-Amrabat davanti alla difesa ha fatto si (come scritto in precedenza) che questi due giocatori giocassero la loro migliore partita della stagione.

Che siano realmente queste le due nuove chiavi da dove ripartire adesso in campionato?

Che sia realmente questa la strada da percorrere per fare almeno un campionato dignitoso?

La risposta l’avremo attraverso die segnali: il mercato e le prossime partite di campionato.

Ed allora ripartiamo proprio da qui, da queste sue nuove certezze ed indirizziamo anche il mercato in funzione del nuovo gioco viola, e non facciamo più acquisti tanto per farli(vedi Duncan in uscita).

La strada è ora spianata, resta solo alla dirigenza ed al presidente appena tornato dagli States, inserire quegli ultimi ingredienti per un cocktail da far assaporare ai tifosi da qui, fino a fine campionato.

Francesco Pistola

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