Il mondiale ha cambiato i valori dei giocatori di serie A, Amrabat ha sopraffatto Milinkovic Savic

Prima di questo mondiale Milinkovic Savic veniva visto come un giocatore di livello superiore, ma i fatti hanno raccontato altro...

15 dicembre 2022 15:52
Il mondiale ha cambiato i valori dei giocatori di serie A, Amrabat ha sopraffatto Milinkovic Savic -
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Il mondiale ha cambiato i valori dei giocatori di serie A, Amrabat ha sopraffatto Milinkovic Savic

Questo quanto scrive Sandro Sabatini su calciomercato.com in merito al mondiale ai protagonisti che abbiamo potuto osservare in Qatar, tra quelli che giocano in serie A:

Domanda semplice come un gioco, complicata come una riflessione: cambiano i valori tecnici (e di mercato) dopo questo Mondiale? All’interrogativo si risponde con un elenco un po’ confuso, sia in apparenza che nella sostanza, perché non è facile dare un senso compiuto a valutazioni tanto ampie. Per esempio: il valore di alcuni che non c’erano, tipo Smalling e Tomori, è aumentato dopo aver visto i difensori dell’Inghilterra tornata presto a casa. Eliminata anche la Serbia, mai brillante come i suoi protagonisti più attesi: il miglior Milinkovic-Savic è stato il fratello portiere, Kostic così così, Milenkovic male male e Vlahovic avrà pure un po’ di pubalgia ma…

Ripensando alla Juventus massacrata dal Benfica in Champions League, per spiegare la differenza di valori a centrocampo viene in mente il paragone tra Enzo Fernandez (protagonista con l’Argentina) e Paredes (gregario). E anche in attacco confronto a distanza sbilanciato tra il deludente Milik e il sorprendente portoghese Gonçalo Ramos, quello della tripletta da vice Ronaldo.

Tornando a centrocampo, il migliore è stato Amrabat (valutazione raddoppiata sul mercato) in compagnia di Rabiot, diventato stella tanto quanto Pogba. Invece altri juventini (o recenti ex) che non hanno fatto bella figura sono i quasi anonimi Di Maria e Bentancur, più De Ligt panchinato nella difesa a tre dall’Olanda, e infine i chi li ha visti Zakaria e Ramsey. Giudizi da rivedere in meglio quelli su Giroud: niente storie, questo è un campione sottovalutato da un decennio! In ambito milanista si confermano Rafael Leao talento forse inconsapevole e Theo Hernandez che però piace più nella libera interpretazione rossonera a tutto campo. De Ketelaere resta incompiuto, ma magari è colpa di tutto il Belgio con lo spogliatoio frantumato se Lukaku fa più danni del terremoto e perfino De Bruyne sembra un pulcino bagnato.

Tra i napoletani, il coreano Kim non è stato eccellente: ha avuto semplicemente il rendimento degli altri Kim compagni di squadra. Tale e quale anche Zielinski con la Polonia, mentre il calo al Chelsea è stato confermato da Koulibaly anche con il Senegal. Periferici tanti altri, sperduti qua e là. Dybala se lo sono scordati in panchina: ha giocato più minuti il Papu Gomez. Autostima in crisi pure per Lautaro che è diventato la riserva di Julian Alvarez che è la riserva di Halaand al Manchester City…

E come interpretare il Mondiale degli allenatori? Il più bravo è sembrato quello del Marocco, il più affidabile Deschamps, il più pratico quello della Croazia e il più in sintonia con le proprie stelle Scaloni dell’Argentina. Ma spiccano le bocciature molto precoci degli unici due che in carriera avevano vinto una Champions League: Luis Enrique vittima del tikitaka che con la nazionale sembra un’esercitazione invece con il Barça di Messi ben altra cosa (ma va’!); Flick che si atteggiava da fenomeno al Bayern è apparso modesto con la Germania.

Rieccoci alla domanda iniziale: cambiano i valori tecnici (e di mercato) dopo il Mondiale? La risposta è sì. Un disordinato e affollato “sì”, tra campioni e discreti giocatori, titolari e panchina. E allenatori.

VEDREMO SOTTIL A FEBBRAIO

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