di Giancarlo Sali

Oggi Labaro Viola è tornato a sentire in esclusiva Sabatino Durante, re del calciomercato sudamericano, per chiedere un giudizio sulla scelta della Fiorentina tra Cutrone e Pedro e su tutti i nomi sudamericani, appunto, che stanno gravitando in orbita viola a livello di calciomercato.

Ciao Sabatino, con te abbiamo spesso parlato di Pedro, come giudichi quindi la scelta di destinare circa 20 migliori su Cutrone e di bocciare il centravanti brasiliano senza averlo praticamente mai provato in condizioni fisiche ottimali?

Fa parte della filosofia del calcio, specie quella italiana, che io definisco schizofrenia. Posso farti tanti esempi di giocatori brasiliani non aspettati e schierati fuori ruolo. Il Flamengo ha perso solo 1-0 ai supplementari con il Liverpool al Mondiale per club, giusto? Ebbene lì è pieno di calciatori che in Europa sono stati scartati (per mancanza di pazienza) e che invece messi nelle condizioni e, soprattutto, nel ruolo giusto hanno fatto sfracelli. Basta pensare a Gabigoal, che in Italia volevano tatticamente far giocare vicino ad Icardi o addirittura come attaccante esterno e che in Brasile è un idolo. O a Gerson, che ho sempre detto che doveva giocare alla Liverani come fa oggi, mentre in Italia veniva schierato esterno d’attacco o interno di centrocampo.

Ed ancora guardate Lautaro Martinez che con Icardi giocava al di sotto delle sue possibilità ed invece con Lukaku si trova molto bene. Lo stesso Paquetà al Milan da interno è un giocatore normale, da trequartista diventerebbe un calciatore fuori dal comune. L’Inter che cerca con forza Arturo Vidal (che il Barcellona molto difficilmente lascerà andare), quando aveva in casa un giocatore simile e con un anno in meno come Nainggolan, e che invece ha preferito dare in prestito.

Oppure dall’altra parte un Immobile che Italia ha quasi sempre fatto molto bene e che in Germania e Spagna ha fallito.

Tornando a Pedro, lo stesso Iachini in conferenza stampa ha parlato di una situazione come quella di Del Piero, paragonando i loro infortuni ai crociati. Del Piero, che aveva anche una struttura fisica meno robusta, ci ha messo un anno e mezzo per recuperare completamente. Sono sicuro che anche Pradè sa molto bene che Pedro è stato preso a quelle cifre così basse, perché bisognava aspettare del tempo prima di poterlo rivedere in campo al 100%. Quindi che lo hai preso a fare se poi lo rivendi già a gennaio? Ma la situazione contingente e difficile del momento ha imposto l’acquisto di un giocatore più pronto, bensì lo stesso Daniele (Pradè, ndr) in cuor suo sicuramente sappia ancora che il centravanti brasiliano era un affare e che non aveva senso prenderlo senza doverlo poi aspettare.

Tu allora con l’arrivo di Cutrone lo cederesti soltanto in prestito o comunque con un diritto di recompra?

Non conosco le modalità di trattative che la Fiorentina sta portando avanti, ma come qualità di base Pedro è molto più forte rispetto a Cutrone. So che lo vuole il Flamengo, che lo cercava anche in estate dal Fluminense, beffato proprio dalla Fiorentina. Ma se prendi un giocatore brasiliano sai che ha qualcosa più tecnicamente, ma è più fragile psicologicamente, quindi va aspettato.

Passando ad altri nomi sudamericani in ottica Fiorentina, che dire del difensore del Gremio Walter Kannemann e, notizia di oggi, dell’argentino Nicolàs Omar Freire, che gioca in Messico nel Pumas?

Kannemann è un difensore argentino mancino, un mastino, un vero cagnaccio falloso che ti marca anche quando vai in bagno. Uno stopper vecchia maniera, un marcatore che gioca in Brasile. Non è molto differente da Vitor Hugo, parlando di Fiorentina, ma ha una maggiore aggressività. E’ un buon giocatore, ma non un fuoriclasse. L’anno scorso lo cercava il Cagliari per 8-9 milioni di euro.

L’altro difensore, Freire, l’ho visto giocare una volta solamente e non so darti su di lui un giudizio definitivo.

Chiudiamo con una domanda sul cambio in panchina tra Montella e Iachini, preso per 18 mesi e non come semplice traghettatore. Come la vedi questa scelta?

Alla grande. Iachini è uno degli allenatori italiani maggiormente sottovalutati, ma serio ed intelligente. Se lo lasceranno lavorare in pace, porterà senz’altro dei risultati.