La fase offensiva della Fiorentina, è sotto gli occhi di tutti, non va. Aldilà di schemi o moduli, ciò che si nota sono le prestazioni sottotono dei suoi interpreti. Chiesa a parte, gli altri giocatori d’attacco viola non stanno rendendo come ci si aspettava.

Per quanto riguarda Pjaca, nel suo percorso di ripresa questo era da mettere in conto questa condizioni psicofisica, se un calciatore negli ultimi due anni si rompe il crociato, rimane fermo 8 mesi, non gioca praticamente mai, non fa preparazione, pensare che arrivi a Firenze e torni quello che era è un sogno bellissimo. Diamo tempo a Marko.

Detto questo, non si può dipendere solo e soltanto da un giocatore straordinario come Federico Chiesa. Tutte le azioni d’attacco della Fiorentina nascono solo e soltanto da grandi giocate e intuizioni di Chiesa. Non può e non deve essere cosi, il talento viola deve essere il valore aggiunto, ma la squadra viola non può essere schiava del classe 97. Ci vuole anche altro, non sempre Chiesa può vincere le partite da solo come stiamo vedendo nelle ultime gare.

E allora perchè non avere il coraggio di lanciare i giovani?

La grande lezione a Pioli arriva proprio dal suo avversario di ieri, quel Di Francesco che non sta vivendo un periodo felicissimo sulla panchina della Roma, ma il tecnico giallorosso sta avendo il coraggio per mettere fuori gente come Pastore, Schick e Cristante e far giocare il classe 99 Zaniolo.

Ieri la partita dell’ex giocatore della Fiorentina è stata di livello, sembrava di veder giocare un calciatore consumato, invece si trattava solo di un giovanissimo alla sua prima partita da titolare in serie A. Zaniolo cosi si è preso la sua piccolo rivincita nei confronti di Corvino che lo aveva scartato.

Federico Chiesa è stato scoperto in questo modo da Paulo Sousa, che non ebbe paura a farlo giocare causa assenza di Ilicic o di Borja Valero oppure per le prestazioni sottotono di Tello. Cosi oggi Firenze si ritrova un patrimonio del calcio italiano in casa che sta facendo le fortune della Fiorentina.

A Pioli sembra mancare questo coraggio, come successe lo scorso anno con Hagi. Sottil e Montiel non sono inferiori a Zaniolo, ve lo possiamo assicurare, ma i due non hanno mai visto il campo fin qui. Per Sottil solo qualche spezzone di gara. Lo spagnolo Montiel invece non ha mai giocato nemmeno un secondo.

In questa pochezza offensiva questo coraggio deve esserci, è in questi momenti che si scoprono e si lanciano i giovani. Pioli deve avere il coraggio che a Firenze ebbe Paulo Sousa, e che a Roma adesso sta avendo Di Francesco..

Flavio Ognissanti