di Flavio Ognissanti

In uno dei periodi più brutti della storia recente della Fiorentina molti danno la colpa alla politica di autofinanziamento adottata dalla famiglia Della Valle. Innanzitutto partiamo col dire, per chi non lo sapesse, cosa vuol dire la parola autofinanzimento nel calcio.

Spendere solo i soldi che la società ricava, non solo per ciò che riguarda la cessione dei calciatori, ma anche e sopratutto per i soldi che arrivano ed entrano da sponsor, diritti tv, merchandising, incassi stadio ecc. 

Tanti tifosi vogliono che i Della Valle debbano spendere, debbano fare grandi investimenti ecc. In serie A, tanto per restare nel nostro campionato, nessun presidente delle grandi squadra fa una cosa del genere. Per intederci, per prendere Cristiano Ronaldo, il presidente della società bianconera, Agnelli non è di certo andato in banca a prendere il suo denaro per comprare il fuoriclasse portoghese.

Su questo, ahinoi, la Juventus fa scuola e può insegnare tanto alla società viola ma non solo.

I campioni d’Italia, dal loro rientro in serie A hanno costruito lentamente un grande impero, oggi la Juventus fattura 600 milioni di euro, ma nella stagione 2011/2012 il fatturato era di soli 172 milioni di euro.

Come ha fatto la Juventus ha moltiplicare in questa maniera i suoi incassi?

Stadio nuovo, potenza del brand e del merchandising ma sopratutto una gestione sportiva perfetta, con colpi mirati che hanno reso sempre più forte la squadra che poi, anno dopo anno, ha visto un netto miglioramento dei risultati sportivi. 

Solo per fare un piccolo esempio, la squadra di Allegri ogni anno è sempre più forte, ma in ogni sessione estiva di calciomercato, vende sempre uno dei suoi pezzi pregiati per finanziarsi il mercato in entrata. Nel corso degli anni sono state fatte grandi plusvalenze grazie alle cessioni di Pogba, Vidal, Bonucci, quest’ estate ad esempio Higuain (che guadagnava quasi 16 milioni lordi all’anno) e Caldara.

La stessa cosa la possiamo dire del Napoli, anzi, un retroscena sul suo bilancio fa capire ancor di più come non serva che il presidente spenda. Ad esempio Aurelio De Laurentiis è proprio pagato della società partenopea, per il suo ruolo di presidente, percepisce uno stipendio di oltre due milioni di euro, regolamente registrato.

Il Napoli, nel 2013 aveva praticamente lo stesso fatturato della Fiorentina (e lo stesso andamento sportivo) poi la società azzurra ha fatto grandi scelte di calcio. Basti pensare che la squadra oggi gioca regolarmente la Champions League, arriva nei primi posti in campionato (lo scorso anno ha sfiorato lo scudetto) e si può permettere un tecnico del calibro di Carlo Ancellotti.

Come ha fatto il Napoli a fare questo salto di qualità?

A differenza della Juventus, la società partenopea, deve questo salto di qualità non alla crescita del brand, del merchandising o degli incassi dello stadio ma deve tutto alla crescita tecnica avvennuta anche grazie a Sarri e a Giuntoli. I soldi ricavati dalla cessioni di Higuain dopo, di Cavani e Lavezzi prima, hanno finanziato un mercato in cui sono stati fatti colpi mirati e intelligenti, colpi che poi Benitez prima e Sarri dopo, hanno fatto rendere al massimo. Prendete Koulibaly ad esempio, comprato per pochi milioni di euro, adesso è considerato uno dei migliori difensori al mondo. Stesso discorso può essere fatto per Allan e Mertens, tanto per citare qualcuno.

Ma se guardiamo in Europa, anche Borussia Dortmund in Germania e Atletico Madrid in Spagna sono un esempio vincente da seguire.

Le due squadre, proprio con il regime di autofinanziamento, stanno costruendo un impero fatto di cessioni, ma al tempo stesso di acquisti mirati che ogni anno migliorano la squadra. Le due società hanno avuto logiche intelligenti sia di incassi legati allo stadio ma anche legati al brand.

Insomma, spendere è importante, ma non è la soluzione ai problemi.

Tutte le grandi squadra adottano la logica dell’autofinanziamento, nessun presidente spende di tasca propria per la squadra, questo fa parte del passato del calcio. Ma è importante come si spendono i soldi che si ricavano.

La Fiorentina non incassa dal merchandising, non adotta politiche vincenti che fanno crescere il brand, sbaglia costantemente campagna acquisti. La colpa dei Della Valle è quella di non intervenire  in questi continui fallimenti che stanno facendo precipitare la squadra.

Il problema non è vendere Bernardeschi, Kalinic e Vecino. Il problema è come sono stati reinvestiti gli 85 milioni di euro che sono stati incassati.

Ecco perchè le responsabilità di Corvino sono enormi, dietro di lui Pioli. Altro esempio che fa capire la situazione attuale è quella del main sponsor, la Fiorentina non c’è l’ha, una squadra come la Fiorentina, con la visibilità di Firenze e di certi calciatori (Chiesa per fare un nome, ma anche Pezzella che ormai gioca costantemente nella nazionale argentina) non può non attirare uno sponsor di livello nazionale o internazionale. Questo solo per far capire a che livello siamo.

I Della Valle sono stati bravissimi a pensare al progetto della cittadella viola con nuovo stadio annesso, è questa la via per diventare grandi davvero, ma nel frattempo perchè non mettono mano e non intervengono in questi continui fallimenti? Anzi, allungano il contratto a Corvino. Questo è quello che ci devono spiegare, è innegabile come loro siano i primi a non volere questa situazione. Ma perchè non fanno nulla?