25 Febbraio 2021 · 14:54
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Chiesa: “Top player? Piano con le parole. Il tridente con Pjaca mi intriga tantissimo. Voglio segnare e dare più assist”.

Il gioiello classe ’97 della Fiorentina, Federico Chiesa ha rilasciato una lunga intervista ad Alessandro Bocci de Il Corriere Della Sera dal quale vi proponiamo uno stralcio:

Che effetto le fa essere considerato quasi un top player?

«Piano con le parole. Sono contento di quanto fatto sino adesso, ma so di poter migliorare».

Intanto vale un mucchio di soldi. In estate la Fiorentina ha rifiutato proposte che si avvicinavano ai 70 milioni di euro.

«L’estate è stata serena. Non ci sono state ansie legate al mercato perché, d’intesa con la società, avevo deciso che sarei rimasto a Firenze. Per me è stata la scelta migliore. E sapere che valgo così tanto non mi toglie il sonno, né mi condiziona la vita: i prezzi negli ultimi anni sono andati alle stelle e io semplicemente cerco di non pensarci».

Il primo anno è stato quello dell’esordio, il secondo si è dovuto caricare la Fiorentina sulle spalle. Il terzo segnerà la sua definitiva consacrazione?

«Dobbiamo crescere insieme, io e la Fiorentina. L’anno scorso siamo arrivati ottavi, fuori dall’Europa per poco, quest’anno vorremmo migliorare nella consapevolezza che non sarà facile. Perché se ci siamo rafforzati noi, lo hanno fatto anche gli altri. Sarà più difficile».

Anche per Chiesa sarà più difficile?

«Si perché avrò addosso l’attenzione di tutti. Ci si aspetta molto da me e spero di essere pronto allo sfida. Devo segnare di più e fare più assist. Anche migliorare la fase difensiva. Pioli mi ha dato parecchi consigli e il 4-3-3 dovrebbe aiutarmi a rendere al cento per cento».

63 partite in serie A, l’obiettivo è arrivare in fretta a 100.

«L’obiettivo è giocare bene contro il Chievo. L’esordio stagionale, per tante ragioni, è sempre difficile. Bisogna rompere il ghiaccio. Per fortuna è venuto Andrea Della Valle a salutarci e incoraggiarci. Per noi è un punto di riferimento. Quanto alle partite, davvero sono già a 63? Io però resto fe
dele a quello che mi ha detto papà: si diventa calciatori solo dopo averne giocate 300 in A».
Il tridente Chiesa-Simeone-Pjaca è intrigante.
«Intriga anche noi. Ci stiamo lavorando. Pjaca è arrivato da poco, è un classico attaccante esterno, che salta l’uomo e punta la porta. Sono felice di averlo in squadra».

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