26 Novembre 2020 · 16:07
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Firenze

Caro Commisso, prima il campo, poi le infrastrutture. Date a Pradè una spalla che sa di calcio

Serve una guida tecnica forte affinché si possa lanciare un progetto di calcio pluriennale. Possibile farlo con Beppe Iachini?

 

Firenze, stadio Artemio Franchi, 08.02.2020, Fiorentina-Atalanta, Foto Fiorenzo Sernacchioli. Copyright Labaroviola.com

Forse qualcuno, dovrebbe spiegare a Rocco Commisso che, ha acquistato una società di Calcio e non in impresa edile.
Sia chiaro, le battaglie inerenti lo stadio ed il centro sportivo sono giuste, legittime e da sottoscrivere, ma credo sia altrettanto fuori di dubbio che, l’attività primaria debba essere il campo. La sensazione di sempre più parte del tifo viola invece é un altra, ovvero che le azioni rivolte a creare un surplus (i ricavi) abbiano, nella testa e nel cuore del presidente sovvertito la naturale scala dei valori.
Tutti ricordiamo la prima fase dell’epoca Commisso, quando si diceva che, i tifosi dovessero essere messi al primo posto, anzi sarebbero dovuti essere il motore o per meglio dire, il traino di ogni azione e pensiero della società. Ecco, oggi, quelli stessi tifosi, chiedono a gran voce una crescita della squadra ed una guida tecnica all’altezza, ma pare non siano presi minimamente in considerazione.

La domanda che molti oggi si pongono é la seguente: quali sono le reali autonomie, dei pochi uomini di campo presenti in Fiorentina? Il pensiero corre velocemente in direzione del DS Pradè e di Giancarlo Antognoni. Il primo come noto a tutti, aveva avuto molto più che in semplice contatto con Juric, questa estate, così come aveva praticamente in mano calciatori del calibro di Torreira (ma non solo lui). Commisso ha bloccato tutto questo. Legittimo? Può anche essere, ma allora che significato ha la figura del direttore sportivo, se deve avere una così limitata autonomia? E quale significato ha gettare a mare tanti sforzi che, trattative serrate di questo genere comportano? Ed ancora, quale è il ruolo di Antonio e soprattutto perché si rinuncia alle competenze specifiche che indubbiamente possiede, relegandolo ad un semplice ruolo di immagine? La sensazione é che se non verranno sciolti questi nodi, difficilmente si possa ragionare in termini calcistici di Fiorentina nel prossimo futuro. Anche i più fervidi oppositori di Pradè, se possiedono un minimo di onestà intellettuale, devono riconoscere che, egli, non è messo minimamente in condizione di programmare una campagna acquisti, o anche, semplicemente una stagione calcistica. No, così il calcio non lo puoi fare, neanche con i milioni di Euro.

Commisso, Ansa

ROCCO COMMISSO:
La funzione del presidente deve essere, legata alla gestione dei rapporti con le istruzioni cittadine e del calcio. In questo, sono certo, la figura di Rocco rappresenta senza ombra di dubbio, un plus. Parlando invece della questione legata ai ricavi, l’ impegno del potente americano, si deve legare alla creazione delle infrastrutture (tema a lui anche troppo caro). Vorrei però permettermi di sottolineare come, questo, non rappresenti l’unica opportunità. Il marchio Firenze, é un marchio che, in un paese come gli Stati Uniti d’America, é molto ben spendibile e credo che questa, rappresenti, un opportunità che il magnete americano possa sfruttare a proprio vantaggio. Anche in termini meramente economici. Altro aspetto che si lega direttamente alla squadra, sono, gli introiti legati ai diritti TV ed alle partecipazioni alle coppe. Legandosi al concetto di partenza, risulta essere essenziale,.investire sulla squadra da un punto di vista tecnico, in modo tale da accrescerne le potenzialità e conseguentemente, la capacità di creare ricavi.

barone
Firenze, stadio A.Franchi, 30.11.2019, Fiorentina-Lecce, foto Fiorenzo Sernacchioli. Copyright Labaroviola.com

JOE BARONE:
La figura di Joe Barone invece, dovrebbe a mio avviso, esser maggiormente legata al ruolo di amministratore delegato, piuttosto, che a quello di spalla del direttore sportivo. Ho personalmente molte riserve, in merito alle sue competenze calcistiche e ritengo che, dal comparto legato agli aspetti di campo egli debba tenersi alla larga. La sua figura, sarebbe invece molto utile, all’interno di un ragionamento che debba, nel tempo, portare la Fiorentina, a scalare posizioni all’interno della lega calcio. Di questo Barone dovrebbe occuparsi, perché, seppur sia questo un aspetto politico, più che calcistico, l’importanza che assume non è affatto trascurabile.
Ne è chiaro esempio la Lazio che, grazie alla costante presenza in lega del presidente Lotito (oggi uno dei primissimi esponenti in lega) ha scalato oggi, posizioni anche in campionato e forse non è neanche del tutto casuale, il fatto che, lo scorso campionato sia stata la squadra che ha usufruito del maggior numero di calci di rigore. A buon intenditor…

pradè

DANIELE PRADÈ:
Ritengo oramai Daniele, uno dei più grandi dirigenti calcistici che abbiamo in Italia, sia a livello di esperienza, che, a livello di competenze. La sua formazione ha raggiunto un altissimo livello di preparazione, nella gestione dei rapporti, delle trattative ed anche nelle argomentazioni da esporre in sede di trattativa, al fine di convincere giocatori di livello internazionale, ad accettare una destinazione come la nostra che, ancora forse, non ha raggiunto tale dimensione. La sua lacuna più evidente, a mio avviso, è sulla conoscenza di calciatori ancora non di fama internazionale e che militano nei campionati esteri. Per questo la sua figura é molto più simile a quella del direttore generale piuttosto che a quella del direttore sportivo. Dovrebbe essere eventualmente accompagnato, da un direttore sportivo in senso stretto. Uno come Sartori per intendersi. Non è un caso che, il meglio, lo abbia espresso con Macia al suo fianco che, in questo senso di esperienza, ne ha da vendere.

Roma, Stadio Olimpico, 07.10.2018, Lazio-Fiorentina, foto Fiorenzo Sernacchioli. Copyright Labaroviola.com, Antognoni

ANTOGNONI:
Inserire una persona di calcio e dalle indubbie competenze come Giancarlo, relegandolo ad un mero ruolo di immagine, é un qualcosa di inspiegabilmente e di dubbio gusto. Antognoni ha dimostrato in passato la sua grande capacità di scovare talenti, tutti immagino ricordiate come avesse praticamente portato a Firenze, giocatori allora ai più sconosciuti, del calibro tabgli altri di Thuram, Samuel e Stanic. Allora la domanda che mi pongo é: perché non sfruttare le sue competenze anche oggi, invece di utilizzarlo in sede di presentazione di calciatori in conferenza stampa? Ecco, questo è un altro passaggio a mio avviso a vuoto di questa società ed in primissima battuta del presidente Rocco Commisso.

Iachini

GUIDA TECNICA

IACHINI
É argomento di questi giorni, la questione che gira attorno al tecnico della Fiorentina. É stato detto di tutto su questo argomento, ma vorrei affrontare la questione, soltanto da un punto di vista tecnico.
Il campo nella passata stagione, ha dato ragione al tecnico marchigiano, il quale, ha brillantemente portato a compimento la mansione che gli era stata affidata dalla dirigenza viola, ovvero, mantenere la categoria. Occorre inoltre ricordare che, questo possa oggi apparire come dato assodato, ma nella realtà dei fatti, all’epoca non lo era. Detto questo e riconosciuti i meriti dovuti a Iachini, si deve anche valutare la scelta di Commisso di confermare l’ allenatore di Ascoli Piceno, come una mossa che, in termini di ambizione e programmazione, ha sollevato, più di una perplessità.
Iachini, lo dice la sua storia, ha sempre fatto bene quando é subentrato in situazioni di difficoltà, quando si richiedeva di tirare fuori gli attributi, per uscire dalle sabbie mobili. Ha lo oksempre fallito, quando gli é stato consegnato un progetto da lanciare. I limiti sotto il punto di vista tecnico erano noti allora e lo sono ancora di più oggi, ai quali si è aggiunta, una palese difficoltà nella gestione del gruppo. La questione della fascia a Chiesa e gli scivoloni palesi delle ultime conferenze stampa, sono lì a dimostrarlo. É stato commesso da parte di Rocco, lo stesso marchiano errore fatto, con Montella la stagione precedente e per questo, occorre dire che, se sbagliare é umano, perseverare è diabolico. Non può esistere un simile bug all’interno di un progetto pluriennale di calcio. Se non hai una guida tecnica consolidata, forte e capace, non sei in grado di dare delle certezze, ad un gruppo di giocatori che, pagano un gap imporante in termini di personalità, ancora prima che sul piano tecnico. L’impressione invece é che, Iachini, così come il suo predecessore, abbia mille dubbi, incertezze e timori che inevitabilmente finisce per trasmette ai giocatori. Questa è una squadra che alle prime difficoltà perde le proprie certezze, smarrisce la propria anima.
Questo si evince anche, dalla confusione che egli sta palesando anche da un punto di vista tecnico-tattico, con scelte ad esser buoni, incomprensibili. Mi riferisco ad esempio all’utilizzo di Amrabat, impiegato nella posizione di regista. Ruolo che non può ricoprire, per mancanza di visione di gioco, di tempi di impostazione e velocità di pensiero.
Il play basso non è un ruolo ma bensì un attitudine che può avere un centrocampista centrale o un centrocampista interno, è il giocatore che organizza il gioco, il fulcro della squadra. Le sue caratteristiche devono essere l’intelligenza tattica, la visione del gioco e la precisione nei passaggi e nei lanci.
Amrabat é invece un grande interno di centrocampo che, ha bisogno di coprire ampie aree del terreno di gioco per sfruttare le proprie caratteristiche fisiche, ancor prima che tecniche. Ha bisogno di allargare il raggio di manovra per sprigionare la propria potenza. Tenere Amrabat, bloccato davanti alla difesa, é come chiedere a Varenne di andare soltanto al passo.
Discorso simile per Cutrone, il quale viene spesso utilizzato seconda punta, sovente addirittura, in una posizione esterna, non sfruttando quindi le sue qualità, all’interno dell’area di rigore e facendo perdere al ragazzo convinzioni e sicurezze. Inoltre in conclusione, dopo oramai quasi un anno di lavoro, questa squadra presenta sempre gli stessi limiti in fase di costruzione della manovra, senza riuscire quasi mai ad organizzare una manovra, fluida ed efficace. Testimonianza di questo é la difficoltà di affrontare squadre che si chiudono. Infatti le uniche belle prestazioni, hanno avuto luogo con le big del campionato, ovvero, quando la squadra viola ha potuto agire di rimessa.
Insomma dopo il tempo di un anno accademico, si può asserire senza tanti dubbi che, Beppe Iachini é stato bocciato. Non da me, non da Commisso o Pradè ma dal rettangolo verde. Niente di personale Beppe, sono molto legato emotivamente a te, ma il campo, come spesso accade, si è rivelato impietoso.

PERCHÉ SARRI
Il progetto tecnico deve essere affidato, ad una persona capace, di far crescere i molti giovani a disposizione. Ad una persona capace di lavorare su di un impianto di gioco che, sia consolidato e che abbia caratteristiche e carriera che lo possono promuovere, come guida autentica del giovane gruppo viola. Quando una squadra ha problemi di personalità, é necessario abbia, un impianto di gioco consolidato dentro il quale rifugiarsi nei momenti in cui si incontrano delle difficoltà. Avere un tecnico di personalità e capace di fornire un sistema di gioco consolidato, deve essere alla base di un progetto tecnico. Tutto questo ha un nome ed un cognome. Maurizio Sarri.
Sia chiaro, si devono contestualmente risolvere tutte quelle criticità sopra elencate, perché senza una società strutturata non può esservi, una squadra forte. Inoltre si deve essere consapevoli che, nessuno possiede la bacchetta magica e che, questa rosa, deve essere completata almeno in 2/3 elementi, affinché possa esercitare sul campo, il pensiero sarriano. Da qualche parte si deve pur cominciare e prima lo si fa e meglio è, anche in considerazione del fatto che di tempo ne abbiamo già gettato via in quantità.

Marzio De Vita

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