16 Maggio 2022 · 03:14
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Adani: “La Fiorentina mi ha insegnato a vivere. Vi racconto Batistuta e Trap”

Il noto commentatore tecnico di Sky Sport Lele Adani ha parlato del suo passato a Firenze con la maglia della Fiorentina

Adani con la maglia della Fiorentina

Daniele Adani, ex difensore della Fiorentina e oggi commentatore tecnico per Sky Sport, è stato intervistato dall’AS Roma Match Program, queste le sue parole registrate da vocegiallorossa.it:

Firenze, il giglio, la Fiorentina, dal 1999 al 2002. Cosa resta di quei tre anni?
“Tantissimo. Fu il mio approdo in una grande squadra, a 25 anni, venendo dal Brescia. È stata un’esperienza che mi ha segnato come calciatore e come uomo. Dopo un mese debuttavo in Champions League segnando un gol (nel preliminare contro il Widzew Lodz, ndr). Ero in una squadra fortissima, di talento e personalità. Col tempo diventai titolare, dopo circa tre mesi. Ed era un periodo d’oro per la Serie A. Era il momento delle così definite Sette sorelle”.

E tra queste sette c’era la Fiorentina.
“C’era Gabriel Omar Batistuta, c’erano Predrag Mijatovic, Manuel Rui Costa, Angelo Di Livio, Jorg Heinrich che aveva vinto Champions e Intercontinentale con il Borussia Dortmund. C’era soprattutto Giovanni Trapattoni in panchina”.

Uno dei suoi mentori, Trapattoni. La portò anche in Nazionale negli anni successivi.
“Beh, Giovanni Trapattoni non è che stato tanto importante per il sottoscritto. È stato uno degli allenatori più importanti nella storia del calcio italiano. Tecnico incredibile, molto più evoluto di quello che si voleva far credere. Schierava spesso tanti uomini offensivi, dando equilibrio e vittorie alle sue formazioni. Era un gioco basato più sulla determinazione e l’applicazione dei singoli, più che di trame tattiche e strategie, ma sapeva fare calcio. E le squadre spesso segnavano molti gol”.

A proposito di gol, ha già menzionato Batistuta.
“Batistuta aveva un carisma naturale, molto interiore e poco visibile. Ma quello che aveva dentro lo sprigionava tutto sul terreno di gioco. Potenza pura. In alcuni momenti trascinava letteralmente i compagni con le giocate e segnando gol”.

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