13 Aprile 2021 · 09:48
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Firenze

Sestini racconta l’aggressione ricevuta dagli ultras della Fiorentina

Il racconto di Massimo Sestini, il fotografo del Corriere fiorentino aggredito dagli ultras della Fiorentina mercoledì sera a Firenze

Gli ultras viola nella foto pubblicata dalla pagina Facebook Fuori dal Coro che mostrano il loro striscione per il compleanno della Fiorentina. Alle spalle Ponte Vecchio

Questo il racconto, scritto sulle pagine del Corriere Fiorentino, di Massimo Sestini, il fotografo fiorentino aggredito da alcuni ultras della Fiorentina:

“Mercoledì sera, ore 23.20, Ponte Santa Trinita. Sono alla guida della mia Vespa, le macchine fotografiche sotto la sella. All’improvviso il mio sguardo viene catturato da un gruppo di persone radunate sul ponte che stanno iniziando a srotolare uno striscione. In un attimo pianto la Vespa in mezzo al ponte e prendo il mio iPhone per documentare quello che sta succedendo.

«Tanti auguri alla più grande, la più bella, la più cara da ogni cuor!», firmato Curva Fiesole 1926. A reggere il lungo lenzuolo con la scritta rossa è un gruppo di una quarantina di ultrà della Fiorentina. Mi avvicino ma mentre alzo le braccia per trovare la giusta inquadratura (pensando sempre a Ponte Vecchio) uno di quei ragazzi mi blocca da dietro: «Cosa stai facendo?». Spiego che sto facendo una fotografia ma loro mi dicono a muso duro che non gradiscono essere ripresi.

Gli ultras viola nella foto pubblicata dalla pagina Facebook Fuori dal Coro che mostrano il loro striscione per il compleanno della Fiorentina. Alle spalle Ponte Vecchio

«Sono un giornalista», specifico. Ma a quanto pare è un’aggravante dato che i tipi in questione sembrano incattivirsi ancora di più e arrivano a minacciarmi: «Vai via, non puoi fare nessuna foto, se vuoi domani trovi la foto sulla nostra pagina Facebook “Fuori dal coro”. Adesso no». Io, di fronte a tanta prepotenza, abituato come sono a non fermarmi davanti a niente, non mi arrendo. Provo a convincerli che non possono impedirmi di fare il mio lavoro, che siamo in un Paese democratico, che esiste il diritto di cronaca. Tutto inutile.

Uno di loro, in tutta risposta, mi dà un colpo al braccio e fa cadere il telefono per terra. Non ho il tempo di recuperarlo che uno di loro ci è già saltato sopra per distruggerlo. Capisco che non è il caso di continuare a cercare il dialogo con persone che si proclamano tifosi di una squadra di calcio ma che sono distanti mille miglia da tutti i valori dello sport. Decido di allontanarmi tra i cori che si fanno sempre più aggressivi e i fumogeni che scatenano alcune proteste. Scopro così che anche un passante era stato aggredito perché aveva
osato sottolineare che quello non era lo stadio ma il centro storico di Firenze.

Mi infilo dentro una gelateria e chiamo il 113. Dalla sala operativa della questura sentono le grida e i cori del gruppo che ha iniziato a sfilare e mi invitano a non muovermi da lì. Arrivano tre volanti della polizia e subito dopo anche gli esperti di tifoseria della digos. In quel momento, con la tensione che c’era, poteva succedere qualsiasi cosa. Ma la professionalità dei poliziotti sul campo e di chi li ha guidati ha impedito che la situazione degenerasse”

La pagina del Corriere fiorentino che parla dell’aggressione di Masismo Sestini

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