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25 Settembre 2022 · 23:25
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Sentite Lo Monaco: “Io vicinissimo alla Fiorentina per ben due volte: Della Valle scelse il Corvino bis”

"Il calcio italiano sta perdendo il passo perchè i nostri giovani sono viziati: quando c'è da fare la guerra in campo, sono i primi a tirarsi indietro"

Il noto direttore sportivo Pietro Lo Monaco si è raccontato a Passione Fiorentina su Twitch nel corso di Terzo Tempo Viola. Queste le sue parole:

La Fiorentina di questo inizio stagione? Senza dubbio sta soffrendo un ritardo di condizione e per qualche giocatore anche di adattamento al nostro campionato. Prendo Jovic e Dodò che per vari motivi non hanno ancora dimostrato le loro grandi qualità. Dal mercato è arrivato Mandragora, ma si sta puntando molto su Amrabat: secondo me non ha i tempi di gioco per stare al centro, lo dice il suo passato e la sua storia. Lo vedo come un’ ottima mezz’ala di centrocampo.

Obiettivi? Presumo che la società voglia migliorare il risultato della scorsa stagione. La Fiorentina ha tre punti meno dell’Inter. Personalmente percepisco un pessimismo troppo marcato, soprattutto nei confronti di Italiano. In Italia, lo sappiamo bene, ci sono cinquanta milioni di allenatori.

Terracciano? Pietro l’ho scoperto io e fatto esordire in Serie A. Penso che per Italiano rappresenti l’usato sicuro: il mister ha riposto grande fiducia in Terracciano, l’abbiamo visto nella passata stagione.

Sull’acquisto di Gollini? Una squadra competitiva deve avere le coppie per ogni ruolo in rosa ed i portieri sono compresi: è poi l’allenatore che dovrà decidere il titolare. Gollini è un portiere di qualità, negli ultimi tempi sicuramente frenato dall’inattività: la porta è un mondo particolare basato sulla continuità, se questa manca diventa tutto più difficile.

Jovic? Lo conosciamo per il suo passato, ha indubbiamente delle potenzialità importanti. Io non lo vedo come punta centrale in un attacco a tre, ma se si dovesse adattare in fretta al nostro calcio farà la differenza. In questo momento è appesantito: sembra non riuscire a reagire alle critiche che lo stanno affossando.

Sul lavoro del ds Pradè? Il direttore sportivo molto spesso deve seguire le direttive della società e penso che nell’ultima finestra di mercato si sia mosso bene. Forse dopo l’addio di Vlahovic sarei andato su una sicurezza e non sulla scommessa, ma le scommesse a volte pagano. In generale la Fiorentina è una società ambiziosa, Commisso ha investito tanto e sta costruendo anche un centro sportivo di caratura europea: questa è oculatezza anche per il futuro.

Se sono stato vicino ai Viola in passato? Sono stato vicinissimo alla Fiorentina per ben due volte. Nel 2012 decisi di lasciare Catania, ma alla fine a Firenze arrivò Daniele Pradè. Mi hanno cercato nuovamente qualche anno dopo e questa volta, invece, la spuntò Corvino. Devo dire che mi sarebbe piaciuto molto approdare alla Fiorentina.

Le mie scoperte? Ricordo piacevolmente Jorgensen e Vargas, che conoscete molto bene a Firenze. Erano due giocatori con qualità incredibili anche se molto diversi tra di loro. Per quanto riguarda gli allenatori anche Mihajlovic e Montella furono due scommesse azzeccate.

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