Nel corso di 30esimo minuto condotto da Simon Pagnini con Gabriele Caldieron è stato ospite insieme a Leonardo Petri, ed Enzo Bucchioni il Presidente dell’AIA Marcello Nicchi. Queste le sue dichiarazioni:

Nicchi, 10 anni fa lei diventava Presidente dell’AIA dopo Calciopoli…

“Si, abbiamo subito iniziato con una rivoluzione a livello arbitrale e ciò era inevitabile. Da quella data abbiamo fatto tantissimo: cambiato la dirigenza e ricostruito l’Associazione. Mi piace molto che questo venga ricordato…Oggi è un momento importante della stagione, ci avviamo alla conclusione della Serie A, ma noi ogni settimane arbitriamo 11.000 partite: dal settore giovanile, ai dilettanti ed al professionismo. Ogni anno cerchiamo di portare sempre il miglior rendimento possibile con promossi, retrocessi e dismessi. La nostra categoria è sempre in crescita. Siamo pronti per play-off e play-out ma noi già guardiamo anche alla prossima stagione con le 209 Sezioni italiane pronte a partire, e sono contento di celebrarlo insieme a voi. Siamo dalla parte di chi è interessato al mondo arbitrale e regolamentare”. 

La violenza nei campi minori quest’anno purtroppo l’ha fatta da padrona in alcune regioni… 

“Il calcio deve combattere la violenza e grazie a Dio l’ha capito anche il Governo e le varie Istituzioni. Serve tecnologia all’avanguardia, lotta al razzismo: una cosa che per noi è inaccettabile, e quando succede è una sconfitta. Sono 111 anni che l’Associazione esiste e che ogni hanno purtroppo, deve far fronte a queste situazioni. La media è di 900 episodi di violenza su gli arbitri annualmente, ma da quando sono Presidente i casi sono diminuiti, è la mia priorità e ciò è potuto accadere grazie anche al lavoro di Tavecchio, Gravina e del Governo in genere. Stiamo finalmente viaggiando sotto quota 100. Chi fa violenza quest’oggi su gli arbitri paga caro. Arbitri compresi. Mi spiego: se una squadra Toscana ha un caso di violenza contro gli arbitri, paga i direttori di gara, altrimenti non designeremo più arbitri per la stessa. L’AIA possiede 33.000 associati, e tutti remano verso questa direzione: l’arbitro non si tocca ma purtroppo il cogl**** si trova sempre. Difendiamo i giovani arbitri, e lo abbiamo fatto istituendo sul territorio nazionale 53 avvocati e questo aiuta l’eventualità ma speriamo non accada mai più”.

Come si inizia a fare l’arbitro? 

“Si deve avere la passione per il calcio, magari venendo proprio dal mondo del calcio giocato. I giovani che vegono da noi sono tanti. Quest’anno sono stati più di 5.000 le iscrizioni. La Sezione è un bellissimo ambiente che ti può dare tanto anche sul lato umano e di crescita. Porta entusiasmo. Le nostre 209 Sezioni sono organizzate benissimo ed in Italia sono un’eccellenza. Tutti hanno un gran senso d’appartenenza, ed il regolamento viene seguito da tutto il territorio nello stesso modo, si creano nuove amicizie e conoscenze. E’ un’avventura bellissima, da noi non manca davvero niente: avvocati, elettricisti, camerieri, maestri, studenti… Tante esperienze messe insieme portano a crescere indubbiamente. E’ un luogo dove anche i genitori si sentono sicuri nel lasciare i propri figli. Forgia nel carattere e nei comportamenti, abbiamo anche 1.600 donne e sono sempre di più e non escludiamo che alcune di loro possano arrivare in Serie A, l’ambiente è meritocratico”. 

Il centro VAR a Coverciano?

“E’ un’idea che mi è balenatata in mente qualche tempo fa. Stiamo valutando in primis la fattibilità tecnologica, e conoscendo a menadito Coverciano ed è anche per questo che a livello architettonico stiamo pensando al centro di sviluppo. Faremo marketing, diffusione di regolamenti e risponderemo settimanalmente a ciò che succede nelle partite. Daremo finalmente delle risposte sul modo in cui applichiamo le regole per tranquillizzare tutti. Ad oggi il protocollo VAR non è molto conosciuto, e noi vogliamo istruire tutti. Vogliamo la massima trasparenza, inviteremo alla sala anche tanti dirigenti. Da Domenica prossima inizieremo la sperimentazione offline a Roma per capire se può funzionare. Vogliamo partire subito dalla prossima stagione”.

Il ruolo VAR per gli arbitri appena dismessi?

“Deve essere fatta una normativa e la faremo in estate. Vogliamo creare un corpo di specialisti VAR e gli sceglieremo tra gli organici di CAN A e CAN B ed i più intuitivi e meritevoli verranno messi in questo nuovo organigramma. Pensiamo ad una sorta di accordo per quattro anni per incentivare la scelta di smettere di arbitrare sul campo e progressivamente passare a questo nuovo ruolo. Perchè Coverciano? Poichè li si potrebbe pensare anche ad una doppia designazione, li ogni arbitro avrà una sorta d’ufficio, mangerà e dormirà li”. 

Rocchi? 

Gianluca rimarrà in organico sicuramente fino a Dicembre poichè sarà internazionale fino ad allora e poi terminerà con noi la stagione a Giugno. Nessuna deroga quindi, gli spetta di diritto”. 

Il fallo di mano?

“Sarà la novità della Circolare Numero 1, sostanzialmente deve occupare lo spazio in modo ampio ed anomalo. Aumenteranno i falli di mano sanzionati sperando che i giocatori studino un nuovo metodo per frapporsi tentando d’intercettare un cross. Non sarà automatico il tocco di mano e rigore, ed ascoltiamo anche le idee dei calciatori, ma tireremo una linea netta e decisa. La discrezionalità dell’arbitro verrà dunque limitata”.

Silent-check?

“La VAR è diventato uno strumento di giustizia e di trasparenza assoluta. Non tutti l’hanno capita e me ne dispiace. Avevamo pensato al “terzo tempo” a fine partita per un saluto rispettoso e di sano sport come succede nei campi internazionali ma in Italia è una scusa per andare a protestare ancora e questo è veramente brutto anche per il settore giovanili. Non comprendo certi comportamenti. Il protocollo? Ormai cominciamo tutti a conoscerlo. Perchè non vanno a vedere lo schermo? Semplice, il VAR interviene SOLO se vi è un CHIARO ED EVIDENTE errore. Se parlano in cuffia è solamente per spiegarsi un attimo. Ovviamente se l’arbitro in campo non ha visto allora viene supportato dal video. Aggiusteremo comunque un qualcosa del protocollo, ma non tanto. Dobbiamo fidarci della macchina, ieri nella gara tra Napoli e Cagliari è lo specchio. Il dentro-fuori è valutato da una tecnologia tridimensionale come il fuorigioco, quindi il margine d’errore è prossimo allo zero. Come il gol, se è dentro anche di un capello, la GLT lo dice, e siamo tutti serenissimi”. 

Decisione dell’Arbitro diffusa a tutto lo stadio?

“Tra uno, due, tre o cinque anni chissà. Non lo escludo. La chiamata dalle squadre del VAR non è compatibile perchè gli episiodi vengono visti tutti uno per uno, quindi è superflua ecco perchè non è necessaria”.

Insegnamenti nelle scuole calcio?

“I bambini dovrebbero guardare poco la TV, lo dico davvero. Si cerca di dare esempi positivi ma ahimè ancora non sono tutti, ed i bambini sono “spugne” su questo, speriamo che prima o poi si rasenti la perfezione su questo. Abbiamo anche da mixare ciò che cresce in Italia e all’estero e vi assicuro che da noi l’organizzazione è massima”.

Stadi?

“Non servono più da 80.000, servono anche di minore entità ma all’avanguardia, deve portare divertimento e festa, ciò non porterebbe ad uno sfogo ma ad una gioia. Impressionante come in alcuni campi di periferia i genitori in tribuna si sono azzuffati ed è bellissimo, nella bruttezza di padri e madri, che i giocatori abbiano chiesto all’arbitro di allontanarli. Serve questo”.

Cosa farò “da grande”?

“Chissà (ride n.d.r.). Non starò certo a farmi le unghie e non pensavo di fare questa carriera sinceramente”.

I nuovi nomi che arrivano in CAN A?

“Abbiamo dovuto accelerare le promozioni quando abbiamo scisso le CAN A, e le CAN B, non escludo il VAR anche in Serie B nel girone di ritorno. Nei play-off e play-out già ci sono. 12 arbitri della CAN B, hanno già utilizzato il VAR in Serie A. I nostri vivai sono di livello, c’è entusiasmo. Una buona stagione da questo punto di vista, quattro arbitri di Serie B arrivati esordienti dalla CAN PRO, hanno già esordito anche nella massima serie”.