“L’unico problema alla Fiorentina è stato il demotivatore o l’omo nero come veniva chiamato in società allora e penso pure sia il problema adesso”

Così lo scorso anno Daniele Pradè commentava il suo periodo alla Fiorentina parlando di chi fosse il problema all’interno della società viola. Il riferimento, chiarissimo, era per il presidente esecutivo Mario Cognigni.

Pradè arrivò a Firenze dopo l’ultima stagione disastrosa del tandem Corvino-Mihajlovic e finita con Guerini in panchina. Una Fiorentina che in quella stagione rischiò addirittura la retrocessione. Poi la rivoluzione decisa dai Della Valle, via tutti.

Arrivarono così Pradè e Macia con Montella in panchina. Tanti grandi colpi finanziati dalle cessioni di Nastasic, Behrami e Cerci. Un nuovo ciclo con la squadra viola fermata solo dallo scippo del terzo posto nell’ultima giornata a favore del Milan.

Con Pradè i risultati raggiunti e i grandi giocatori avuti sotto gli occhi di tutti.

Poi la penalizzazione di Pradè, con una struttura societaria cambiata per screditare sempre di più il direttore sportivo. Il tutto culminato con la scelta di non rinnovargli il contratto, una scelta avalattata da Diego Della Valle e voluta da Cognigni in primis.

Su Pradè ci ha scommesso la Sampdoria di Massimo Ferrero, carta bianca per l’ex Fiorentina e la rinascita definitiva in questa stagione per i blucerchiati. Pradè a Genova ha attuato la politica della società viola, vendere, incassare e poi reinvestire.

Però in blucerchiato, a differenza di Firenze, lo hanno fatto meravigliosamente bene.

Non sono andati via giocatori scarsi, da Skriniar fino a Bruno Fernandes, Muriel e Schick. Tutti coloro che hanno detto addio alla Sampdoria sono calciatori forti e di spessore, ma al loro posto sono state fatte scelte giuste e sensate. Dalla promozione di Torreira da titolare, ai colpi Duvan Zapata e Gaston Ramirez, senza dimenticare il terzino sinistro Strinic preso dal Napoli, uno che alla Fiorentina avrebbe fatto tanto comodo. E i risultati sono gli occhi di tutti.

Nel mondo viola la filosofia è stata la stessa, vendere per ripartire e comprare altri giocatori dato che il ciclo è considerato chiuso. Ma le scelte di Corvino si stanno rivelando sbagliate e fallimentari.

E nell’ambiente viola il rimpianto cresce, per un direttore sportivo che aveva riportato a Firenze grandi palcoscenici, grandi partite, campioni veri e la voglia di sognare davvero qualcosa di grande.

La capacità di poter sognare, è questo quello che manca maggiormente al popolo viola. Mentre a Genova sponda Samp hanno cominciato a farlo ad occhi aperti, grazie anche a Daniele Pradè.

 

Flavio Ognissanti

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