1 Dicembre 2020 · 01:10
5.1 C
Firenze

La prima di Prandelli nel ricordo di Astori. Numeri, curiosità ed analisi del lunch game

Fiorentina-Benevento non potrà mai più essere una partita come le altre. Il ricordo di Davide resta nella testa e nei cuori di tutti

Firenze, stadio Artemio Franchi, 11.03.2018, Fiorentina-Benevento, Foto Fiorenzo Sernacchioli. Copyright Labaroviola.com

NUMERI E STATISTICHE E CURIOSITÀ NEL RICORDO DI DAVIDE

La Fiorentina ha vinto entrambi i precedenti in Serie A contro il Benevento con un punteggio complessivo di 4-0: quella Viola è una delle tre formazioni incontrate almeno due volte nel massimo campionato contro cui i campani non hanno trovato il gol (assieme a Torino e Atalanta).

Nelle ultime tre stagioni (dal 2018/19), la Fiorentina ha perso sei delle 13 sfide contro squadre neopromosse in Serie A (2V, 5N): nel periodo solo la SPAL ha collezionato più sconfitte contro formazioni provenienti dalla Serie B (sette).

La Fiorentina non segna da 219 minuti in Serie A: non dovesse trovare la rete in questo incontro, il digiuno si estenderebbe a 309 minuti, diventando la peggior striscia dei Viola da agosto 2019 (543’), in quello che fu il digiuno più lungo della squadra nella competizione.

La Fiorentina ha vinto quattro delle ultime cinque gare casalinghe di Serie A (1P), tanti successi quanti quelli ottenuti nelle precedenti 32 (17N, 11P).

Il Benevento ha perso le ultime quattro partite di Serie A: dopo essere stato sconfitto nelle prime 14 gare nella competizione nel 2017, i campani non hanno mai più registrato una serie di cinque sconfitte di fila nel massimo campionato.

Il Benevento ha registrato 28 sequenze su azione di almeno 10 passaggi in questo campionato, meno di ogni altra squadra nella Serie A in corso.

Il Benevento è la squadra che ha incassato più reti in questo campionato dall’interno dell’area di rigore (18); dall’altra parte tutti i 10 gol realizzati dalla Fiorentina sono arrivati da dentro l’area.

Cesare Prandelli torna sulla panchina della Fiorentina dopo 3843 giorni dalla sua ultima partita in Serie A con i Viola, che risale a maggio 2010 contro il Bari (sconfitta per 0-2).

Il centrocampista della Fiorentina Gaetano Castrovilli ha portato cinque punti alla propria squadra grazie alle sue quattro reti, solo Zlatan Ibrahimovic con nove punti portati grazie ad otto gol ha fatto meglio nel campionato in corso.

Iago Falque del Benevento, un gol contro la Fiorentina in Serie A nell’ottobre 2016, non trova le rete in campionato da nove presenze: solo una volta è rimasto a secco per almeno 10 partite nella competizione (11, tra settembre e dicembre 2015 con la Roma).

Lo stadio Artemio Franchi  riporta alla mente l’ultima sfida tra Fiorentina e Benevento, giocata pochi giorni dopo la morte di Davide Astori.  Nelle mente di tutti resta vivo il ricordo e l’emozione di quel pomeriggio di pioggia dove si giocò il match in un clima surreale. E non poteva essere diversamente.

Il Benevento affronta la Fiorentina per la 3 volta, nei due precedenti doppia vittoria della Fiorentina. Il Benevento deve scacciare la mini crisi di risultati, i Sanniti non vincono da 4 partite e sono fermi a quota 6 punti in classifica.

Viola che non vincono da due turni, ma vengono da un pari contro il Parma prima della sosta. Sfida da ex per diversi giocatori, sia da un lato che dall’altro. Lorenzo Venuti è il Viola ex Benevento, per lui due stagioni tra B e A arricchite anche dalla vittoria della Serie B 2016/17. Bryan Dabo è il discusso ex della Fiorentina, squadra dove ha vissuto 2 anni non proprio indimenticabili. Altro giallorosso ex Fiorentina è Christian Maggio, arrivato a Firenze nell’estate 2003 ha lasciato la Toscana dopo 4 anni, anche per lui non esaltanti. Altro ex è Nicolò Manfredini, secondo portiere sannita che con la Fiorentina ci è cresciuto senza mai esordire in prima squadra. Dirigerà la sfida il signor Davide Ghersini di Genova, con lui ci saranno gli assistenti Lanotte e Lombardi, quarto uomo Piccini. La squadra arbitrale è chiusa dal VAR Di Paolo e dall’ AVAR Di Giovane.

SISTEMA DI GIOCO SANNITA
SISTEMI DI GIOCO

Sistema di base: 4-4-2

Sistema offensivo: 2-4-4

Sistema difensivo: 4-4-1-1

FASE DI POSSESSO
Nella costruzione del gioco dal basso, la palla viene fatta girare dai quattro difensori per cercare di trovare spazio sulle fasce. I due centrocampisti centrali, in questa fase, effettuano solamente passaggi all’indietro finalizzati al mantenimento del possesso palla e al cambio gioco. Una volta arrivata palla ad uno dei due terzini, posizionati larghi e più avanzati rispetto ai due centrali, si effettua spesso una giocata sistematica. L’esterno si alza sulla linea di costruzione degli attaccanti creando spazio. Il centrocampista finge di andare incontro al terzino in possesso palla per poi attaccare lo spazio lasciato libero dall’esterno. Hetemaj da una parte e Viola dall’altra si trovano nella condizione di poter servire le punte o imbucare per il taglio delle ali.

Altra giocata ricorrente con palla sull’esterno è la ricerca della verticalizzazione sulle due punte. Sau e Moncini si dividono il campo in orizzontale (raramente giocano uno dietro l’altro), permanendo sempre nella zona centrale. Il movimento di uno è in funzione di quello del compagno. Se Sau va incontro al pallone, Moncini attacca la profondità e viceversa. In caso di pressing alto degli avversari, la palla viene calciata lunga per Moncini con Sau che va sulla spizzata.

Se la palla si trova nella zona di centrocampo, sulla linea difensiva si abbassa Viola. È lui il giocatore dal quale partono la maggior parte delle iniziative. Abbassando la sua posizione libera un corridoio. Improta con un movimento a tagliare dentro al campo può ricevere il pallone. Contemporaneamente Letizia si alza molto dando la possibilità di essere servito in ampiezza e creando nel terzino avversario il dubbio se seguire l’esterno oppure rimanere bloccato per limitare l’avanzata del terzino.

RIFINITURA E FINALIZZAZIONE
La squadra di Inzaghi attacca con molti uomini nella metà campo avversaria. Nella zona di rifinitura tra la difesa e il centrocampo si fanno trovare sempre pronti i due esterni Insigne ed Improta. Molto difficile vederli larghi. Preferiscono accentrarsi per poter effettuare l’ 1 vs 1 ed andare al tiro oppure cercare in area una delle due punte. Con palla ad uno dei due centrocampisti centrali cercano il taglio alle spalle del giocatore avversario per concludere direttamente in porta, come avvenuto nel’azione del gol di Insigne.

Sia Maggio che Letizia accompagnano costantemente la manovra. Sono loro che sfruttano l’ampiezza e che, appena possono, si sovrappongono per creare superiorità numerica. In questo modo il lavoro delle catene laterali produce un numero considerevole di traversoni. I cross dalle fasce sono molto frequenti e pericolosi perché l’area viene occupata da 4-5 giocatori. In particolare, con palla dalla parte di Letizia, oltre ai due attaccanti e ai due esterni, anche Maggio si spinge in area di rigore per cercare la rete.

Anche in zona avanzata i due attaccanti stazionano nella parte centrale evitando di allargarsi troppo. La loro funzione principale è quella di occupare l’area di rigore per sfruttare i traversoni e cercare la rete.

TRANSIZIONE POSITIVA
Il Benevento, una volta conquistata palla nella propria metà campo, preferisce consolidare il possesso palla sfruttando passaggi all’indietro, anche verso il portiere. Se c’è la possibilità si cercano gli esterni, abili nelle ripartenze grazie alla loro velocità. Questo si è verificato soprattutto nel secondo tempo con il passaggio all’1-4-3-3 e con il Pordenone che ha concesso più spazio al contropiede delle Streghe. Se la palla viene conquistata alta allora si cercano subito in verticale le due punte oppure, ancora una volta, i due esterni giallorossi che tagliano dentro al campo.

FASE DI NON POSSESSO
In fase difensiva la squadra dimostra una grande compattezza, con i reparti sempre molto vicini fra loro. I movimenti sono collaudati e i giocatori attenti a non concedere nulla agli avversari.

Inizialmente il Benevento lascia giocare la retroguardia avversaria. Nel corso della partita varierà questo approccio portando maggiore pressing e costringendo gli avversari al calcio lungo. Obiettivo della prima azione difensiva è quello di indirizzare la palla sull’esterno del campo. È in questo momento che avviene il pressing per cercare di riconquistare la palla. Il terzino di lato attacca molto alto l’esterno avversario cercando l’anticipo con un pressing molto deciso. I 3 difensori danno copertura in maniera perfetta, formano un unica linea di copertura pronti ad accorciare o scappare insieme in base all’evolversi dell’azione. Qui diventa fondamentale il lavoro di una delle due punte sul regista del Pordenone. Dei due attaccanti è Sau che concede più spazio e permette l’uscita avversaria dal pressing costringendo tutta la squadra ad arretrare.

Quando il Pordenone gioca palla all’indietro, il Benevento è abile nel salire compatto coprendo gli appoggi. Il pressing spinge gli avversari a giocare palla al portiere costringendolo al lancio lungo. Con palla lunga ancora una volta la linea difensiva è ben messa ed è difficile trovarli impreparati. Maggio, Caldirola e Barba sono abili nel gioco aereo. Se a colpire di testa va uno dei centrali i compagni di reparto formano il triangolo difensivo creando anche qui una sola linea di copertura. Il concetto che è alla base dei movimenti della difesa giallorossa è la marcatura a zona. Quindi, il loro movimento è effettuato in base alla posizione del pallone, del compagno ed infine dell’avversario.

I due centrocampisti lavorano in armonia. Se uno dei due si alza l’altro gli dà copertura. Nel secondo tempo il Pordenone ha spesso attaccato la zona alle spalle dei terzini giallorossi costringendo uno dei due centrali a scalare esternamente. Per ristabilire la superiorità difensiva Hetemaj si abbassava ad occupare momentaneamente il ruolo di centrale difensivo. I due esterni si abbassano molto quando serve difendere. Tendono ad occuparsi più dell’avversario diretto piuttosto che aiutare il proprio terzino con raddoppi.

TRANSIZIONE NEGATIVA
Se la palla viene persa nella metà campo avversaria, il Benevento cerca la riconquista immediata della sfera. Il giocatore più vicino alla palla va in pressing forte sull’avversario. I difensori sono già accoppiati con gli attaccanti. Li seguono anche nella loro metà campo cercando l’anticipo oppure impedendo loro di girarsi. Diverso è il comportamento in caso di perdita palla nella trequarti campo difensiva. Qui si tende a indietreggiare, soprattutto se il portatore di palla è libero di attaccare la porta. Esso viene lasciato libero di condurre fino all’area di rigore con la possibilità anche di calciare in porta.

PUNTI DI FORZA
Rosa esperta, ampia e di ottima qualità per la categoria;

Viola è giocatore in grande fiducia, conclude e rifinisce;

Ottimo uso delle catene laterali;

Fase difensiva organizzata e rocciosa.

PUNTI DI DEBOLEZZA
Tende ad andare in difficoltà nelle ripartenze, in particolare da corner a favore;

Le punte centrali non sono sempre rifornite e coinvolte a dovere;

La pressione sul regista avversario non sempre è efficace, soprattutto quando a portarla è Sau.

GIOCATORE CHIAVE
Roberto Insigne Prima dei suoi piedi, arriva il suo cognome. Roberto Insigne è il fratello minore del più famoso Lorenzo, attaccante del Napoli che sta vivendo un momento di forma straordinario. “Il Magnifico”, chiamato così dai tifosi, sta letteralmente trascinando la squadra partenopea in campionato e Champions League ed è proprio ai successi del fratello che Roberto guarda con attenzione per trovare ispirazione e motivazione. La sua carriera è stata caratterizzata da continui prestiti che gli hanno permesso di accumulare una buona dose di esperienza. D’altra parte, però, questo continuo girovagare non ha consentito un deciso salto di qualità per la carriera del giocatore.

Il numero di maglia scelto da Roberto Insigne, ala destra, testimonia il profondo legame col fratello maggiore: 42, l’esatto opposto del 24 di Lorenzo. E opposte sono anche le prerogative tecniche che i due campani mostrano in campo: da una parte la tattica, il gioco di squadra, un elevato spirito di sacrificio, una maggiore applicazione di schemi e procedure da manuale; dall’altra il genio, la fantasia, una buona dose di individualismo e di improvvisazione. In comune hanno la passione per i social, sempre costantemente aggiornati, come il profilo Instagram di Roberto Insigne. E tra una foto di famiglia e l’altra scorrono le tante immagini che lo ritraggono con casacche di diverso colore, mentre tutti si chiedono quale sarà la sua prossima destinazione.

a cura di Marzio De Vita

LEGGI ANCHE SKY SPORT, MILIK HA COMUNICATO AI SUOI AGENTI DI LASCIARE IL NAPOLI A GENNAIO. LE ULTIME

Sky Sport, Milik ha comunicato ai suoi agenti di lasciare il Napoli a gennaio. Le ultime

CONDIVIDI

ULTIMI ARTICOLI

LA FIORENTINA DICE NO A CAICEDO. IDEA LLORENTE, LO HA CONSIGLIATO CALLEJON A PRADÈ

Si avvicina il mercato di gennaio e la Fiorentina ha un disperato bisogno di un attaccante dopo il flop di Cutrone, Vlahovic e Koaumè....

Flachi: “Il problema è nella testa dei giocatori. I senatori facciano gruppo e diano il 150%.

Francesco Flachi è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno Toscana per parlare delle problematiche in casa Fiorentina

CALENDARIO