Il problema della cessione di Chiesa non è la cessione. Il nuovo modulo e il rebus Bonaventura...
La questione Chiesa tiene banco sia in casa Fiorentina che in tutta Italia. Ma gli aspetti che devono far riflettere sono altri. E sul campo...
In questi giorni su stampa e televisione si parla tanto, complice anche la sosta delle nazionali che non dà spunti e notizie, della vicenda riguardante la cessione di Federico Chiesa alla Juventus, con polemiche annesse.
Argomento in voga anche nell'ambiente viola. Ma alcune cose andrebbero precisate:
1) La Fiorentina ha fatto una grande operazione. Incassare 60 milioni in periodo di Covid per un giocatore che fra due anni va in scadenza, che non vuole rinnovare, e che ha già l'accordo con la Juventus da 16 mesi ormai, è una grande operazione di mercato. Su questo bisogna dire bravi a Commisso e Pradè. Non un centesimo di sconto.
2) Trattenere il giocatore a Firenze sarebbe stato deleterio, anche lo spogliatoio ne avrebbe risentito. Sia perché non ci voleva stare, sia perché andava verso la scadenza del contratto, giugno 2022. Oltre che un danno economico non da poco.
E allora qual è stato il problema della cessione di Chiesa?
Il primo è il mancato reinvestimento dei 60 milioni ricevuti dalla cessione. È arrivato il solo Callejon che per quanto resta un giocatore molto forte, è un parametro zero che si avvia verso i 34 anni. Bene puntare oggi su di lui, ma è anche vero che non è Callejon l'investimento economico per il dopo Chiesa.
Il secondo fattore della cessione Chiesa è il comportamento da ragazzino del calciatore. Nè una parola, nè un grazie, nè una telefonata al presidente Commisso che tanto lo ha coccolato e protetto. La Fiorentina è stata la squadra che lo ha lanciato e fatto diventare un giocatore veroc, Firenze è stata la sua casa praticamente per tutta la vita. Un grazie o due parole, non di circostanza come ci aveva abituato, sarebbe stata cosa buona e giusta.
La terza, la più importante, è cercare di capire perché i giocatori più forti vanno via dalla Fiorentina. È successo lo scorso anno con Veretout, è successo quest'anno con Chiesa e anche Milenkovic è sulla stessa strada, dato che non ha nessuna intenzione di rinnovare il suo contratto in scadenza nel 2022.
Il terzo problema è quello principale, perché, onestamente, la Fiorentina vende Chiesa e incassa in totale 60 milioni di euro. Chissenefrega se i soldi arriveranno fra due anni anziché quest'anno o il prossimo, importante è che questi soldi arriveranno nelle casse della società viola.
La fuga dei giovani migliori è l'aspetto su cui ci si deve interrogare maggiormente in casa Fiorentina ma onestamente, e questo lo aggiungiamo noi, se l'obiettivo continua ad essere il decimo/nono/ottavo posto come fai a convincerli? Oggi Luca Calamai, giornalista della Gazzetta dello Sport, giurava che anche per Castrovilli si può andare in contro allo stesso problema. Ecco.
Passiamo al campo. Le caratteristiche di questa rosa non sono da 3-5-2. Lo sanno tutti tranne, come sembra, Beppe Iachini. Adesso però, con la cessione di Chiesa e l'arrivo di Jose Maria Callejon dovrebbe finalmente cambiare. Logica vorrebbe di passare al 4-2-3-1 per favorire anche Amrabat che regista non è ma soprattutto Callejon che ha caratteristiche diverse rispetto al suo predecessore.
Mettendo Pulgar affianco ad Amrabat davanti alla difesa (in quel ruolo si possono alternare Duncan e Borja Valero) resta il rebus di chi far giocare a sostegno della punta. Per logica dovrebbero giocare Callejon a destra, Castrovilli al centro e Ribery. Manca qualcuno? Si, Jack Bonaventura.
Qualcuno potrebbe dire "Meglio", vuol dire che abbiamo alternative e panchinari all'altezza. Ed è vero. Con questo modulo la Fiorentina avrebbe una panchina e delle alternative di tutto rispetto. Il problema è che Bonaventura, ieri titolare con la numero 10 in nazionale, non è venuto di certo a Firenze per fare la panchina o per essere la prima alternativa a Ribery.
Bonaventura non può essere alternativa sia per calibro, sia per stipendio. Mettere in panchina uno che è il terzo giocatore per stipendio della rosa potrebbe essere un problema non da poco, oltre che un controsenso economico. La palla adesso passa a Beppe Iachini. Tocca veramente a lui. Devono parlare i risultati.
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