A poche ore dalla sfida del Maradona, Labaroviola ha contattato in esclusiva Gennaro Raggio, ovvero uno dei soci fondatori del vicino “Napoli Club Prato“.

Buongiorno Gennaro, che partita ti aspetti oggi pomeriggio?

“Il Napoli arriva da un periodo di ridimensionamento, figlio delle varie assenze fra infortuni e Coppa d’Africa. Questa partita potrebbe essere giocata da elementi non al meglio della condizione e nasconde molte insidie. La Fiorentina è in forma nonostante la debacle di Torino, vorrà riscattarsi”.

Raccontaci qualche aneddoto legato ad una partita al Franchi..

“Noi siamo un club nato nel 2018 a Prato e la partita contro la Fiorentina, aldilà della rivalità sportiva è anche la più vicina e raggiungibile. Infatti molti di noi hanno avuto modo di venire al Franchi a vedere il Napoli, con anche diversi successi ma anche una una sconfitta che brucia ancora. Ovvero quella dell’aprile 2018′, quel 3-0 con gli azzurri che venivano dal successo sulla Juve che ci aveva portato ad un passo dal sorpasso. Quel giorno andò tutto storto, dell’espulsione nei primi minuti di Koulibaly alla tripletta di Simeone, calciatore dal destino deludente fino a quel momento, che quel giorno si travestì da fenomeno. Ricordo i volti dei miei amici tifosi partenopei, alcuni addirittura piansero per quella sconfitta”.

Insigne e Vlahovic, entrambi punti cardine ma destinati a partire, similitudini ne vedi?

“Lorenzo è un figlio di Napoli ma ha sempre diviso la tifoseria, chi lo difende e chi lo attacca. Penso che anche quando aveva i numeri da top player, la sua immagine non reggesse il valore tecnico. Vlahovic invece ha un’età nettamente più giovane e vederlo partire per un tifoso viola dispiace di più. È secondo me più facile per il Napoli trovare sul mercato un’alternativa a Insigne, che per la Fiorentina al suo centravanti”.

Come valuti il nuovo corso della Fiorentina con Italiano al timone?

“Avevo seguito i risultati dello Spezia e sapevo che Italiano fosse uno dei migliori prospetti di allenatore. La partenza a Firenze ha confermato di fatto le mie impressioni. Mi preoccupa di più il fatto che dall’esterno sia difficile capire l’obiettivo reale della società in classifica, sembra che si navighi a vista fra le dichiarazioni del presidente Commisso, talvolta accusatorie verso i giocatori oppure nei confronti del sistema-calcio”.

Entrambe le squadre la scorsa estate sono state legate a Gattuso, vi sentite traditi dal tecnico o dal presidente?

“Da nessuno dei due, nel senso che sapevamo delle divergenze esistenti fra i due ed anche quando i risultati arrivavano si capiva che la storia non sarebbe durata a lungo. Peraltro considero Gattuso un tecnico sopravvalutato sia tatticamente che caratterialmente come allenatore, ha dimostrato di non reggere la pressione quando hai l’ansia del risultato, vedi il pareggio che ha estromesso dalla Champions nell’ultimo turno col Verona. Invece la sua toccata e fuga a Firenze mi ha fatto capire che ci sia qualcosa che non funziona nell’apparato societario dei viola, Gattuso aldilà di tutto è sempre stato una persona seria e se ha deciso di rinunciare è perchè non ci ha visto chiaro nei programmi sportivi”.

Marco Collini

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