23 Giugno 2021 · 07:38
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Flachi: “Volevo diventare il Totti della Fiorentina. Io ho fatto tanti errori. Vi racconto quando Rui Costa…”

Flachi parla della sua Fiorentina e dei suoi compagni. Racconta un aneddoto su Edmundo e su Rui Costa

Questa sera l’ospite ai microfoni di Passione Fiorentina TV è Francesco Flachi:

Il rimpianto più grande della tua carriera?

Nella vita non bisogna mai averne, io ho fatto tante ca**ate, in quel momento volevo farle pur sapendo di sbagliare. Ne ho sempre, sempre pensieri che se pensavo ad altro o alla maturazione anche quando ero a Firenze, mi sarebbe piaciuto vedere senza intoppi dove sarei arrivato.

Il compagno di squadra più forte con cui hai mai giocato?

Alla Fiorentina c’era l’imbarazzo della scelta, Batistuta, Rui Costa, Edmundo penso di aver avuto il massimo, tre giocatori uno diverso dall’altro. Bati forza impressionante, Rui il signore del calcio.

Sei ancora in contatto con qualcuno?

Con Edmundo, Cois, Spadino, Sottil, Amerini, Orlando.

Ci racconti qualche aneddoto che non è mai uscito di quel gruppo?

In allenamento ci sono state un paio di scene, che mi hanno colpito. Il primo giorno che arrivò Edmundo, stavamo facendo torello e lui colpo di tacco e tunnel a Cois. Così poi si sospese. Una sera prima di una gara di Coppa Italia andai a dormire a casa sua a Bagno a Ripoli, questa villa l’aveva creata con l’arredamento brasiliano. Entrai in casa e gli dici “Qui io non dormo”, gli facevo “Eddie caldo”… e lui “Saudage”, andai a dormire fuori. Io ero piccolo, per me stare con loro era una soddisfazione. Rui era in un periodo che non stava facendo bene, un giorno nel parlare andò in un magazzino e tirò fuori quelle scarpe che usava al Benfica. Mi disse “Io con queste scarpe facevo gol”, poi mi fece “Mi fai compagnia?”. Si andò alla vecchia palestra, lui prese molto caffè. Andai giù, stavamo fumando, soffriva in queste cose. Tornò su, fece la miglior partita, gol, da lì tutte le domeniche in casa e fuori casa dovevo andare a fumare con lui la sigaretta. Quando lui andò a giocare al Milan ed io alla Sampdoria, giocavamo contro in Coppa Italia e quindi si andò a San Siro, si arrivò sotto il tunnel e lo vidi appoggiato alla colonna, l’ho salutato e mi disse che mi stava aspettando per andare a fumare una sigaretta. Rui è stato un grandissimo giocatore ma soprattuto una grandissima persona con valori importanti. Se dovessi rivederlo è come se tu lo sentissi sempre.

E’ vero che sono andato nel ritiro della Juve, ma perchè con Paratici siamo stati insieme alla Samp, ed avendo un bambino che gioca a calcio, dato che avevo la possibilità si è andato a fare una foto con Ronaldo. Questo per rendere contento mio figlio, penso che per un bambino sia una cosa bellissima. Vero che ho preso ed ho regalato delle maglie, ma non ho preso dei gadget. Sono stato con Paratici, perchè quando si fa il mio nome ci sono tanti pregiudizi, nel calcio è come un passaparola. Sono andato a trovarlo anche per mostrare come so, mi fa piacere un giudizio positivo. Voglio rientrare nel calcio. Se questo può creare un po’ di problemi, non ho problemi a dire “Juve Merda”. In casa non ho maglie della Juve, ho fatto felici tanti bambini.

Che sensazioni hai provato quando con la maglia della Sampdoria hai giocato contro la Fiorentina?

Non ho esultato per rispetto dei miei amici in curva e perchè sono tifoso della Fiorentina, contro la Viola non è mai stata una partita come le altre, serate speciali, ci tenevo a far bene. A dimostrare che potevo dare qualcosa in più a Firenze. Ho fatto tutti i settori giovanili nella Fiorentina, sono nato in Fiesole, speravo di fare quello che aveva fatto Totti a Roma. Mi assumo le mie responsabilità mi dispiace questo. Lo auguro a mio figlio, visto che sta giocando nella Fiorentina, potesse fare quello che non ho fatto io.

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