19 Ottobre 2021 · 21:19
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CorFio, Fiorentina, troppi errori in difesa: Ribery in crisi, Callejon fuori forma, Pulgar perde la marcatura

La Fiorentina sta scivolando sempre più in basso in classifica

Poche luci e molte ombre a San Siro, scrive oggi il Corriere Fiorentino. La Fiorentina si arrende al cospetto del Milan, legittima capolista di questo campionato e scende sempre più giù in classifica. Nello stadio di Milano, tanto imperioso quanto vuoto e silenzioso, rimbombavano le urla di Prandelli che, nonostante il risultato negativo maturato in poco tempo, ha continuato a chiedere ai suoi di reagire.

Certo, a voler essere un po’ ottimisti, qualche passo avanti rispetto alla sconfitta contro il Benevento si è visto sopratutto perché i viola avevano di fronte un Milan in grande salute, rigenerato dalla cura Pioli che ha regalato equilibrio e personalità. Tanto che l’assenza di Ibrahimovic, bardato con giaccone e cappellino per proteggersi dal freddo di un inverno ormai alle porte, è stata perfino superflua. La Fiorentina invece, nel percorso per diventare un corpo unico, è soltanto in fase embrionale. E quando non gira Ribery, (e la cosa accade spesso ormai), la squadra fa i conti con i propri limiti caratteriali e tecnici. Il fuoriclasse francese non riesce più a trascinare, ad essere il leader indiscusso di una squadra ancora alla ricerca di se stessa. E nel momento in cui è stato sostituito ha accettato la decisione, senza reazioni come quelle avute in passato sia con Montella che con Iachini.

Prandelli a Milano aveva deciso di provare a giocarsela, schierando dal primo minuto Callejon insieme allo stesso Ribery e a Vlahovic. Un messaggio offensivo che però durato giusto venti minuti con le cose che si sono messe subito in salita. Tra l’altro lo spagnolo è sì uscito dal virus, ma dopo aver saltato tutta la preparazione si settembre appare decisamente fuori condizione. Un aiuto in più, anche se non ce n’era bisogno per il Milan che invece, senza neanche sforzarsi troppo, ha portato a casa il risultato pieno.

Il primo gol è frutto di una dormita generale dei viola su calcio d’angolo. Romagnoli sbuca in area con Pulgar che si addormenta guardando il pallone e non il diretto avversario. Risultato? Gol di testa facile da tre metri e viola già mezzi affondati. Mezzi perché a differenza del blackout avuto dopo lo svantaggio contro il Benevento, stavolta la Fiorentina prova a reagire in qualche modo. E Vlahovic, più mobile rispetto ad altre volte, vede schiantarsi la sua bordata mancina contro il palo. Sembra l’inizio della riscossa e invece la partita offensiva dei viola si ferma così. Anche perché il Milan conquista subito il rigore del 2-0, trasformato da Kessie: Pezzella in scivolata stende Saelemaekers al momento del tiro in area. Rigore, gol e viola definitivamente ko. E meno male che pochi minuti dopo il secondo rigore conquistato dal Milan per fallo plateale di Caceres finisce sui guantoni di Dragowski che intuisce e respinge il debole penalty calciato ancora da Kessie.

La panchina viola esulta, ma dalla parata del portiere polacco non arriva la carica in grado di scuotere i compagni. Che ci provano certo, ma proprio non riescono a creare le condizioni per rendersi davvero pericolosi con continuità. Nemmeno i tanti cambi di Prandelli fin dall’inizio della ripresa cambiano la situazione. La Fiorentina torna a casa con un’altra sconfitta e adesso inizia a tremare davvero. Perché la classifica fa paura e perché i passi in avanti sono apparsi ancora troppo timidi per correggere i soliti errori difensivi. E la nebbia finale di San Siro sembra proprio la stessa che avvolge i viola da troppo tempo.

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