24 Novembre 2020 · 16:27
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E’ triste, non ci piace l’idea, ma è l’unica cosa da fare

di Giancarlo Sali

Sono giorni importanti per i 2 principali campionati italiani di calcio: la Serie A e la Serie B. Si deve decidere tra Lega e Figc, ma soprattutto dal Governo, cosa fare. Scegliere la via tedesca e forse quella inglese (la Bundesliga ripartirà dal 16 maggio, la Premier League forse a ruota), oppure quella francese, belga, olandese ed argentina che hanno messo un punto sulla stagione e stabilito che non ci sono le condizioni sanitarie per continuare a giocare a calcio. Si deve scegliere se, trovato un positivo al Coronavirus, lo si debba isolare mentre il resto della squadra continua a lavorare (vedi il caso del Colonia), seppur controllato ogni giorno, come accade in Germania appunto (anche se la situazione di queste ultime ore della Dinamo Dresda nella B tedesca che si è messa totalmente in autoisolamento, dopo la scoperta di 2 casi positivi, fa tremare anche lì il concetto di ripartenza), oppure se si ammala qualcuno di Covid-19, chi gli sta vicino debba essere messo automaticamente in quarantena come succede in quasi tutto il Mondo dall’inizio della pandemia.

In realtà, anche se è triste ammetterlo, come si fa a far continuare a giocare a calcio, quando medici famosi dichiarano in tv che ci potrebbero volere forse fino a 2 anni per tornare a vivere senza mascherine o senza distanziamento sociale. Di certo una partita di calcio non permette nulla di tutto ciò, essendo questo uno sport di contatto. Per altre discipline si è chiuso e basta, ma in Serie A girano troppi soldi per i diritti tv che la salute rischia di essere messa in secondo piano. Ok sono milionari, hanno tutti i tamponi ed i test sierologici del mondo a differenza dei cittadini normali che muoiono a centinaia ogni giorno, ma vale la pena mettere in grave pericolo delle vite umane “solo” per non poter perdere una valanga di soldi? La mia risposta è un NO convinto, e lo dico con la morte nel cuore, perché senza le partite allo stadio o in tv non so stare, ma so anche riconoscere che di fronte ad una pandemia dai numeri mostruosi come questa bisogna avere il coraggio e, soprattutto, l’etica di dire STOP. Penso poi ai membri dello staff tecnico e sanitario, agli impiegati delle squadre che lavorano con uno stipendio normale e che rischiano di venire contagiati dal Coronavirus perché le quarantene devono essere abolite nel calcio, visto che il Campionato deve finire.

Quanti giocatori sono stati e sono tuttora positivi (noi della Fiorentina ne abbiamo e ne abbiamo avuti diversi casi) e come si può pensare di giocare 90 minuti appiccicati, tra goccioline di saliva e di sudore, di fronte alle disposizioni mediche contrarie imposte, giustamente, al resto d’Italia?

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