16 Maggio 2022 · 21:09
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Commisso, una luce nelle ombre oscure del calcio. Un moderno Donnie Brasco

Altro che slang, altro che forzature. Commisso sta portando alla luce tutte le falle del sistema calcio. Avanti così

Le sue parole stanno facendo tremare tutto il sistema calcio

Commisso, Ansa

Più che personaggio Italo-Americano da film di Scorsese, Commisso incarna alla perfezione Donnie Brasco. Perché mentre gli Italo-Americani, nei film di Scorsese sono quasi tutti mafiosi, Donnie Brasco è un Italo-Americano di quelli buoni, di quelli che sfruttano la propria intelligenza e la loro scaltrezza al servizio del bene.

Proprio come Joe Pistone (vero nome di Donnie Brasco), che dal settembre 1976 al luglio 1981 si è infiltrato nelle famiglie mafiose americane, il presidente della Fiorentina si è inserito nel calcio, più che infiltrato, e pian piano sta facendo venire a galla tutte le falle del calcio moderno. Un pioniere, un rivoluzionario, che forse a volte esagera nei toni, ma che ha tutte le ragioni di questo mondo. Che colpa ha Commisso se vuole mettere fine all’egemonia dei procuratori? Che colpa ha Commisso se vuole riportare nel suo paese di nascita i proventi fatti in America in segno di riconoscenza verso il paese che gli ha dato i natali? Commisso ha ribadito più volte che deve tutto al calcio. Anzi il calcio rappresenta per lui la più grande sliding-door della sua vita.

Cosa fosse successo se non avesse vinto quella borsa di studio alla Columbia University grazie al calcio? Forse avrebbe fatto comunque fortuna, visto il carattere forte e scaltro, ma senza ombra di dubbio quella borsa di studio, ottenuta grazie alle prodezze sul terreno di gioco, ha cambiato per sempre la sua vita.

Penso che non esista cosa più bella che la riconoscenza. Ed è proprio quella che nutre Commisso nei confronti del calcio e del suo paese di origine, riconoscenza. Ha fatto fortuna partendo dall’Italia, ed in parte deve la sua fortuna al calcio giocato per strada con un pallone fatto di stracci, in un Italia povera, dove l’unica soluzione era quella di emigrare.

Ora non vuole fare altro che rendere il favore, investendo nel calcio senza secondi fini, ed investendo nel suo paese. Ma per sua sfortuna si sta scontrando con la burocrazia italiana, e con una sovraintendenza ormai vecchia e decrepita che non ammette ammodernamenti laddove ce ne bisogno. Non ci vuole mica un mago per vedere che il “vecchio” Artemio Franchi cade a pezzi, ma per la sovraintendenza e per la famiglia Nervi, no. Per loro il Franchi va tutelato, ed è meglio spendere 95 milioni di fondi pubblici, piuttosto che farli investire a Commisso con passione e dedizione. Misteri italiani irrisolti, come tutti quelli che ci portiamo dietro, dalla strage di Ustica, passando per il sequestro Moro, e tutto il grigiore degli anni di piombo.

Ecco Commisso vuole essere quella luce che abbaglia il grigiore del sistema calcio moderno, pieno di falle e di accattoni. Vuole smuovere un sistema intero che per anni ha fatto a pezzi parecchie società, indebitandole fino al limite del fallimento, e poco importa se lo fa con toni forti, forse a volte per smuovere qualcosa, serve un vero e proprio terremoto. Ed è proprio questo che sta creando Commisso, un terremoto in grado di sgretolare regole assurde a favore di mediatori e procuratori, un wake-up generale che sta scuotendo la serie A e non solo.

Leggo compiaciuto la sua intervista al Finacial Time, così come leggo compiaciuto che Infantino sta iniziando a muoversi per rivoltare come un calzino i procuratori, e leggo ancor di più compiaciuto, la notizia dell’indagine ai danni di Mendes. Alla fine Commisso ci aveva visto lungo sul portoghese.

Lasciate in pace Commisso, alla fine è solo un brav’uomo che sta facendo di tutto per portare freschezza ed idee nuove per un calcio più pulito e più competitivo, non soffermatevi sui suoi toni forti, andate oltre e capirete che un uomo come Commisso, oggi serve come il pane, sia al calcio italiano che alla politica fantoccia degli ultimi anni del disastro italiano a cui ogni giorno dobbiamo tristemente assistere.

Forza Presidente, non si fermi mai, noi siamo al suo fianco!

Francesco Pistola

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