26 Novembre 2020 · 15:23
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Analisi tattica di Fiorentina-Udinese. Focus sul match di domani all’ Artemio Franchi

Focus sull'avversario della Fiorentina. Analisi tecnico-tattica e punti di forza e debolezza della squadra friulana

Firenze, stadio Artemio Franchi, 08.02.2020, Fiorentina-Atalanta, Foto Fiorenzo Sernacchioli. Copyright Labaroviola.com

Domenica 25 ottobre andrà in scena la sfida numero 89 tra Fiorentina e Udinese, la 45^ in casa dei viola. I bianconeri cercheranno di interrompere la striscia di 12 ko consecutivi al Franchi (13 compresa la gara di Coppa Italia del 2013/2014), ritrovando una vittoria che manca dal confronto del 2007 (1-2 con reti di Quagliarella e Di Natale).

Gare disputate 44
Vittorie Udinese  5
Pareggi 10
Vittorie Fiorentina  29

Reti Udinese  40
Reti Fiorentina 94
Reti Totali 149

NEWS UDINESE

Una cosa è certa, il mercato ha già influenzato un intero reparto. La metà campo dell’Udinese ora esprime qualità oltre che quantità. Nonostante siano fuori entrambi i play, ovvero Walace e Mandragora, Arslan sta facendo egregiamente il suo dovere senza perdersi in vezzi inutili. Pereyra invece non fa assolutamente rimpiangere Fofana, dando strappi meno potenti, ma tenendo una costanza che non si vedeva da tempo da queste parti. Senza parlare poi di Ouwejan, che ha subito superato nelle gerarchie Zeegelaar, con prestazioni importanti e mettendo cross di pregevole fattura;
 La curiosità maggiore è sicuramente legata al reparto avanzato. Contro il Parma Pussetto si è sbloccato subito, mentre Okaka e Lasagna sono rimasti ancora a secco nonostante le chance avute. A differenza del capitano però il numero sette, quando è stato messo a fare da centravanti boa per favorire Nacho e Deulofeu, è parso trovarsi molto a suo agio e infatti i bianconeri hanno trovato il gol vittoria con questo assetto. Lasagna  sembrava quello più sicuro del posto, certo è che i segnali iniziano a essere contrastanti.

Iachini durante un match al Franchi
Iachini durante un match al Franchi

NEWS FIORENTINA

Iachini serve una vittoria, e prova ad aggrapparsi alle sue certezze, partendo dal modulo: 3-5-2. Davanti a Dragowski viaggia verso la conferma il trio Milenkovic-Pezzella-Caceres, così come Lirola e Biraghi pronti ad agire sulle fasce. In mezzo la possibile, grande novità: Pulgar va in cerca di un posto davanti alla difesa, con Castrovilli che rischia il posto più di Bonaventura e Amrabat, candidati mezzali. Davanti incertezza tra Kouame e Vlahovic su chi affiancherà Ribery, Callejon dovrebbe partire di nuovo dalla panchina.

MODULO E TATTICA

L’Udinese è una squadra molto fisica, con giocatori ben strutturati e con una altezza media di 185 cm. È importante sottolineare come, il tecnico dei friulani, stia cercando di sfruttare al meglio le qualità dei propri calciatori, portando l’Udinese ad esprimere le proprie caratteristiche fisiche-strutturali per scardinare le difese avversarie. Questo avviene grazie a giocatori abili sulle palle aree nella zona centrale, ma di “gamba” e con grande resistenza sulle corsie laterali.

SISTEMI DI GIOCO

Sistema di base: 3-5-2

Sistema in fase di Possesso: 3-1-4-2

Sistema in fase di Non Possesso: 5-3-2

FASE DI POSSESSO

In fase di possesso l’Udinese, seppur posizionando i 3 difensori centrali inizialmente all’interno dell’area di rigore, per tentare una costruzione dal basso, utilizza molto di più il lancio diretto verso gli attaccanti. Infatti, il portiere Musso cerca spesso e volentieri il rinvio lungo a “pescare” il terminale offensivo Stefano Okaka (ATT), con l’intera squadra che si alza, accompagnando di conseguenza il rinvio. La linea difensiva si muove, così, verso la zona di metà campo, compattando i reparti e guadagnando metri, allontanandosi dalla zona pericolosa, e garantendo quindi alla squadra duelli improntati sulla riconquista della “seconda palla”.
Se, come detto, Okaka è impegnato nel duello aereo, Kevin Lasagna (ATT) si muove attaccando lo spazio alle sue spalle per ricevere una possibile sponda aerea dal suo compagno di reparto. I centrocampisti esterni, a seconda della zona del campo dove viene lanciato il pallone, si muovono di conseguenza: l’esterno più vicino alla zona palla esegue un taglio in diagonale “da fuori – a dentro” (alle spalle di Okaka) per inserirsi tra le maglie della difesa avversaria. Quello dal lato opposto, invece, si sposta a posizionarsi quasi al fianco del mediano Mandragora, permettendo alle due mezzali di potersi ancor meglio “alzare” a sostegno di Okaka (ATT).

L’alternativa meno ricorrente è una costruzione dal basso dove, con palla al portiere, i due dei difensori centrali cominciano l’azione posizionandosi sui lati dell’area piccola. Quando l’Udinese costruisce dai centrali difensivi, lo fa trasmettendo loro il pallone dall’estremo difensore. Il gioco viene orientato poi sui lati del campo, dove viene premiato il movimento ad “abbassarsi” degli esterni di centrocampo o di una delle mezzali di riferimento che si “apre” per ricevere sulla linea laterale (con i “quinti” di centrocampo che a quel punto devono essere abili ad “alzarsi” costringendo gli esterni del Verona a marcarli), portando successivamente il pallone verso i movimenti in appoggio di uno dei due attaccanti.
Una volta raggiunti gli attaccanti, la squadra Friulana comincia a sviluppare delle buone trame di gioco alternando diverse soluzioni durante la gara. Fra queste a farsi preferire è la giocata da parte degli attaccanti diretta agli esterni Sema e Larsen (soluzione che può essere raggiunta anche con l’ausilio delle mezzali di zona, per mezzo di un passaggio in più).

TRANSIZIONE POSITIVA

Un’arma importante dei friulani è quella di scatenare, una volta riconquistato il pallone, contropiedi veloci. In questo, il “maestro” nell’Udinese è sicuramente Kevin Lasagna (ATT), che con le sue abilità nello smarcamento preventivo, produce diverse occasioni per andare a finalizzare, ma anche solo per capovolgere il fronte, permettendo alla squadra di attaccare gli spazi profondi rimasti sguarniti dagli avversari. Altri giocatori sono comunque abili nell’accompagnare le ripartenze veloci, grazie alla loro grande corsa.

Il primo passaggio effettuato dopo una riconquista del pallone è però spesso verso Stefano Okaka, importante per fungere da “comodino” attraendo gli avversari, che molto spesso si preoccupano di marcarlo preventivamente per poi ricorrere al fallo sistematico. Se si considerano la quantità di contropiedi prodotti durante la gara, si evincono ancor più le mancanze dell’Udinese in fase realizzativa.

FASE DI NON POSSESSO

Nella fase di non possesso l’Udinese si schiera spesso con tutti i giocatori all’interno della propria metà campo, prediligendo una fase di pressing medio/basso. Gli attaccanti Okaka e Lasagna si muovono scaglionati cercando, in molti frangenti, di schermare il passaggio verso il mediano avversario. I friulani compongono quindi una difesa a 5 uomini, con i centrocampisti esterni che si abbassano diventando veri e propri terzini. I tre centrocampisti sono, quindi, costretti a coprire l’intera larghezza del campo, ritrovandosi in inferiorità numerica rispetto agli avversari, con le mezzali costrette ad uscire verso l’esterno e spesso in ragionevole ritardo.

Quando la squadra è schiacciata, ed il pallone in possesso dei centrocampisti esterni avversari, l’Udinese sceglie una pressione verso il possessore con il proprio. A quel punto la parte della restante difesa friulana scivola verso il lato palla, con il primo dei difensori centrali di zona che si avvicina verso l’attaccante avversario, creando una linea di difesa a 4 uomini. La mezzala “lato palla” va comunque ad offrire il raddoppio al compagno in pressione sull’esterno: quando effettuato con i tempi giusti, questo costringe il possessore avversario a tornare indietro. La squadra di Gotti, però, durante la tutta la gara spesso non riesce a creare i raddoppi, ma si limita ad arrivare all’1vs1 difensivo con i propri terzini.

TRANSIZIONE NEGATIVA

Quando la squadra friulana perde il possesso del pallone, i tre difensori centrali scappano cercando di temporeggiare, per attendere il rientro dei centrocampisti, che avviene molte volte con colpevole ritardo. Una delle virtù trasmesse da Gotti, però, è l’aver imposto (e forse anche convito) l’importanza del “rincorrere” l’avversario ai propri giocatori. L’Udinese nelle sue gare riesce a ricompattare velocemente i reparti quando perde palla. Chiaramente se questo non può avvenire, uno dei tre difensori centrali va a cercare il fallo tattico.

I bianconeri mantengono sempre la superiorità numerica difensiva rispetto agli avversari, riuscendo ad evitare contropiedi pungenti e costringendo gli avversari a dover calciare dalla distanza in situazioni di contropiede.

PUNTI DI FORZA

Giocatori di grande struttura fisica, capaci di vincere la stragrande maggioranza dei duelli in campo e di offrire più soluzioni di gioco alla squadra.

Grande applicazione nel “rincorrere” anche da parte di chi ne ha meno nel proprio DNA, rendendo la squadra “operaia” sotto tutti gli aspetti.

Esterni molto abili a coprire l’intera fascia laterale arrivando spesso al cross. L’Udinese è la terza squadra che effettua più cross in Serie A.

Giocatore ChiaveRodrigo De Paul. Un giocatore di grande qualità, destinato a calcare palcoscenici importantissimi. Negli ultimi tempi è migliorato molto nella fase di non possesso, offrendo un contributo importante alla squadra anche senza la palla fra i piedi. Le sue abilità di inserimento, nell’assist per i compagni e nel tiro dalla distanza, lo rendono uno dei migliori giocatori del campionato italiano per rendimento. De Paul è in pianta stabile nella top 10 dei giocatori per “passaggi-chiave” in Serie A.

PUNTI DI DEBOLEZZA

Giocatori di centrocampo che, seppur applicandosi, lasciano molti spazi in zona di rifinitura. Molte volte si lasciano “ingolosire” dalle situazioni, lasciando sguarnita la zona di competenza.

La qualità di gioco della squadra, può migliorare, soprattutto nella propria metà campo, dove il palleggio è quasi inesistente.

I raddoppi sugli esterni in fase di non possesso, diverse volte non avvengono, questo per via del sistema di gioco che, con i soli 3 centrocampisti non riescono per tutta la gara a scivolare sui lati del campo verso i possessori.

Gli attaccanti sprecano troppo in fase realizzativa, per via di un gioco che crea loro un dispendio fisico importante. Con costruzione diretta in meno si potrebbero risparmiare energie agli attaccanti, che arriverebbero più lucidi in fase realizzativa.

Si passa troppo poco attraverso il mediano e questo non offre una buona alternativa alle giocate dirette per gli attaccanti o al gioco sugli esterni.

GIOCATORE CHIAVE

DEPAUL
Parliamo di un giocatore molto abile nel dribbling e, contestualmente, nel controllo di palla. E’ migliorato molto nei tiri, specialmente da fuori area, dimostrando di possedere un bel destro, molto ben calibrato in termini di potenza e precisione. A livello di ruolo, è un esterno offensivo ma non una classica ala. Difficilmente va sul fondo a crossare, anzi. A de Paul piace molto accentrarsi, potendo inventare e concludere col suo destro chirurgico. Può giocare sia in un 4-4-2 che in un 4-5-1, ma siamo certi che de Paul si troverebbe a suo agio anche in un 4-2-3-1, nel quale potrebbe ricoprire impeccabilmente ogni posizione sulla trequarti, centrale o laterale che sia.
Fare paragoni non è semplice, perché c’è sempre il rischio di scomodare alcuni illustri colleghi. Per qualità e caratteristiche fisiche, de Paul ricorda un suo connazionale, ovvero Érik Lamela.

GIOVANE PROMESSA

CRISTO RODRIGUEZ
Cristo Rodriguez è un attaccante di talento ed estro, in grado di giocare in quasi tutti i ruoli del reparto offensivo. Alto 178 centimetri, il destro è il suo piede naturale: giocatore molto duttile, ama stare nei pressi dell’area di rigore ma anche svariare sulla trequarti. Fra Tenerife e Real Madrid, il ragazzo ha giocato 64 partite da prima punta, totalizzando 24 gol e 11 assist. Lo spagnolo ha però spesso ricoperto anche il ruolo di esterno alto a sinistra: 6 reti e 3 assist in 19 occasioni. Alle volte, infine, Rodriguez è stato impiegato da seconda punta o da trequartista. Il ragazzo ha sicuramente qualità nei piedi e grande capacità di dribbling.

A cura di Marzio De Vita

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