La parte destra della classifica come sentenza definitiva. Lo avevamo promesso, in tempi di critiche eccessive, contestazioni preventive e preconcette, quando ancora c’erano in ballo l’Europa League e la finale di coppa Italia: in amore ed in malattia, finchè la parte destra della classifica non ci separi. Ecco… oggi con la Fiorentina 13esima (abbondantemente a destra, appunto…) fuori da ogni obiettivo, con 4 sconfitte nelle ultime cinque partite, con un attacco a dir poco sterile incapace di fare un gol alla seconda peggior difesa del campionato, beh… perfino noi prendiamo posizione. Anche perchè, in caso contrario, rischiamo di fare la figura del cinese che aspetta la fine della guerra. E tutto questo in una giornata dove qualche timido segnale di risveglio c’è stato (direte… ci voleva poco, ma rispetto a Frosinone e Sassuolo qualcosa si è visto), dove il portiere avversario è stato il migliore in campo, dove Simeone ha mancato il gol per questione di centimetri, insomma… nella giornata nella quale avrebbe strameritato almeno il pareggio, la Fiorentina tocca il suo punto più basso. E mancano ancora tre giornate, altro che sprofondo viola…

  • Tutti sul banco degli imputati, ovviamente: proprietà, dirigenza, giocatori, e ahimè… anche l’allenatore. Siamo stati tra i critici più convinti di Pioli, e non lo rimpiangiamo certo adesso. Anche perchè questa situazione si trascina dal 10 marzo… in piena gestione Pioli. Da allora prove incolori ma pareggiate (Lazio e Torino al Franchi, Roma all’Olimpico, Bologna in casa), prove sufficienti e comunque perse (la Juve allo Stadium, oggi con l’Empoli), prove indecenti, imbarazzanti, vergognose come Cagliari fuori, Frosinone e Sassuolo in casa. A proposito di Montella… nessuno da lui pretendeva miracoli. Però due cose ce le aspettavamo: 1) cambiare tatticamente la Fiorentina 2) motivare i calciatori che si dovevano guadagnare la riconferma. Risultato: fallimento totale su entrambi i fronti. La Fiorentina, dopo un’iniziale (e promettente, ricordate il primo tempo contro la Juventus?) 4-4-2, è tornata mestamente al centrocampo a tre. Come se nulla fosse successo, come se lo schieramento di Pioli non avesse evidenziato l’inferiorità numerica in quella zona nevralgica del campo. Capitolo calciatori: se da Bergamo in giù 5-6 undicesimi avevano smesso di giocare, oggi salviamo solo Chiesa e qualche lampo di Muriel. Per il resto… notte fonda. A parte il caso Chiesa e le cessioni pressochè certe di Biraghi, Veretout e Milenkovic, i vari Lafont, Laurini, Hancko, Vitor Hugo, Edimilson, Benassi, Mirallas, Simeone… cosa stanno facendo per essere riconfermati? La presenza dell’allenatore del prossimo anno, che li vede, li giudica, li valuta (nel caso di Edimilson e Mirallas se riscattarli o meno) stanno dando tutto per convincere tecnico e dirigenza? La risposta è fin troppo ovvia e ve la risparmiamo…

E’ evidente come non ci sia interesse a rimanere in “questa” Fiorentina, abbandonata da tutti, proprietà, dirigenza e tifosi. E qui veniamo al capitolo societario: com’è possibile che dopo una striscia negativa simile, nessuno abbia sentito il bisogno di dire qualcosa? Che cosa, non lo sappiamo, ma sempre meglio che stare zitti e tradire un palese disinteresse. Che ci importa? Sembrano dire… Tanto in B non ci andiamo, ed allora da qui alle fine perdiamole pure tutte. No, mi spiace, ma così è troppo. Andrea Agnelli che si presenta in sala stampa dopo la disfatta con l’Ajax avrebbe dovuto insegnare qualcosa: e dire che basterebbe una frase, una critica, un’espressione di fastidio, per far capire che la Fiorentina interessa, che la Fiorentina è un valore. Non solo per i tifosi. E invece… In queste condizioni nessuno vorrà rimanere alla Fiorentina, nessuno vorrà venire alla Fiorentina, a nessuno interessa una Fiorentina lasciata così… al suo destino. E questa, se ci pensate, è la sconfitta più grande…