“Se si vince bene, se non si vince si va via. Non dipende solo da me, ma da tutti. Quando si parla della Roma tutti dicono la stessa cosa: la Roma deve vincere. Chiunque qui dice che c’è tutto per vincere. Il mio contratto non conta nulla e questo vale anche per i giocatori. Si deve lasciare spazio ai giovani, agli esuberanti”. Luciano Spalletti non usa nessun giro di parole e ai microfoni di Sky lancia un chiaro messaggio in vista del futuro. Questo subito dopo i tre gol e la rimonta contro il Sassuolo, arrivata tre giorni dopo una cocente eliminazione in Europa League contro il Lione.

La risposta arriva pochi minuti dopo le parole del presidente Pallotta, che aveva ribadito: “Futuro? Deciderà il tecnico”. L’allenatore poi ritorna sulle polemiche coi giornalisti in settimana e anche in questo caso non lascia spazio a interpretazioni: “Si parla sempre di questa discussione col mondo giornalistico. Io ce l’ho con chi ho davanti. Si fa apparire la Roma come un mondo diverso da quello che è. La Roma è diversa; è un giardino fiorito. Anche se c’è chi vuole che ci sia un ambiente brutto, qui in realtà è bello”. Spalletti poi ritorna anche sulla sua prima esperienza in giallorosso: “L’altra volta avevo ancora due anni di contratto, ma la situazione era insostenibile e allora ho lasciato. Noi quest’anno abbiamo lavorato in maniera corretta e seria. Lo scorso anno abbiamo fatto quello che l’Inter ha fatto in questa stagione. Invece sembrava sempre di non far nulla”. E poi in conferenza alza ancora il tiro: “Se mi levo dai c… qui c’è gente che stappa (lo champagne, ndr)”.

L’allenatore non risparmia una battuta anche su Di Francesco: “Si è già offerto, lo ha detto lui. L’ho letto. Giustamente quando si è un ex si vuole tornare a lavorare dove si è stati: e lui si è offerto perché è un grande allenatore e un professionista vero”.

Gazzetta.it

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