" Se Kean ha qualche dubbio sulla Fiorentina, è giusto che se ne vada perché sennò è peggio"
L'ex terzino ha parlato di Moise Kean
L'ex terzino della Fiorentina Michele Serena è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per analizzare il momento del club viola, soffermandosi sulle manovre di mercato e sull'arrivo di Fabio Grosso in panchina.
«La mano di Paratici è evidente»
«Si nota chiaramente la mano di Paratici sulla Fiorentina: ora la rosa è farina del suo sacco e sta concretizzando le idee condivise con Grosso», ha spiegato Serena. «Sono stati chiusi acquisti decisamente stimolanti, come Dragusin o Atta, reduci da ottime prestazioni nell'ultima stagione. Parliamo di innesti giovani ma con alle spalle il giusto bagaglio d'esperienza, profili pronti e già formati».
Il mercato tra entrate e uscite
L'ex calciatore ha poi espresso il suo punto di vista sulle ultime trattative di mercato e sull'organico:
«La proprietà viola è solida e non ha mai tirato indietro la gamba negli investimenti per alzare l'asticella... capita poi di incappare in annate storte e inspiegabili come l'ultima. Bisogna lasciarsi il passato alle spalle e proseguire nel cammino di sviluppo. Mi rammarica l'addio di Dodô, un profilo che ho sempre stimato. Jiménez invece è un jolly preziosissimo, capace di coprire ambedue i binari sia da terzino che da esterno alto; credo comunque che a sinistra possa sbarcare ancora un innesto, indipendentemente da Valdepeñas».
La sintonia Grosso-Paratici e il caso Kean
Infine, una chiosa sulla guida tecnica e sul futuro dell'attaccante azzurro:
«Kean? Il mio pensiero sul prestigio della casacca della Fiorentina è noto... se al calciatore questa dimensione comincia a stare stretta, si trovi la soluzione migliore per le parti. Non c'è molto altro da aggiungere. Per quanto riguarda Grosso, parla il suo percorso: l'aspetto fondamentale è il legame di lunga data con Paratici. Viaggiano sulla stessa frequenza d'onda, si conoscono a memoria e c'è totale stima reciproca; alla fine, come sempre, sarà il campo a emettere il verdetto».