30 Novembre 2020 · 09:09
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Prandelli: “Callejon manca di condizione. Commisso teniamocelo stretto. Ho parlato con Ribery”

Alla vigilia del suo esordio sulla panchina della Fiorentina in questa stagione, ha parlato Cesare Prandelli in sala stampa

gilardino

Cesare Prandelli è intervenuto in sala stampa alla vigilia della partita contro il Benevento

“Prima di tutto voglio ricordare Pietro Vuturo, storico tifosi della Fiorentina, e voglio mandare un abbraccio alla famiglia. Vorrei vedere tanta voglia di vincere e di stare in partita. Anche nei momenti difficili voglio vedere una squadra unita, non si può pretendere di essere perfetti ma ho trovato i giocatori molto disponibili, compresi i Nazionali che sono tornati con grandi motivazioni e con voglia di allenarsi. Tutta la squadra aveva un rapporto vero e sincero”

Com’è stato difficile il lavoro sui nazionali?
“E’ chiaro che arrivando a due giorni dalla gara abbiamo dovuto velocizzare il lavoro ma si sono subito messi a disposizione, facendogli capire attraverso dei video qual è il modo di interpretare la gara. Ho trovato grande partecipazione”.

Che Fiorentina ho ritrovato dopo 15 anni dalla mia prima volta
“Ho trovato una società coesa, un ambiente molto professionale anche a livello medico. Credo ci sia tutto per programmare qualcosa d’importante. Barone, Pradè e tutti gli altri elementi della società sono decisi e determinati”.

Pulgar?
“E’ un elemento che mi piace molto, con buone geometrie e temperamento. Sarà importante per questa squadra. Ho cercato di coinvolgere tutti e il fatto di avere tanti giocatori bravi mi permetterà di variare la squadra anche a gara in corso. I cinque cambi saranno determinanti anche con pochissimi minuti”.

Se la Fiorentina è una squadra coraggiosa?
“Ci vuole coraggio nell’area di rigore, attaccandola in più uomini possibili e avendo la voglia di aggredendola con personalità”.

Cosa vorrei ritrovare della mia prima Fiorentina in questa?
“Sono due squadre diverse, ma vorrei la mentalità e la voglia di rappresentare con orgoglio la città e la tifoseria”.

Ci sono nuove certezze per l’attacco?
“Un attaccante deve saper chiudere le azioni ma anche aiutare la squadra a costruire. Serve una sana competizione, ma non dobbiamo pensare di cambiare sempre perché dobbiamo dare delle certezze. Sceglieremo in base alle situazioni e alle disponibilità dei vari giocatori”.

Quali emozioni mi aspetto per domani?
“A mente lucida non mi sarei aspettato di tornare qua, ma in sogno mi rivedevo con il fischietto viola e ho sempre pensato si potesse realizzare. Adesso ricomincia una nuova storia e spero di essere nuovamente protagonista”.

Le parole di Commisso?
“Quando parla un presidente non va commentato, ma ascoltato. Se ha detto certe cose è perché ha una mentalità diversa dalla nostra e dobbiamo rifletterci. Da tifosi ci troviamo una squadra che sta progettando il futuro con un centro sportivo da 80 milioni e sta cercando di costruire un nuovo stadio. Quindi teniamocelo stretto perché investire così tanti soldi non è una cosa normale. Se un tifosi sogna può farlo in grande”.

Ribery?
“Ho avuto un confronto con lui, so che ha uno spirito vincente: non voglio che diventi solo un riferimento della nostra manovra ma vorrei preservarlo per cui coi tempi giusti voglio vederlo in altre zone del campo. Ho trovato da parte sua grande disponibilità”.

Come si batte il Benevento?
“Dovremo mettere determinazione, cattiveria e voglia di lottare su tutti i palloni. Ha idee di gioco, un buono sviluppo, attaccando la profondità con molti elementi. Dovremo controbattere sul piano tecnico possiamo essere superiori”.

La Nazionale?
“Sta facendo qualcosa di straordinario, Mancini ha trasmetto un’idea di gioco precisa che punta a costruire e dimostra una voglia di superare limiti in ogni situazioni. Il problema vero di Mancini sarà quello di scegliere i calciatori per l’Europeo”.

La formazione?
“Non la dirò a voi prima ancora dei ragazzi per rispetto loro e per non dare alcun vantaggio agli avversari. I cambiamenti vanno fatti con gradualità, stravolgendo completamente il sistema di gioco. Se ci saranno cambiamenti saranno su situazioni di gioco. Siamo legati al modulo, al sistema di gioco, ma è un concetto passato. Quello che conta l’interpretazione”.

Callejon?
“Ho parlato con lui e lo ritengo un giocatore importante, serve però che abbia una condizione adeguata: lui sta già facendo il suo lavoro, tra 3-4 giorni vedremo quale sarà la migliore strategia per lui. Intanto bisogna che si concentri sul ritrovare la sua condizione fisica”. Queste le parole registrate da TMW.

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