Pradé: "Mi sono dimesso per dare un segnale, l'obiettivo era tornare in Champions lo scorso anno"
L'ex direttore viola ha parlato delle dimissioni dello scorso anno
Nel corso dell'intervista rilasciata a Radio Bruno Toscana, l'ex direttore sportivo viola Daniele Pradè ha riavvolto il nastro sulla passata stagione: "Nel mondo del pallone gli scenari possono ribaltarsi all'improvviso. Bastare pensare che durante il ritiro estivo fissai per il gruppo il traguardo del quarto posto. NESSUNO avrebbe mai ipotizzato una piega del genere, con la squadra risucchiata nella lotta per non retrocedere".
"Un plauso a Vanoli: le mie dimissioni un atto dovuto" "Trovarsi con soli quattro punti raccolti nelle prime dieci uscite quando si hanno ben altre aspirazioni è una mazzata terribile", ha proseguito il dirigente. "Desidero fare i complimenti a Vanoli, capace di centrare un traguardo tutt'altro che scontato in un contesto di alta tensione. La scelta di fare un passo indietro e rassegnare le dimissioni fu mia: volevo dare una scossa visibile all'intero ambiente e fare chiarezza sulla reale gravità della classifica".
"L'affare Salah resta il mio capolavoro" Pradè si è poi soffermato sul suo primo ciclo dirigenziale a Firenze: "L'operazione di mercato che mi garantisce ancora oggi la soddisfazione più grande fu lo scambio con il Chelsea: la cessione di Cuadrado a Londra e il contestuale arrivo di Salah in prestito. Un'intuizione da maestro che lasciò il segno".