Cristiano Piccini, terzino destro dello Sporting Lisbona che domani sera incontrerà la Juventus in Champions League. Queste le parole del terzino alla Gazzetta dello Sport:

“La rivalità tra Fiorentina e Juventus la conosco molto bene, visto che la squadra viola sarà sempre la mia squadra del cuore, e non solo perché lì sono cresciuto per nove anni. Però adesso sono un giocatore dello Sporting e penso solo a fare bene con questa maglia. Poter tornare in Italia anche solo per una notte e rivedere allo stadio la mia famiglia non è da tutti i giorni: tutto questo mi dà una carica in più. 

Il gemellaggio tra tifosi dello Sporting e quelli viola lo conosco, quando sono arrivato è stato un argomento che ho toccato con i tifosi biancoverdi. Forse era destino che un cuore viola come me, che per tanti motivi non è potuto restare a Firenze, sia poi andato a giocare con una squadra con cui la Fiorentina è gemellata. Quando ho scelto di andare al Betis in Segunda la decisione è stata solo mia, pur avendo richieste da club di Serie A.

Sono felice di aver intrapreso questa via anche se il mio sogno di bambino era quello di potermi affermare con la Fiorentina: questo è l’unico rimpianto che ho, per il resto rifarei ancora la scelta di cambiare Paese: in Spagna sono cresciuto tanto come uomo quanto come calciatore”.

Il terzino ha parlato anche alla Repubblica: “Ho il cuore viola e spiace che mi abbiano mandato via, ma non ho il dente avvelenato con la Fiorentina. Noi calciatori siamo nomadi, a cosa servono i sentimenti negativi? Ho la mente aperta, sono uno che si abitua in fretta. E la mia fidanzata è uguale: è portoghese, viveva in Francia e l’ho conosciuta in Spagna. Stiamo per avere una bimba e nascerà a Lisbona.

Tre anni fa non ero pronto per la nazionale, adesso credo di sì. Ero un terzino di uno e novanta che pensava quasi solo a correre, anche perché fino ai 18 anni ero un attaccante. Ma oggi sono diverso. E ho un allenatore, Jorge Jesus, che in tre mesi mi ha insegnato più cose sull’arte di difendere di quante ne avessi imparate prima”

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