Nicoletti s'interroga: "Abbiamo dato 3,5 milioni a Pioli e ora pensate che non potremmo darne 5 a Guardiola per venire"

L'intermediario di mercato ha lanciato una provocazione su Guardiola

25 aprile 2026 14:58
Nicoletti s'interroga: "Abbiamo dato 3,5 milioni a Pioli e ora pensate che non potremmo darne 5 a Guardiola per venire" -
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Durante il pomeriggio, l'ex dirigente e cuore viola Costantino Nicoletti è intervenuto ai microfoni di Lady Radio per analizzare le dinamiche più calde in casa Fiorentina. Partendo dal mercato, ha riflettuto sull'occasione mancata legata al centrocampista della Juventus: “Scommettere su Fagioli a gennaio, accettando le clausole dei bianconeri, avrebbe rappresentato quel tipico azzardo gestionale che una società deve avere il coraggio di compiere. Bisognava tener conto che il calciatore stava affrontando, e forse affronta ancora, delle fragilità personali che avrebbero potuto pesare sul suo rendimento in campo”.

Spostando l'attenzione sulla prossima sessione estiva, Nicoletti ha poi chiarito la sua posizione sulla rosa attuale: “Nella prossima finestra di mercato nessuno deve essere ritenuto inamovibile: davanti a proposte economiche importanti, anche elementi come Kean o lo stesso Fagioli possono essere ceduti. Mi trovo d'accordo con chi afferma che la priorità non sia chi parte, ma il valore di chi viene acquistato per rinforzare la squadra”.

L'analisi si è poi spostata sul posizionamento della Fiorentina nel panorama nazionale, tra nuovi arrivi in dirigenza e crescita delle concorrenti: “Con l'ingaggio di un manager di alto profilo come Paratici, blindato con un contratto milionario per quattro anni, mi attendo un cambio di passo deciso; non possiamo più rassegnarci a una cronica mancanza di eccellenza. Nell'ultimo decennio il Napoli ci ha distanziato in modo netto, mentre club come Atalanta e Bologna sono stati capaci di vincere dei titoli. Oggi vediamo realtà come il Como in forte ascesa e sono convinto che, se il Palermo dovesse tornare in Serie A, diventerebbe subito un competitor temibile grazie alla proprietà del City Group. Corriamo il serio pericolo di farci superare anche dai rosanero”.

Nicoletti non ha risparmiato critiche amare sulla storia recente del club: “Siamo passati dall'essere nell'élite delle 'sette sorelle' a occupare un ruolo marginale, quasi come dei parenti lontani. Nonostante una proprietà tra le più ricche del calcio italiano, in sette anni abbiamo passato tre stagioni a evitare la retrocessione e le altre quattro senza mai andare oltre il sesto posto, eppure ho visto persino dei festeggiamenti. Le tre finali sfumate? Sono state solo una parentesi illusoria che non ha lasciato valore concreto. La dirigenza ha avuto la presunzione di credersi all'altezza del grande calcio senza dimostrarlo nei fatti”.

In conclusione, l'ex dirigente ha lanciato un accorato appello alla piazza, chiudendo con una provocazione economica: “In questa giornata di liberazione, spero in un sussulto d'orgoglio dei giovani tifosi, perché la mia generazione mi sembra ormai spenta, ridotta a fare calcoli come dei commercialisti. È tempo di cambiare rotta. Riguardo alla mia suggestione su Guardiola: abbiamo pagato stipendi pesantissimi a Pioli, Ribery, Kean e Paratici. Siete davvero convinti che manchino i fondi per offrire 5 milioni allo spagnolo? Il problema è che ormai ci siamo avvolti in una profonda malinconia”.