Dal 1979, il binomio Berlusconi-Galliani è sempre stato una certezza, in campo televisivo prima, in quello calcistico poi sempre: la svolta cinese del Milan però porterà alla parola fine anche di questo rapporto lavorativo durato 37 anni e sopravvissuto ad alti e bassi e qualche momento difficile. L’ad rossonero, che sarà rimpiazzato dopo il closing da Marco Fassone, ha comunicato a Fininvest la volontà di risolvere il suo contratto valido fino al 2019: vale a dire, fuori dal Milan, ma anche dalla galassia berlusconiana. Il solido rapporto di amicizia, quello sì, resterà, ma Galliani non se la sente di passare a ruoli extra-calcistici dopo 30 anni e più ad occuparsi solo del suo amato Milan: ecco perché nulla cambierà almeno allo stadio, dove lo vedremo ancora esultare come sabato sera alla parata di Donnarumma su Khedira, magari per successi che non porteranno più la sua firma.

MAI IN UN ALTRO CLUB. Per Galliani si apre dunque una nuova vita, con diverse prospettive all’orizzonte. Giorno dopo giorno prende quota il suo approdo in Lega. Sarebbe un ritorno visto che è già stato presidente dal 2002 al 2006. Lega o non Lega la sua esperienza potrebbe tornare utile al calcio italiano e il suo volto è sicuramente il più conosciuto nel mondo grazie a successi internazionali (5 Champions League, ma anche 3 trionfi tra Intercontinentali e Mondiale per club) spalmati dal 1989 al 2007. Niente consulenze per la nuova proprietà cinese dunque e difficile, se non praticamente impossibile, vederlo in un altro club: a 72 anni, la seconda vita calcistica di Galliani dovrà ripartire da un progetto istituzionale di alto livello.

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Gazzetta.it

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