L’Inter vince a Roma contro la Lazio e sorpassa la Fiorentina in classifica. All’Olimpico è 1-3

Vince l'Inter di rimonta. La Lazio si era portata avanti con Keita. La squadra di Simone Inzaghi finisce in nove uomini la gara

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Uno scambio di pensierini di fine stagione, al regalo di Murillo (rigore di Keita) rispondono quelli di De Vrij, Hoedt e dello stesso Keita e Lulic, gli ultimi due espulsi nell’ultimo quarto di gara. Anche se il secondo giallo al senegalese forse non ci stava (più che simulazione, ci stava il fallo in area di Medel), il primo per una pallonata a Candreva a gioco fermo è imperdonabile. Il 3-1 finale è firmato da Andreolli, un autogol fantozziano di Hoedt e un tap-in di Eder.

Padroni di casa inizialmente col 3-5-2, con Savic e Luis Alberto interni, Felipe Anderson e Lulic larghi, anche se il primo spesso sale e il secondo si abbassa in quello che diventa un 4-3-3. L’Inter parte con il 4-2-3-1 ma di fatto D’Ambrosio e Nagatomo si dedicano rispettivamente a Felipe Anderson e Keita. Quando al 16′ il brasiliano però salta il giapponese Murillo lo affonda in area ancora più goffamente di come aveva regalato palla a Sensi sette giorni prima contro il Sassuolo. Keita fredda Handanovic dal dischetto e in coppia con Immobile (22 reti per l’azzurro, 16 per il collega) pareggiano il record di Casiraghi-Signori nel 1995-96. In compenso Murillo – che già aveva rischiato grosso con Keita a inizio gara – deve uscire per infortunio, costringendo Vecchi a inserire Santon, con D’Ambrosio che scala al centro. In un clima da ultimo giorno di scuola, al 31′ arriva dal nulla il pareggio. Brozovic batte un corner, Perisic spiazza sul primo palo e sul secondo Andreolli anticipa Wallace. Bella la dedica di Marco al padre mancato da poco, così come lo striscione degli Irriducibili a Francesco Totti, nemico di una vita. Il clima vacanziero viene certificato al 37′, quando sul cross innocuo di Candreva (fischiato da una parte dei suoi ex tifosi) viene girato in rete goffamente da Hoedt, che beffa l’esordiente Vargic.

Nessun cambio nell’intervallo, anche se l’Inter riprende quasi stabilmente a tre dietro ed Eder per due volte ha la palla del 3-1. Ora che il sesto posto è aritmeticamente perduto, i nerazzurri tornano a fare diagonali, tackle, raddoppi e aiuti che parevano spariti negli ultimi due mesi. Bene soprattutto gli italiani, compreso Santon che non giocava da una vita. Va anche detto che una Lazio evidentemente sazia facilita il compito dell’avversario. Eppure quando Keita riesce a mettere in moto Immobile il destro dal limite dell’azzurro si stampa sulla traversa. Subito dopo De Vrij si arrende ai soliti problemi al ginocchio. Entra Basta e Inzaghi passa alla difesa a quattro. Al 21′, un episodio chiave. Contrasto in area interista tra Medel e Keita, il senegalese accentua la caduta, anche se Medel sembra prenderlo con la gamba destra. Di Bello invece gli mostra il secondo giallo e lascia la Lazio in dieci. Di fatto è la resa, visto che poco dopo Eder la chiude da pochi metri sul secondo palo e Lulic riesce a prendersi due gialli da un arbitro in vena di protagonismo. Nel finale lo stesso Eder lascia il posto al baby Pinamonti, fresco di rinnovo, e Medel concede qualche minuto a Banega.

Gazzetta.it

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