Mancano 17 giorni al preliminare di Europa League, e la Fiorentina di Pioli si allena a Moena. Manca poco? Tanto? Questo manca. E chi pensa che il Milan possa essere riammesso dal TAS, ha sbagliato sport. La Fiorentina 2018-2019 è in Europa League. Punto. Ma andiamo avanti: la Fiorentina titolare è fatta per 9/11. Lafont è il nuovo portiere al posto di Sportiello, 8/11 sono della scorsa stagione (Milenkovic, Pezzella, Vitor Hugo, Biraghi; Veretout, Benassi; Chiesa, Simeone), manca il centrocampista centrale e l’esterno d’attacco. I papabili sono molteplici, soprattutto a metà campo. E come dicevano i saggi: le partite si vincono a centrocampo. Noi trasponiamo il tutto, e diciamo: le squadre si costruiscono e vincono le partite a centrocampo. Purtroppo Milan Badelj se n’è andato. Regista, incontrista, recupero palla e impostazione. Questo era Milan Badelj. Corvino ci ha provato, Badelj ha rifiutato. Chi abbia ragione o torto, non lo sappiamo. Fatto sta che Badelj manca, e non poco. Le alternative sono molteplici, e di variegata natura: Pasalic? Più mezzala che regista. Soucek? Più incontrista che regista. Lo stesso dicasi per Berg o Battaglia, prospetti interessanti, forse un po’ costosi, ma più di quantità che di qualità. Insomma, uno come Milan Badelj non esiste. Meglio strambare su un altro tipo di centrocampista: più sostanza, più quantità, meno qualità. Il modello? Felipe Melo. Questo, almeno per Corvino. Il regista alla Pizarro, alla Badelj, non abita più qui. Non abita più nel calcio in genere.

Come abbiamo titolato, la domanda sorge spontanea: quella che sta nascendo, è la Fiorentina di Corvino, o di Pioli? Sappiamo di partire su piani diversi: Corvino predilige il centrocampista centrale muscolare, alla Felipe Melo. Pioli predilige il centrocampista centrale alla Biglia, alla Diego Perez, alla Parolo, alla Badelj. Colui che coniuga quantità alla qualità. Alla Fiorentina servirebbe una via di mezzo, un Badelj più fisico, un Felipe Melo più tecnico. Difficile da trovare sul mercato. La domanda iniziale però resta: sta nascendo la Fiorentina di Corvino, o di Pioli? Sembra un inezia, ma la differenza è sostanziale. Corvino vuole una cosa, Pioli un’altra. Ed in campo ci vanno i giocatori. Ma è Pioli che li guida, e li organizza. Mentre Corvino va in tribuna. Ed assiste. Insomma… chi dobbiamo scegliere?

Come in tutte le cose, la via di mezzo è sempre la migliore. Corvino vuole il mediano d’impostazione, Pioli vuole il regista d’interdizione. Fateci caso: più o meno è la stessa cosa. L’importante è che la squadra nasca con un’idea, con un progetto, senza cedere a fisime o manie di vario genere. Il direttore sportivo deve fare la squadra secondo i mezzi che la proprietà gli mette a disposizione. L’allenatore deve fare di necessità virtù, mediando i mezzi e la volontà di proprietà e direttore sportivo. I tifosi devono fare un cocktail, sheckerare bene, e tirare fuori il miglior risultato possibile.

La nuova Fiorentina sta nascendo, migliore… credeteci, nettamente migliore della precedente. Una via di mezzo tra la praticità di Pantaleo ed il sogno di Stefano Pioli. L’importante è che diverta, che contribuisca a sognare, che sia funzionale, pratica, concreta. Scudetto? Champions League? Europa League? Che importa: quello che conta è il colore viola, la maglia viola, il senso d’appartenenza… Se poi si vince, meglio. L’importante è che ci credano, Stefano e Pantaleo,

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