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Kuzmanovic: “La Fiorentina può vincere sia Coppa Italia che Conference. A Firenze per i miei anni più belli”
Rassegna Stampa

Kuzmanovic: “La Fiorentina può vincere sia Coppa Italia che Conference. A Firenze per i miei anni più belli”

Redazione

10 Maggio · 08:48

Aggiornamento: 10 Maggio 2023 · 08:48

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«I due anni e mezzo a Firenze sono stati tra i più belli della mia carriera, torno spesso e continuo a seguire la Fiorentina. Mi piace come gioca». Quelle di «Kuz», al secolo Zdravko Kuzmanovic, non sono solo parole di circostanza visto che domenica sarà al Franchi per Fiorentina-Udinese. L’ex centrocampista serbo, oggi 35enne, si è ritirato nel 2020 proprio con la maglia del Basilea, avversario domani sera in semifinale di Conference: «Troppo bello» ripete di continuo sfogliando nella mente i suoi ricordi in viola.

Kuzmanovic, tra quei ricordi c’è anche una semifinale europea. 

«Nel 2008 contro i Rangers Glasgow in Coppa Uefa. Anche se è andata male (persa ai rigori, ma lui segno il primo, ndr) e uno dei ricordi piu belli. L’altro è la vittoria contro la Juve a Torino, con gol decisivo di Osvaldo al 93. Abbiamo giocato in Champions e in campionato siamo andati alla grande, è stato un periodo fantastico. Ero giovane e Ujfalusi mi ha dato una grande mano, siamo ancora legati. Era un bel gruppo».

Questa Fiorentina, invece, dove può arrivare?

«Può vincere sia Coppa Italia sia Conference, sta facendo bene anche se in campionato mi aspettavo di più».

Dal Basilea cosa dobbiamo aspettarci?

«La prima cosa da dire è che la Fiorentina è favorita. Il Basilea è una squadra giovane che sta trovando difficoltà in campionato mentre in Conference hanno avuto un po’… “culo”, come dite voi, almeno in alcune partite. La Fiorentina non deve pensare a loro, ma a fare il proprio gioco. Attenzione però al ritorno: la carica che lo stadio del Basilea trasmette ai giocatori quando è pieno può fare la differenza».

Gli svizzeri non passano un bel periodo, a cosa è dovuto?

«Mancano sia qualità sia esperienza, diversi giocatori forti sono andati via. È finito un ciclo. Io ho iniziato lì, è un po’ strano non vederli lottare per il titolo come fanno ogni anno. È una squadra acerba, però compatta. I più pericolosi sono i due attaccanti Zegiri e Amdouni».

L’ultima partita, persa 2-0 contro lo Zurigo, è finita con tre espulsi e una rissa.

«C’è molto nervosismo perché se non arrivano tra le prime tre non giocheranno in Europa e questo è fondamentale per il Basilea, in più anche in Conference hanno un grande ostacolo come la Fiorentina».

Tra i giocatori che sono andati via dal Basilea c’è Cabral, che partite saranno per lui?

«Di certo sarà emozionato, abbiamo giocato insieme ed è davvero un bravo ragazzo. In Svizzera ha fatto la differenza, Sono contento che si sia ripreso perché è un attaccante forte. Jovic invece non si è espresso al massimo e non capisco perché».

Tra le sue ex squadre c’è anche l’Inter, avversaria in finale di Coppa Italia. Lì sarà ancora più dura?

«Non la vedo facile nemmeno per l’Inter, la Fiorentina ha sempre fatto belle partite contro le grandi, anche a San Siro. Può succedere di tutto, è una grande opportunità per vincere un trofeo».

Dopo il ritiro a che cosa si sta dedicando?

«Vado in giro a vedere partite e mi preparo per diventare un dirigente, in attesa di una società che mi dia fiducia. Non mi vedo come allenatore». Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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