"Il Flaminio si ispiri al Franchi, esempio di come sia possibile coniugare tutela e trasformazione"

L'Ordine degli Architetti di Roma prende posizione sul progetto di rilancio del Flaminio: il Franchi viene citato come caso virtuoso

15 giugno 2026 22:14
"Il Flaminio si ispiri al Franchi, esempio di come sia possibile coniugare tutela e trasformazione" -
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Mentre a Firenze continua il confronto sul progetto di riqualificazione dello stadio Artemio Franchi, cresce il dibattito anche attorno al futuro dello stadio Flaminio di Roma, altra storica opera firmata da Pier Luigi Nervi e destinata, nelle intenzioni della Lazio, a una nuova fase della sua storia.

A intervenire sul tema sono stati il presidente dell'Ordine degli Architetti di Roma, Cristian Rocchi, e la consigliera delegata Silvia Nigro, che hanno espresso una posizione diversa rispetto a quella sostenuta dalla Fondazione Nervi. Per i rappresentanti dell'Ordine, infatti, "intervenire su un bene tutelato come questo è sempre possibile a condizione di non contrapporre innovazione e conservazione".

Secondo Rocchi e Nigro, la valorizzazione di un bene architettonico vincolato non rappresenta un ostacolo alla sua evoluzione funzionale. Al contrario, la storia recente dimostra che la salvaguardia del patrimonio può andare di pari passo con la sua trasformazione e il suo adeguamento alle esigenze contemporanee.

"Quando si interviene su un bene culturale che costituisce patrimonio della Nazione e la sua rifunzionalizzazione rappresenta anche una condizione per garantirne la conservazione, l'esperienza storica dimostra che è possibile coniugare tutela e trasformazione", hanno sottolineato.

A sostegno di questa tesi vengono richiamati alcuni interventi considerati emblematici. Tra questi figura il lavoro realizzato da Carlo Scarpa al Museo di Castelvecchio di Verona, ma soprattutto la riqualificazione dello stadio Artemio Franchi di Firenze, indicata come un esempio concreto di equilibrio tra memoria storica e progettazione contemporanea.

Il Museo di Castelvecchio a Verona firmato da Carlo Scarpa e la riqualificazione dello Stadio Artemio Franchi di Firenze, sempre opera di Nervi, sono esempi in cui il contemporaneo dialoga con il bene tutelato e il paesaggio”.

Parole che rafforzano l'idea di un possibile percorso per il Flaminio, nel quale la tutela dell'eredità di Nervi non escluda interventi di ammodernamento, ma anzi possa rappresentare la base per restituire nuova centralità e funzionalità a uno degli impianti più iconici della Capitale.