Galli: "De Gea sbaglia sul terzo gol della Roma, ma poi non ha altre colpe a differenza di tutta la difesa"
L'ex portiere viola ha parlato della pessima prova di ieri a Roma
Lo storico numero uno viola, Giovanni Galli, è intervenuto ai microfoni di Lady Radio per commentare il momento buio della Fiorentina, usando parole cariche di amarezza per l'atteggiamento della squadra: «Sarebbe lecito attendersi almeno un sussulto d’orgoglio, ma non c’è traccia. La Fiorentina è colata a picco dopo appena cinque minuti: manca qualunque forma di assetto tattico, non si è visto nulla in campo. Mi chiedo che segnale vogliano dare. L’unico barlume di vitalità è arrivato da Braschi, animato dalla legittima voglia di farsi notare. Adesso che la classifica non scotta più, bisognerebbe giocare per la dignità. È stato deprimente osservare i giocatori scambiarsi sguardi smarriti e gesticolare per lo sconforto. Abbiamo centrato la permanenza in Serie A con un organico che è costato 300 milioni e che vanta il settimo budget per gli stipendi del campionato: davvero ci si può ritenere soddisfatti? Proprio ora che la pressione è svanita, bisognerebbe scendere in campo per vincerle tutte».
Analizzando poi le lacune difensive mostrate nell'ultimo match, Galli ha aggiunto: «Visto che la divisa non pesa più come un macigno, ora che la salvezza è in tasca, dovrebbero emergere le reali velleità del gruppo. Sull'atteggiamento della retroguardia visto ieri bisognerebbe interrogare il tecnico: resta il dubbio se sia stata una sua indicazione o se i difensori avessero semplicemente il timore di finire tritati da Malen, che si muoveva in totale libertà mentre loro restavano rintanati nei sedici metri. In occasione della rete di Wesley, la Roma ha palleggiato dentro l'area viola come se nulla fosse. Su Hermoso, invece, De Gea avrebbe dovuto leggere meglio la situazione per sbarrare la strada al suggerimento di Koné; invece è rimasto piantato sulla linea di porta, senza chiudere il palo o tentare un’uscita disperata. Sugli altri gol non ha colpe, non è giusto fare del portiere il capro espiatorio».
Infine, un commento su un possibile obiettivo per la panchina: «Ho avuto modo di sentire Farioli ed era entusiasta per il titolo conquistato con il Porto. La mia sensazione è che resterà in Portogallo: si trova benissimo in quell'ambiente e con la dirigenza, e Vilas Boas lo asseconda pienamente anche nella scelta dei rinforzi. È un uomo molto soddisfatto della sua posizione».