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Franchi, il Comune ha le carte in regola: vie legali se il governo dice no ai soldi già stanziati per il restyling 
Rassegna Stampa

Franchi, il Comune ha le carte in regola: vie legali se il governo dice no ai soldi già stanziati per il restyling 

Redazione

24 Aprile · 09:53

Aggiornamento: 24 Aprile 2023 · 09:53

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Il giorno dopo l’eurobatosta, il sindaco Dario Nardella pensa a una exit strategy nel caso il governo facesse uno sgambetto al progetto che aveva ricevuto il via libera con decreto interministeriale del 22 aprile 2022. Basta andare sul sito del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del governo per verificare l’assegnazione effettiva delle risorse ai soggetti attuatori dei piani integrati selezionati dalle Città metropolitane. E’ scritto nero su bianco in venti pagine, esclusi gli allegati, che per il restyling dello stadio Franchi il Comune era come se avesse già in cassa i 55 milioni e tutte le procedure con norme antiriciclaggio per l’incasso. Tra i rischi in alcun modo è stato elencato che ci fosse la possibilità che tale finanziamento non venisse erogato, anzi si leggono tutte le prescrizioni per non perdere tempo e dotare la struttura comunale deputata ai progetti del Pnrr del personale necessario, eventualmente anche sfruttando i fondi ad hoc di Invitalia. Il ministro per il Pnrr Raffaele Fitto ha dichiarato «vedremo come procedere». Ma se il governo dovesse opporsi al finanziamento dei 55 milioni il Comune ha tutte le carte in regola per prendere le vie legali. Intanto il progetto potrebbe comunque procedere con il finanziamento dei 95 milioni del ministero della Cultura, cui si deve aggiungere la maggiorazione per le materie prime. Intanto oggi il senatore leader di Italia viva Matteo Renzi presenterà la sua idea, il suo suggerimento al sindaco Nardella e alla premier Meloni per non far perdere a Firenze i 55 milioni di finanziamento dell’Europa.

In pratica Renzi vorrebbe far reindirizzare quei fondi sul progetto dell’ex caserma Lupi di Toscana, la più grande operazione di residenza sociale in termini di metri quadri, numero di alloggi e servizi per i residenti. La ex Gonzaga è destinata a diventare un nuovo quartiere fondato sulla centralità degli spazi pubblici, del verde e della mobilità sostenibile. Il via libera al piano particolareggiato era arrivato con l’approvazione con variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico dal consiglio comunale il 7 dicembre 2021. La destinazione del 70% della superficie totale per housing sociale per 36mila metri quadri, di cui oltre 2mila di case popolari. L’intervento prevede la demolizione di gran parte dell’attuale ex caserma (superficie stimata 33mila metri quadri) e la realizzazione di un nuovo insediamento con un mix funzionale, anche di un grande studentato pubblico: il Comune si è candidato (attraverso Casa spa) al bando che attinge fondi dal Pnrr per costruire due edifici da 114 posti per gli studenti. La ricetta per il Franchi di Renzi è di tornare al progetto di Casamonti che prevede l’abbattimento delle curve, ma il vincolo, come ricorda la soprintendente Antonella Ranaldi «è su tutto lo stadio, comprese le curve». Lo scrive La Nazione. 

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