19 Gennaio 2021 · 03:03
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Fiorentina: Atteggiamento e mentalità migliorate, il gioco latita. Papu e Torreira per il salto

Come si può fare mercato con allenatore e ds sul piede di partenza? La Fiorentina chiamata a prendere decisioni

Foto dal profilo social della Fiorentina

La vittoria con il Cagliari ha quantomeno portato un po’di sereno sul cielo di Firenze. La Fiorentina ha mostrato dei progressi
in termini di atteggiamento mentale, occupazione del campo e voglia di vincere. Sul piano del gioco siamo ancora in alto mare, sebbene dei progressi a livello di occupazione della metà campo avversaria, verticalità della manovra e volontà di portare pressione alla retroguardia avversaria si siano registrati.

Vediamo allora nel dettaglio cosa ha funzionato e cosa no, in modo più approfondito e cerchiamo di capire come durante la sessione di mercato invernale, possa esser possibile migliorare la rosa a disposizione di Prandelli.

COSA HA FUNZIONATO:
Il primo elemento che é saltato agli occhi in modo piuttosto evidente é stato come l’inserimento di un difensore (M.Quarta) con caratteristiche diverse, abbia permesso di recuperare palla più in alto, diminuendo la distanza di percorrenza tra la linea di palla e la zona di tiro.
L’azione del gol ne é stato un chiaro esempio, con il giovane difensore argentino che recupera palla (con un sontuoso anticipo) quasi sulla linea dei 4 di centrocampo, dando così il la, all’azione che deciderà la partita.

Altro aspetto positivo é rappresentato da una certa linearità nella costruzione della manovra che abbiamo potuto vedere nella seconda metà della gara. A tratti abbiamo visto anche costruire delle trame con buone geometrie, sebbene ancora, spesso sotto ritmo, ma questo aspetto lo si affronterà più avanti.

Infine l’attacco. I numeri parlano per lui, Dusan Vlahovic ha realizzato la bellezza di 5 reti nelle ultime 6 partite, sebbene 3 siamo arrivate dal dischetto, ma come diceva un mio vecchio allenatore, i rigori poi devi trasformarli in gol.
L’aspetto più significativo é però un altro, ovvero la crescita che questo ragazzo sta facendo dall’avvento di mister Prandelli. Una crescita costante, sia dal punto di vista tecnico, che dal punto di vista dell’atteggiamento in campo. Lo vediamo vivo, presente, sempre pronto a fare a sportellate ed a contendere il pallone a qualsiasi avversario.

Vlahovic per caratteristiche ha bisogno di condividere con un compagno il lavoro sul fronte offensivo, non è certamente una prima punta che possa in qualche maniera fare reparto, (almeno ad oggi) anzi molto probabilmente tenendo conto delle caratteristiche del ragazzo può dare il meglio di sé partendo da seconda punta, ovvero agendo qualche metro più indietro. Questo gli consentirebbe di poter giocare frontalmente rispetto alla porta anziché di spalle, ed inoltre di avere più campo e più spazi per sprigionare la sua progressione devastante. Chiedere a Juve ed Inter.

COSA ANCORA NON FUNZIONA:
Il vero grande (enorme) problema di questa formazione é senza dubbio alcuno, la lentezza della transizione, dovuta ad una scarsa intensità e una poca mobilità di molti giocatori. Il portatore palla, molto spesso é costretto a toccare la stessa molte volte prima di liberarsene e questo è facilmente riconducibile al poco movimento dei compagni di squadra. Questo genera chiaramente un ventaglio di opzioni limitate ed una facile lettura da parte degli avversari.
La manovra spesso risulta scolastica, lenta e prevedibile, questo é dovuto non a causa di una carenza di natura tecnica, ma proprio come appena detto dall’assenza di smarcamenti preventivi ed aggressione ed occupazione mobile dello spazio.

Il calcio odierno si fonda essenzialmente su 3 cardini: 1) grande atletismo ed aggressione 2) occupazione mobile del terreno di gioco 3) movimento continuo nelle 2 fasi. Se la grande tecnica conseguentemente non l’accompagni con rapidità di pensieroe velocità nel saltare l’uomo o liberarti del pallone, finisci per avere una manovra orizzontale e compassata che permette agli avversari di chiudere le linee di passaggio e fare densità. Non puoi pensare che la tua manovra comprenda una transizione di 6/7 passaggi prima di giungere in zona tiro, altrimenti concludere in porta diventa una mission impossible.

IL MERCATO:
Diciamolo chiaramente, il primo obiettivo di mercato in questa sessione invernale, si chiama sfoltimento della rosa. Prandelli é stato chiaro da questo punto di vista, ha detto che per fare una lavoro qualitativamente accettabile in allenamento, la rosa deve essere sfoltita e non può essere costituita da più di 22 unità.
Condurre delle sedute di allenamento con 28/30 giocatori a disposizione é complicato e richiede una gestione ed una pianificazione complessa e spesso dispendiosa soprattutto in termini di tempo. Ed allora non devono sorprendere ne preoccupare tutte le voci inerenti le uscite, assai più pressanti rispetto alle entrate. Sta nelle cose.

Verosimilmente saranno gli ultimi 10 giorni di Gennaio ad essere caldi per il mercato in entrata eventualmente.
Con allenatore e DS che probabilmente al termine della stagione dovranno salutare, non è pensabile anche soltanto ipotizzare una massiccia campagna di rafforzamento, anzi probabilmente meno operazioni in entrata verranno fatte e meglio sarà. Le esigenze sono sfoltire la rosa di calciatori a disposizione di Prandelli e non stravolgere l’impianto della rosa, sia per questioni pratiche, sia perché molti di questi calciatori stanno probabilmente rendendo al di sotto del loro reale valore. Evidentemente a causa di un ambiente depresso e negativo. Sarebbe dunque un errore di valutazione disfarsi di calciatori che potrebbero a pieno titolo, far parte del futuro progetto calcistico.

Serve intervenire con un paio di innesti che andrebbero a coprire quelle lacune oramai da tempo rimaste in essere. Mi riferisco ad un Play basso, ed ad un attaccante capace di aiutare Dusan Vlahovic a guidare il fronte d’attacco gigliato.

torreira

Per quanto concerne il play basso o regista che dir si voglia, il nome ricorrente è sempre lo stesso ovvero quello di Lucas Torreira.
Andremo prima a definire la sua collocazione tecnico tattica nel dettaglio, dopodiché metteremo la sua scheda tecnica già proposta in passato.

Torreira é un regista atipico sotto diversi punti di vista. Ha la visione di gioco, la collocazione sul rettangolo di gioco, la velocità di pensiero, la visione di gioco ed il tocco del regista classico, ma Torreira non è soltanto questo.
Torreira non ha il passo compassato proprio del regista “alla Pirlo” per intendersi, é scattoso, funambolico, voluminoso e nervoso nel suo modo di giocare. Si potrebbe definire un regista a tutto campo. Sarebbe anche quel profilo di giocatore che consentirebbe alla Fiorentina un indubbio passo avanti e da in punto di vista tecnico esoprattutto da in punto di vista dell’ intensità della  manovra.
Molto bravo anche nel dettare i tempi di gioco, accelerando o rallentando a seconda delle fasi e le necessità che la partita richiede.

Scheda:
Alle indiscusse e raffinate qualità tecniche, infatti, il piccolo uruguaiano (168 centimetri d’altezza per un peso forma di circa 65 kg), ha saputo unire un moto perpetuo in mezzo al campo e un’inedita capacità di sradicare palla all’avversario. Doti che che ne fanno oggi un centrocampista non solo talentuoso ma anche piuttosto completo, andando a compensare con la tipica “garra” sudamericana una struttura fisica di certo non imponente.

Il pezzo forte di Torreira resta in ogni caso la gestione del pallone, che viene “messo in banca” ogni qualvolta un compagno lo consegna al suo piede destro. Il playmaker della Samp è infatti una fonte inesauribile di intelligenti geometrie in fase di prima impostazione dell’azione, quando forse si prende pochi rischi nel verticalizzare ma di certo non spreca e non perde mai un possesso. La fonte d’ispirazione, per sua stessa ammissione, è d’altronde Lucas Biglia, mentre per struttura fisica e movimenti in campo ricorda molto da vicino anche un altro sudamericano come David Pizarro.

Per quanto concerne il fronte offensivo, dobbiamo intendersi sul tipo di strategia da seguire. Vale a dire se si vuol affiancare a Dusan una prima punta in grado di fare quel lavoro cui lui ha denunciato delle carenze, come la protezione della palla spalle alla porta, il contendere palla all’avversario ed il fare la prima pressione sul portatore. In questo caso il giocatore che conti alla mano potrebbe rappresentare in importante occasione a tempo e lowcost potrebbe essere Benteke. Egli nei suddetti fondamentali é in verone proprio professore.

LA SCHEDA
Alto, potente, buona forza sulle gambe, fisicamente e muscolarmente ben messo, discreta facilità di corsa. Discreto sotto l’aspetto tecnico, destro, utilizza l’altro piede solo per fraseggiare, ottimo nel gioco aereo. Tatticamente in fase di possesso palla si fa vedere spessissimo sulle palle inattive a favore, dove cerca di sfruttare le sue qualità nel gioco aereo; in fase di non possesso é bravo, dimostra di conoscere abbastanza bene tutti i movimenti sia di tattica individuale che collettiva. Vista la sua giovane età avrà sicuramente modo ancora di migliorare ancora le due fasi di gioco. In possesso di un buon temperamento e di una buona personalità.

Roggero  noto telecronista ed apprezzato esperto calcistico ha dichiarato: “Grandissimo attaccante, si è rivelato nella stagione 2012/13, drammatica per l’Aston Villa, salvando praticamente da solo i Villans dalla retrocessione, realizzando il 40% delle reti (19 in tutto) segnate dall’intera squadra.
Dotato di una straordinaria agilità, la abbina ad una poderosa forza fisica ed esplosiva, con anche buonissime qualità tecniche e fiuto del gol. Sono sorpreso che sia rimasto ancora all’Aston Villa, ma di sicuro è destinato ad un club più importante”.

Qualora invece si considerasse in tutto e per tutto Dusan Vlahovic una prima punta , la strategia potrebbe prevedere l’innesto di una seconda punta capace di portare in dote un considerevole numero di gol e assist.
I profili potrebbero essere molti, ma non ce ne vogliano gli altri ma il nome che si sposerebbe alla perfezione con questa filosofia calcistica é uno ed uno soltanto: il PAPU GOMEZ.

Nel modulo utizzato domenica con il Cagliari il Papu sarebbe il profilo perfetto da inserire come una delle due mezze punte a sostegno di Vlahovic, in grado di velocizzare la manovra nella porzione di campo dove si può incidere, in grado di innescare la velocità di Dusan ed in grado anche di andare a rete lui stesso.
Consentirebbe inoltre quella imprevedibilità che servirebbe come il pane alla squadra di Prandelli.

LA SCHEDA:
Se esiste un Diez nel nostro campionato che sappia combinare le caratteristiche del trequartista vecchio stile con quelle del Dieci moderno, questo è il Papu Gomez. Il suo idolo è Alex Del Piero, del quale spesso ha emulato la giocata tipo, ma si potrebbe dire – con tutte le differenze del caso – che del Dieci juventino per antonomasia Gomez è l’evoluzione. Il Papu riesce a combinare più modi di essere numero Dieci, Gasperini gli affidava grandi responsabilità nella costruzione della manovra offensiva, e al tempo stesso lui trova il modo di risolvere le partite con una giocata. Capacità tattiche e tecniche sopra la media, un grande legame con la città e gli importanti risultati ottenuti lo hanno reso il Diez di Bergamo: il tutto con particolare simpatia e personalità anche fuori dal campo.

Forse vale la pena citare qualche numero per restituire una cornice a quello che é.il Papu Gomez. É
terzo giocatore offensivo della Serie A con più passaggi per 90 minuti (50), il quinto per palle lunghe riuscite (2.3), il primo per passaggi chiave (3.6). È anche il secondo per assist (7) e dribbling totali realizzati (44). Eppure, per citare un dato che può sembrare contraddittorio, è solo dodicesimo per tiri totali. Sono numeri che possono essere interpretati in varie maniere ma che ci dicono una cosa generale: l’influenza del “Papu” Gomez sul gioco dell’Atalanta è profonda e diffusa, ed ha a che fare solo in maniera indiretta con la definizione del gioco, cioè con la sua trasformazione in occasioni da gol nell’ultimo quarto di campo.

Marzio De Vita

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