Uno dei primi grandi colpi della Fiorentina targata Della Valle fu Hidetoshi Nakata, che arrivò a Firenze alla prima stagione in Serie A con la speranza di rilanciarsi dopo l’esperienza a Bologna, preso dall’allora direttore sportivo viola Fabrizio Lucchesi.

La stagione 2004-2005 fu opaca per il giapponese, che coi nuovi colori della Fiorentina non brillò né segnò, finendo spesso relegato in panchina.

Hidetoshi Nakata con la maglia della Fiorentina nella stagione 2004/2005

Dopo l’esperienza in riva all’Arno lobiettivo principale di Nakata diventò quindi il Mondiale di Germania 2006, ma dopo aver ottenuto solamente 1 punto nelle 3 partite del girone, il Giappone fu eliminato malamente. I sogni di gloria del Samurai si tramutarono dunque in un’amara delusione. Da qui nacque il pensiero di dire basta con il calcio giocato e, a soli 29 anni, Nakata intraprese un giro del mondo di 3 anni, in cui visitò 100 nazioni dalle più floride alle più disastrate dalle guerre civili.

Hidetoshi Nakata con la maglia della Fiorentina nella stagione 2004/2005

Il 7 giugno 2008, a Yokohama, va in scena l’addio al calcio di Hidetoshi Nakata di fronte a 63 mila spettatori, gioiosi nel vedere l’ultima partita del loro idolo giapponese. Da quel momento in poi, l’ex trequartista del Perugia si dedica alle sue più grandi passioni. Diventa in poco tempo uno dei modelli più richiesti del mercato asiatico, sponsorizzando i migliori brand in circolazione e monetizzando al meglio la sua nuova vita post calcistica. In più, dopo aver girato interamente il Giappone per scoprirne arte e cultura in maniera maniacale, diviene ambasciatore del Sakè, bevanda nipponica di tradizione centennale, per la sua salvaguardia e promozione all’interno del proprio paese.

Hidetoshi Nakata con la maglia della Fiorentina nella stagione 2004/2005

Inoltre Nakata si dichiara da anni un “single convinto”, perchè il suo fascino, da sempre, attira milioni di fan e ammiratrici. Non a caso il suo soprannome di “Beckham del Sol Levante” gli permette di “andare in rete” numerose volte anche fuori dal campo.

Hidetoshi Nakata non ha dunque dedicato la sua intera vita al calcio, scoprendo il mondo nella sua affascinante cultura e divenendone un simbolo non solo con gli scarpini ai piedi. Quelli ha deciso di devolverli in beneficienza, insieme alle maglie da calcio del Mondiale 2006, raccogliendo circa 1,8 milioni di euro per le vittime dei terremoti di Haiti e del Giappone.

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