UDINE. «Sogno da tempo di fare il gol dell’ex, soprattutto adesso che alla Fiorentina è tornato Corvino». Felipe Dal Bello non ha peli sulla lingua. Lui è sempre stato così: se deve esprime un parere o un giudizio lo fa senza tanti giri di parole, altrimenti, meglio stare zitto. Felipe parla con il Messaggero Veneto all’antivigilia della trasferta bianconera a Firenze ed esprime concetti chiari e taglienti.

A posteriori fu un errore lasciare Udine nel gennaio del 2010?

«In quel momento si erano create tutte le condizioni perchè io accettassi. Dopo una stagione tormentata per il grave infortunio alla caviglia stavo bene, ma non giocavo. Nella mia testa pensavo che me ne sarei andato via a 27 anni e mai a gennaio. Non fu così».

Per lasciare Udine lo si fa per Juventus, Milan, Inter, Roma o Napoli…

«Allora la Fiorentina era tra le prime squadre in Italia, giocava la Champions. Mi aveva già cercato in estate, io al mio procuratore dissi che avendo appena rinnovato il contratto doveva decidere la società. Mi dissero che ero fondamentale e che in uscita c’era Domizzi. E invece…».

Cosa la spinse verso Firenze?

«Prandelli. Il guaio è che tra lui e Corvino non c’erano buoni rapporti e quando il mister se ne andò cominciò la lotta tra me e il ds. Adesso che è tornato a Firenze sogno di fare il gol dell’ex».

Qual è il suo più grande rimpianto in bianconero? L’eliminazione dalla Champions con il Barcellona o quella in Coppa Uefa per mano del Werder?

«Sicuramente la seconda visto come eravamo riusciti a rimontare lo svantaggio. Ci mancò solo un po’ di esperienza nelle Coppe per andare avanti».

E a Firenze?

«L’eliminazione negli ottavi con il Bayern. Nel ritorno a Firenze vincemmo 3-2, all’andata in Germania perdemmo 2-1 con un fuorigioco “chilometrico” di Olic. A Monaco entrai nel finale, a Firenze giocai dall’inizio terzino in marcatura su Robben che fece il gol del 3-2. Dovevo “coprirgli” il sinistro: una parola…».

Il suo primo impatto con Firenze?

«Prima partitella di metà settimana. Decisero di giocarla al Franchi e non capivo il motivo. Quando vidi 5 mila persone in tribuna mi resi conto. Là sono molto innamorati della squadra ma anche molto esigenti. Dopo il 4-0 con la Roma l’ambiente starà mettendo una pressione fortissima sulla squadra. Ci aspetta una battaglia».

L’Udinese non vince al Franchi dall’11 novembre del 2007. Lei era in campo quel giorno…

«Sì e in tribuna c’era mio padre con un paio di miei amici di Udine. Uno dei due si prese un calcio dopo la rete decisiva di Di Natale».

Felipe, tocchi ferro, ma la domanda va fatta: l’Udinese nelle ultime nove gare ha subito sei reti. Firenze è l’esame ideale per voi visto che con la Fiorentina avete subito tantissime reti nelle ultime stagioni.

«Sicuramente sì, anche se in questo arco di tempo abbiamo affrontato Inter, Roma e Milan».