Lotito si sa, non è proprio un personaggio simpaticissimo, in questo momento rappresenta anche il potere del palazzo, insieme ad Adriano Galliani del Milan, per via del “loro” uomo al comando del calcio italiano come Carlo Tavecchio. Oltre a questo, di uscite amare e poco simpatiche anche nei confronti della Fiorentina ne ha fatte tante il presidente della Lazio. Non è dunque un presidente certamente amico e amato dalle parti di Firenze.

Detto questo però, c’è un aspetto su cui bisogna prendere esempio dal presidente romano. Infatti Lotito è anche proprietario di un club di serie B, vale a dire la Salernitana, in questo club praticamente va in scena il laboratorio della Lazio, dai giovani all’allenatore Bollini, lo stesso allenatore che per anni ha guidato con successo la primavera della Lazio ora siede sulla panchina della Salernitana. Stessa sorte sarebbe dovuta capirare a Simone Inzaghi, attuale allenatore biancoceleste che senza il dietrofront di Bielsa si sarebbe andato a fare le ossa a Salerno.

In pratica Lotito usa la Salernitana per la Lazio, non è assolutamente vietato nel regolamento (solo in caso di promozione non si può avere lo stesso presidente, in quel caso ci sarebbe un prestanome) e questo serve molto alla squadra biancoceleste che in questo modo fa crescere in un campionato molto competitivo i propri giocatori piu giovani e anche i suoi allenatori.

Se pensate a questo in ottica Fiorentina sarebbe stato un investimento importante per i Della Valle, in questo modo i giovani talenti di casa viola avrebbero potuto continuare il loro percorso di crescita in serie B con le stesse regole della Fiorentina. Infatti l’ex direttore tecnico viola Edoardo Macia spesso si è schierato a favore delle squadre B proprio perché in questo modo si continuano a seguire le stesse regole e dogmi della squadra madre. Spesso i ragazzi in prestito in giro per l’Italia si perdono anche per via di stili diversi di intendere il calcio in altre piazze e in altre società.

Pensate che uno degli allenatori che più stanno sbalordendo in serie B è il fiorentino Leonardo Semplici al comando della Spal seconda in classifica, quel Semplici pupillo di Corvino nato praticamente come allenatore nel settore giovanile della Fiorentina. Ad un certo punto però, giustamente, la Fiorentina è stata costretta a liberare Semplici per far fare carriera al tecnico. Pensate che se la Fiorentina avesse avuto la “sua” Salernitana oggi Semplici sarebbe il tecnico di quella squadra cosi da essere sempre in orbita Fiorentina e magari essere pronto fra qualche anno per la panchina viola.

Stessa cosa si può dire per tanti giovani viola, in questi anni quanti ne abbiamo persi dopo qualche anno. Infatti non tutti sono giocatori pronti e fortunati da sfondare e convincere al primo anno di prestito. Per Babacar e Bernardeschi è andata bene, a Bernardeschi è bastato un anno a Crotone (38 partite 12 gol) per convincere tutti, a Babacar idem con un anno prezioso in prestito a Modena e poi rientrare alla base fiorentina.

Altri però non sono stati cosi fortunati da convincere subito e la Fiorentina tra un prestito e l’altro li ha lasciati andare, basta pensare a Iemmello classe 92, oggi attaccante del Sassuolo che dopo un paio di prestiti la società ha deciso di cedere per pochi spiccioli a titolo definitivo. Ma ce ne sono tanti altri, come Camporese, Capezzi, Wolski, Empereur. Gente che nel primo anno di prestito non ha convinto e poi magari si rivela buona per la Fiorentina, con la possibilità di creare anche una buona plusvalenza sul mercato.

Insomma l’idea di Lotito è vincente, lo stesso vale anche per il Cagliari che segue la stessa identica logica con l’Olbia in serie C. In attesa che la Lega calcio approvi le squadre B questa mossa sarebbe da copiare, ne gioverebbe il club e tanti giocatori giovani che avrebbero il tempo e la calma per esplodere.

Flavio Ognissanti

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