4 Marzo 2021 · 00:12
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Dove sono finiti ora i giocatori della Fiorentina del 2-3 contro la Juventus nel 2008?

La Fiorentina segna tre gol ed espugna la casa della Juventus con una brillante vittoria, l'ultima volta era accaduto nel 2008. Che fine hanno fatto quei giocatori?

Prima dello 0-3 di martedì sera allo Stadium, l’ultima vittoria della Fiorentina in Serie A contro la Juventus a Torino era datata 2 marzo 2008, con la costante di Cesare Prandelli in panchina: all’Olimpico la Viola si impose 3-2 in rimonta. Sky Sport sul suo sito, ha voluto ricordare i protagonisti di quella fantastica impresa in rimonta

Da Frey a Osvaldo, passando per Papa Waigo, Gobbi e Donadel, vi ricordate i protagonisti di quella impresa? E che fine hanno fatto oggi?

Torino, Stadio Olimpico – 2 marzo 2008. Fiorentina: Frey, Ujfalusi (62′ Osvaldo), Kroldrup, Gamberini, Gobbi; Kuzmanovic, Donadel, Montolivo; Santana (67′ Papa Waigo), Pazzini, Jorgensen. All.: Prandelli

Marcatori: 19′ Gobbi (F), 29′ Sissoko (J), 57′ Camoranesi (J), 76′ Papa Waigo (F), 93′ Osvaldo (F)

SEBASTIAN FREY. Portiere di quella Fiorentina era l’eccentrico francese, una bandiera a Firenze con le sue sei stagioni e le 175 presenze accumulate tra il 2005 e il 2011. A 40 anni, Frey resta sempre molto legato ai colori della Fiorentina, come si evince dai suoi post su Instagram. Papà a tempo pieno, ha aperto un’Academy per giovani portieri e gira il mondo per le partite delle Legends. Qualche mese fa ha rischiato la vita a causa di un virus autoimmune

THOMAS UJFALUSI. In difesa sulla fascia destra c’era il terzino ceco, dal 2004 al 2008 a Firenze, dove ha collezionato 123 presenze e 2 reti. Dopo aver chiuso la sua carriera da calciatore allo Sparta Praga nel 2013, Ujfalusi ha intrapreso la carriera di commentatore televisivo, forte della sua esperienza ad alto livello europeo con le maglie di Fiorentina, Amburgo, Atletico Madrid e Galatasaray, oltre che alle 78 presenze con la maglia della Repubblica Ceca

PER KROLDRUP. Dopo essersi fatto conoscesere a Udine, il difensore danese sbarca a Firenze nel gennaio 2006, rimanendoci fino al 2012. Sono 146 le presenze totali in maglia viola, con 7 reti. Conclusa l’esperienza a Firenze, Kroldrup ha indossato le maglie di Pescara e Olhanense, chiudendo la carriera a 35 anni in Portogallo. Il danese ha il patentino da allenatore, ma al momento non ha ancora guidato alcuna squadra. “Prima voglio girare un po’ il mondo”, ha detto in una recente intervista a Radio Bruno

ALESSANDRO GAMBERINI. Al centro della difesa ecco il giocatore classe 1981, 194 e 6 gol con la Fiorentina dal 2005 al 2012. Napoli, Genoa e Chievo sono state le tre squadre successive all’esperienza con la Fiorentina, con Gamberini che ha chiuso la sua carriera nel 2018 in gialloblu. L’ex difensore della Nazionale (8 presenze e il titolo di campione d’Europa con l’Under 21 nel 2004) è attualmente il vice-allenatore della Virtus Verona, squadra che milita in Serie C

MASSIMO GOBBI. Il difensore segnò all’Olimpico di Torino contro la Juve il gol che sbloccò il risultato, battendo un certo Gigi Buffon, in panchina martedì sera allo Stadium. Per Gobbi cinque stagioni a macinare chilometri sulla fascia sinistra della Viola tra il 2006 e il 2010. Dopo aver lasciato Firenze, Gobbi (1 presenza in Nazionale) ha vestito anche le maglie di Parma e Chievo, chiudendo la carriera nel 2019 con gli emiliani. Oggi copre il ruolo di commentatore televisivo a DAZN

ZDRAVKO KUZMANOVIC. Il centrocampista serbo con cittadinanza svizzera era il baby di quella Fiorentina di Prandelli, appena 20enne ai tempi del successo all’Olimpico. Kuzmanovic restò a Firenze dal 2007 al 2009, collezionando 70 presenze con 3 reti. Lasciata Firenze, Kuzmanovic ha giocato con Stoccarda, Udinese, Malaga e Basilea. Proprio in Svizzera ha giocato l’ultima stagione, prima di restare svincolato. Al momento è a caccia di un ingaggio, forte anche delle sue 50 presenze (con 6 gol) con la Nazionale serba

MARCO DONADEL. Metronomo di corsa, fatica e grande geometria, era uno dei pilastri di quella Fiorentina di metà anni Duemila. In viola dal 2005 al 2011, ha collezionato 184 presenze e 4 reti in Toscana. Dopo Firenze, Donadel ha giocato a Napoli e Verona, chiudendo la carriera a 35 anni in Canada con i Montreal Impacts. Entrato a far parte del settore giovanile della Fiorentina, è attualmente uno dei collaboratori tecnici di Prandelli, oltre che allenatore dell’Under 17 viola

RICCARDO MONTOLIVO. L’enfant prodige sbarcato a Firenze nel 2005 dopo aver esordito con l’Atalanta, è il cervello di quella Fiorentina di Prandelli. Con la Viola dal 2005 al 2012 colleziona 219 presenze e 17 gol. L’anno prima era stato insignito del premio di miglior giovane del campionato. Montolivo termina la sua esperienza a Firenze nel 2012, approdando al Milan a parametro zero. Diventa capitano dei rossoneri, chiudendo il capitolo nel 2019. Un anno fa circa, annuncia il suo ritiro dal calcio, non senza qualche polemica. Vanta 66 presenze in azzurro, con l’argento a Euro 2012 proprio sotto la guida di Cesare Prandelli.

MARIO SANTANA. La fantasia e la ‘garra’ erano il pane quotidiano di uno degli esterni d’attacco migliori del torneo, protagonista anche con la maglia della Nazionale argentina. Santana resta a Firenze dal 2006 al 2011, con 15 reti in 108 presenze. Dopo Firenze, Santana cambia ben 8 squadre: dal Napoli all’Olhanense, passando da Frosinone, Genoa, Pro Patria, Torino e Cesena. L’ultima tappa è davvero romantica, Palermo, dove si era fatto conoscere al grande calcio. Con i rosanero dal 2019 in Serie D, è attualmente leader e veterano della squadra impegnata in C

GIAMPAOLO PAZZINI. Il bomber, seppur all’asciutto in quel match di Torino. ‘Pazzo’ era arrivato a Firenze nel 2005 dall’Atalanta come il ‘gemello’ Montolivo. Per lui 25 reti in 108 presenze tra il 2005 e il 2009. Lasciata Firenze, Pazzini indossa le maglie di Sampdoria, Inter, Milan, Levante e Verona, squadra che riporta in Serie A e con cui chiude la carriera nel 2019-20. Nel suo futuro due strade: direttore sportivo o allenatore

MARTIN JORGENSEN. Il danese garantiva all’attacco della Viola sostanza e qualità. Esterno di centrocampo ‘prestato’ alla fase offensiva, ha giocato a Firenze dal 2004 al 2010, dopo aver impressionato con la maglia dell’Udinese. Con la Viola 151 partite e 14 reti. Il danese, lasciata la Fiorentina, ha chiuso la carriera in Danimarca con l’Aarhus, squadra che l’aveva lanciato nel grande calcio. Dopo essere entrato a far parte dello staff tecnico della Nazionale (oltre 100 presenze), a 45 anni Jorgensen è impegnato con la famiglia e come commentatore televisivo

PAPA WAIGO. In quel match di Torino, il senegalese entrò dalla panchina per rivoltare la partita come un calzino. Suo il gol del momentaneo 2-2. In quella sua prima parentesi a Firenze, collezionò 8 presenze e appena 2 reti. Classe 1984, Papa Waigo è ancora in pista: attualmente milita nel Masafi Sports Club negli Emirati Arabi. Dopo la Fiorentina ha indossato anche le maglie di Lecce, Southampton, Grosseto e Ascoli, emigrando poi negli Emirati. Nel 2018-19 è stato tesserato per qualche mese con la Folgore Caratese in Serie D

DANIEL OSVALDO. Un altro ‘enfant prodige’ di quella Viola: subentrato a metà della ripresa, fu suo il colpo del ko in pieno recupero che fissò il punteggio sul definitivo 3-2. Con la Fiorentina ha collezionato 21 presenze e 5 reti tra il 2007 e il 2009. Dal punto di vista calcistico, la carriera di Osvaldo è proseguita fino al 2016, anno in cui ha annunciato il ritiro ad appena 30 anni per dedicarsi al suo grande amore, la musica. Dopo la Fiorentina, Osvaldo ha girato il mondo: tra le maglie indossate quelle di Roma, Juventus (uno scudetto vinto), Inter, Espanyol, Southampton, Porto e Boca Juniors. A inizio 2020 è stato tesserato dal Banfield, dopo quasi quattro anni di inattività

CESARE PRANDELLI. In panchina, anche all’ora, c’era il tecnico bresciano, che di fronte si trovava Claudio Ranieri. Arrivato nel 2005 alla guida della Fiorentina, vi resterà sino al 2010, lasciando solo dopo la chiamata della Nazionale. Con la Viola in totale vanta 248 panchine (121 vittorie, 57 pareggi e 70 sconfitte). Quasi tredici anni più tardi, in un teatro diverso (lo Stadium contro l’Olimpico), Prandelli era l’unica costante di quella squadra che espugnò Torino nel 2008. L’altra era seduta sull’altra panchina, quella della Juventus, e rispondeva al nome di Gigi Buffon.

E DAGLI STATI UNITI E’ ARRIVATA LA LETTERA DI COMMISSO PER TUTTO L’AMBIENTE VIOLA

Commisso: “Regalo eccezionale contro la Juventus. La strada è ancora lunga ma arriveranno soddisfazioni”

 

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