24 Gennaio 2021 · 23:45
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Di Natale: “Non mi aspettavo queste difficoltà dei viola, Prandelli bravo e conosce ambiente, risorgeranno”

Di Natale ex goleador di Empoli e Udinese parla del momento della Fiorentina e si dichiara sorpresa dell'attuale posizione di classifica

Mg Milano 19/10/2013 – campionato di calcio serie A / Milan-Udinese / foto Matteo Gribaudi/Image Sport
nella foto: Antonio Di Bartalesi

Di Natale ex bomber dell’Udinese ai microfoni di tuttomercatoweb.com affronta svariate tematiche, tra cui anche le proprie impressioni sul difficile momento della squadra viola.

Si aspettava queste difficoltà da parte della Juve?
“Ci sono stati tanti cambi, la squadra è giovane e l’allenatore è nuovo, c’è bisogno di un po’ di tempo però è sempre lì. I bianconeri hanno vinto negli ultimi 9 anni ma ora tante squadre sono migliorate ed è bello anche così”.

Morata se lo aspettava così decisivo?
“Sì, è un grandissimo attaccante, Andrea (Pirlo, ndt) lo ha voluto perchè sapeva che sarebbe stato importante, lo aveva già dimostrato in Italia, gioca da prima punta e da seconda e fa gol”.

E le difficoltà di Dybala?
“Càpita un periodo difficile, negli ultimi due mesi è un po’ giu però deve capire che ci sono tanti altri bravi calciatori là davanti e deve dimostrare tutto il suo grande valore”.

Dal punto di vista tattico come va inquadrato?
“Deve esserci o lui o Morata, Andrea gioca in modo diverso rispetto alla Juve del passato: non credo che Paulo possa giocare con Morata e Ronaldo, sarebbe difficile sostenere tre punte più Chiesa visto che Pirlo vuol giocare con l’ex viola”.

Lukaku invece che impressione le fa?
“Lukaku è uno dei più forti al mondo, ha potenza, tiene palla, fa salire tutti, segna. E’ una forza della natura”

E Ibra?
“Ibra ha 41 anni ma sembra ne abbia 28. Fa la differenza, fisicamente sta benissimo, ha già fatto dieci gol e trascina tutto il gruppo”.

Immobile sempre più conferma…
“Sta dimostrando il suo valore, anche ieri ha fatto un partitone. Nella Lazio si trova alla grande speriamo faccia bene anche in Nazionale”
In azzurro oltre che nel Napoli va forte Insigne…
“E’ un grande giocatore, il suo valore è indiscutibile e deve continuare così. Deve provare a far qualche gol in più. Mi assomiglia per come gioca, per la capacità di toccare la palla anche se lui è più esterno”.

C’è chi sostiene che anche Raspadori possa assomigliarle, che ne pensa?
“Un po’, può essere. E’ un bel giocatore, si vede che ha dei numeri che possono ricordare i miei di quando ero giovane. Poi è chiaro che nel calcio devi dimostrare sempre, partita dopo partita”.

Veniamo a De Paul: che cosa gli consiglia per il suo futuro?
“E’ un giocatore importante per l’Udinese, ha dimostrato attaccamento alla maglia anche nelle difficoltà. Sta dando tanto alla squadra, anche da capitano. Per il suo futuro dipende da lui se vuol restare o meno. Di sicuro ora è un top player. Dipende da lui dicevo e anche dalla società. Bisogna vedere se eventualmente arriva un’offerta da 40-50 milioni”.

Si aspettava le difficoltà della Fiorentina?
“No, non mi aspettavo queste difficoltà dopo che era partita anche abbastanza bene. Ora vedo una squadra in preda alla paura: è chiaro che nel calcio i risultati contano molto e si fa fatica quando sei alle prese con una realtà di classifica difficile. Comunque Prandelli è bravo e conosce l’ambiente, c’è da lavorare pur sapendo che la squadra è buona”.

Da napoletano il suo ricordo di Maradona?
“Diego per un napoletano è solo da ringraziare, è il più forte del mondo. L’ho conosciuto a Milano e ho giocato con lui a Roma per la partita benefica voluta dal Papa nel 2016, per me era un sogno che si realizzava. E’ stato il regalo più bello che potesse arrivarmi”.

L’Empoli tornerà in serie A?
“E’ una grande squadra e c’è un ottimo allenatore. Vedo al tempo stesso tante altre formazioni attrezzate come ad esempio solo per citarne alcune, Spal, Lecce, Frosinone”.

Quando sarà un allenatore a tutti gli effetti che tipo di calcio vorrà proporre? Quali sono i suoi modelli?
“Ho preso da tutti gli allenatori che ho avuto, mi piace fare un percorso con i ragazzi, magari con una Primavera e poi un salto di qualità. Preferisco ad ogni modo fare un passo alla volta”.

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