Questo l’articolo di Giampaolo Marchini che troviamo sulla pagine del Qs questa mattina, l’articolo affronta il tema delle giovani pianticelle viola:

“Ma che fine hanno fatto le pianticelle viola che Corvino aveva orgogliosamente messo a dimora e che, per un motivo o per un altro, sono rimaste nella serra, o meglio, sulla panchina?

Andando a ripercorrere l’utilizzo di alcuni giovani il super sfruttamento dei big è inevitabile. Qualche cifra per rendere chiaro il concetto. Federico Chiesa aveva iniziato alla grande, debuttando dal primo minuto contro la Juventus a Torino, salvo poi uscire dopo un tempo, per poi ‘scomparire’ a lungo prima di tornare sotto i riflettori nelle ultime partite. Quattro apparizioni in campionato durate in tutto 105 minuti, cioè 26 di media.

Decisamente peggio è andata a Hagi (’98), Diks (’96) e Toledo (’96). Il figlio d’arte ha debuttato a Cagliari per 19’, mentre il difensore olandese si è dovuto accontentare di soli 7 minuti sempre nella partita di Cagliari. Per non parlare di Toledo che fino a questo momento ha giocato solo con la Primavera con sorti alterne prima di infortunarsi. Troppo poco per quello che era forse il più atteso di tutti i giovani arrivati questa estate.

Pianticelle un po’ cresciute sono Cristoforo (classe ’93) e Olivera (’92), ma anche per loro il campo è arrivato a singhiozzo per il primo, un po’ meglio per il terzino sinistro uruguaiano. Ma siamo sempre lontani a un possibile utilizzo che si avvicini ad una vera e propria alternativa per i ‘titolarissimi’.

I due senior senior sottoulilizzati sono Babacar e Zarate. Per quest’ultimo il discorso è ormai diventato un caso. Per l’argentino ormai pare sia arrivato il momento dei titoli di coda. Se in due partite, in Europa League e campionato, sono arrivati due bocciature (non entrato per decisione dell’allenatore) consecutive, difficile pensare che alla ripresa delle ostilità per Maurito possa esserci un’inversione di tendenza. I numeri per lui parlano chiaro: 68’ (22’ di media) in campionato, spiccioli in Europa League. E’ probabile che a gennaio le strade dell’argentino e della Fiorentina si separeranno con reciproca soddisfazione. Peccato. Ma se dovesse partire sarà necessario rimpolpare il reparto degli attaccanti che, altrimenti, avrebbe un’altra ‘coperta corta’.

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