È lui, Lucas Torreira, uruguaiano classe 96 il rinforzo ideale per questa Fiorentina. Giovane e di grande talento. Oggi se lo gode la Sampdoria che gli ha messo una clausola di rescissione pari a 25 milioni di euro. Per chi non lo conoscesse si tratta di una reincarnazione di David Pizarro, uno che in riva all’Arno ha fatto vedere, insieme con Borja Valero, il miglior calcio nella storia della Fiorentina o quasi.

Torreira sarebbe, in un colpo solo, la risposta a tanti problemi e accuse che oggi invadono la realtà viola.

1) Un centrocampo ordinato ma con poca tecnica e inventiva di gioco. Uno dei difetti della squadra di Pioli è quello di avere una squadra ordinata e ben messa in campo ma non capace di dettare i tempi della manovra con giocatori tecnici e in grado di dare un gioco alla squadra. Badelj è bravo ma non è un regista, 4-3-3 o 3-5-2 che sia serve un giocatore in grado di creare gioco. Un regista.

2) Un investimento alla portata delle casse della società dato che c’è un attivo di bilancio pari a 40 milioni dopo le ultime cessioni estive con un ingaggio, quello del regista blucerchiato, assolutamente alla portata del bilancio di Viale Fanti.

3) La risposta a chi accusa la Fiorentina di sopravvivenza e di poca ambizione. Come per Simeone, quello di Torreira sarebbe un colpo per dimostrare non solo all’ambiente viola ma a tutto il calcio italiano, che la società viola c’è e che si vuole rilanciare e migliorare con giovane di valore e con giocatori di livello (vedi Pezzella, Astori e Badelj)

Pioli ha fatto notare a Corvino e a Diego Della Valle, nei suoi continui confronti, di come a questa squadra manchi anche e soprattutto di un esterno di valore. Bernardeschi non è stato mai realmente sostituto.

In tutti i moduli su cui sta lavorando l’allenatore viola è fondamentale avere due esterni di un certo spessore. Da una parte c’è uno straordinario Federico Chiesa, dall’altra il posto è vacante dato che sia Thereau (non è un esterno) e sia Gil Dias (scommessa) non possono soddisfare a pieno le richieste tattiche del tecnico.

Si pensa già al mercato di gennaio ma il campo domenica offre un esame importante. Il Benevento è una squadra che ha avuto un cammino imbarazzante ma domenica si gioca tutto in casa. Vincere vuol dire dare continuità ai risultati e affrontare la partita di mercoledì prossimo contro il Torino con la serenità e la determinazione giusta. Il tranello psicologico è dietro l’angolo.

 

Flavio Ognissanti 

 

 

Comments

comments