Valcareggi: “Ho sempre sognato di lavorare per la Fiorentina, ma al Viola Park non posso entrare”
Dai ricordi in maglia viola alle critiche al VAR: gli amici di una vita e quel sogno viola mai realizzato.
Intervistato da La Nazione in occasione dei suoi ottant’anni, Furio Valcareggi ha ripercorso con nostalgia alcune tappe della sua vita fiorentina, alternando ricordi personali e riflessioni sul calcio di oggi.
“Giocavo mediano, ma ero lento”, racconta sorridendo, tornando ai tempi della Rondinella Marzocco, quando “era davvero un altro mondo”. Poi una stoccata al calcio moderno e al VAR: “Sono nemico del VAR. Il bar va bene, quello dove la gente discute ancora di calcio. Oggi per un millimetro di fuorigioco ti annullano un gol… ma via. E poi tutti quei cartellini gialli se uno si toglie la maglia”.
Parlando delle persone più importanti della sua vita, Valcareggi cita gli amici di sempre: “Giancarlo Antognoni è una persona fantastica, così come Paolo Bacciotti. Con Pino Vitale abbiamo riso tantissimo”. Un pensiero speciale anche per il suo storico collaboratore Giulio Marinelli, “al mio fianco da quarant’anni”, e per Maurizio Romei, legato alla Settignanese, “l’ultima casa di mio padre”.
Infine, una confessione dal sapore amaro sul rapporto con la Fiorentina: “Ho sempre sognato di lavorare per la Fiorentina, ma non ho un grande rapporto con gli americani. Al Viola Park non posso entrare…”.