Javier Portillo? Ve lo ricordate?

Passano gli anni e il pallone rotola veloce, sempre più veloce oltre che sempre più sgargiante. E intanto, inevitabilmente, dimentichiamo le cose, le grandi cose e le piccole cose e anche le cose che avrebbero potuto essere e non sono mai state.

Soprattutto quelle. Forse qualcuno si ricorda ancora di Javier Portillo, sicuramente molti si ricordano di Christian Riganò. Ma pochissimi, se non nessuno a parte i diretti interessati e qualche anima in pena, ricorda che per un’estate e qualche brandello di autunno è sembrato che Portillo e Riganò potessero diventare una coppia gol straordinaria, perfettamente complementare, assolutamente entusiasmante.

Riganò e Portillo dopo un gol

La Fiorentina entra in scena con un colpo da maestri: fiutata l’aria di divorzio che tira nella Casa Blanca, il direttore generale Fabrizio Lucchesi vola a Madrid e trova l’accordo su tutto (tranne il diritto di riscatto, che il Real non concede), superando la concorrenza di Brescia e Lazio. Il 29 luglio 2004 Portillo è un giocatore della Fiorentina e i paragoni importanti si sprecano: Gerd Muller, Paolo Rossi, per Mondonico “Filippo Inzaghi: si muove sempre sulla linea dei difensori ed è nato per fare gol”. Per poi aggiungere, scoccando una frecciatina alla dirigenza, “è una prima punta come Riganò, ma posso anche modificare il 4-3-2-1 che sto sperimentando…”.

Portillo sbarca a Firenze gasatissimo e con un quintale di gel in testa. Promette massimo impegno (chi non lo fa?) per riconquistarsi il Real, non prima però di aver portato la Fiorentina in Coppa Uefa o, perché no, in Champions. Mondonico, però, non aveva parlato a caso: il titolare dell’attacco è Riganò, e quando non gioca lui a Portillo viene preferito anche Fantini. Tanto valeva fare la riserva di quelli galattici.

Il Corriere dello Sport annunciava così l’acquisto di Portillo da parte della Fiorentina

Il goleador delle giovanili del Real affiancato dal goleador della rinascita della Fiorentina. Viganò, bomber di Lipari, isola del Tirreno brutalizzata dal turismo e dalle cave di pomice, insieme al bomber di Aranjuez, piccolo e comune appoggiato sulle rive del Tago, fiume che inverdisce le sue terre nell’arida provincia madrilena. Come il Tirreno e come il Tago, Riganò e Portillo sono fatti di una sostanza simile ma non identica, acqua di mare e acqua di fiume. E come il mare e il fiume, potevano incontrarsi in un’effusione o darsi le spalle e non salutarsi mai.

Questa è la cronaca di un breve momento, che poteva essere molto più lungo e diventare una storia d’amore ma alla fine, forse, avrebbe dovuto essere ancora più breve e non esistere del tutto.

I testi che seguono sono tratti dall’archivio storico della Gazzetta dello Sport.

28 luglio
Portano Portillo a Firenze
La Fiorentina stringe i tempi per Portillo. Con un blitz a Madrid il direttore generale della Fiorentina, Fabrizio Lucchesi, ha dato una decisa spallata al progetto: strappare il 22enne spagnolo Javier Garcia Portillo al Real Madrid e soprattutto alla concorrenza di altre squadre italiane. Attaccante di talento, classe ‘ 82, Portillo, dopo una stagione non proprio esaltante (per lui 18 presenze nella Liga e 1 solo gol) con i blancos, in cui non è mai riuscito a trovare abbastanza spazio, sarebbe ben felice di venire in Italia in cerca di riscatto in un club ambizioso come la Fiorentina.

30 luglio
Portillo, un «niño» sulle orme di Batigol
«Sono qui per puntare alla coppa Uefa e, chissà, magari anche alla Champions League». Basta ascoltare le prime parole di Javier Portillo per capire che effetto fa la Fiorentina targata Della Valle […] Resta aperta la caccia ad un altro attaccante di grande qualità, quello che renderebbe molto più concrete le possibilità di partenza di Christian Riganò, che appare vicino al Genoa. […] «Ho visto – prosegue Mondonico – che viene accostato a grandi del passato come Gerd Muller o Paolo Rossi. A me ricorda molto Filippo Inzaghi, è uno che si muove sempre sulla linea dei difensori, è nato per fare gol. E’ una prima punta, come Riganò, ma io ho avuto spesso due punte centrali e posso anche modificare il 4-3-2-1 che sperimentiamo qui a Vigo».

4 agosto
Nella ripresa l’ esordio del gioiellino Portillo
TRENTO – Portillo esordirà con la maglia della Fiorentina nel secondo tempo della sfida con la Sampdoria. […] Chi non giocherà di sera e i convalescenti disputeranno al mattino una partitella non ufficiale, che sarà la prima uscita stagionale di Riganò.

5 agosto
È una Fiorentina da rimonta
Vince la vecchia Fiorentina, quella pane e salame, impreziosita da un Portillo che di «galactica» per il momento ha solo la percentuale realizzativa: un tiro un gol, e poco importa se ad aiutarlo è un rigore più che dubbio servito ai viola dall’ arbitro Gava. Mondonico può sorridere soddisfatto: la sua Fiorentina, incompleta a causa di assenze importanti come quelle di Riganò, Dainelli, Ujfalusi e Nakata, e solo abbozzata a causa del mercato in corso, ha mostrato carattere e determinazione.

10 agosto
Mondonico studia Portillo «Deve entrare in forma»
«Se Portillo fa grandi cose – ha spiegato il tecnico – potrebbe entrare in concorrenza per il posto di Vryzas. […] Il centravanti proveniente dal Real Madrid è la grande curiosità: ha già dimostrato di possedere un tiro potente e preciso, in particolare con il piede sinistro, per il resto è un mistero. […] Anche i compagni ne scrutano i comportamenti, provano a consigliarlo e cercano di farlo parlare. Portillo, infatti, dorme in camera con il suo connazionale Helguera, mossa fatta per facilitarne l’ ambientamento, ma questo, probabilmente, frena i suoi progressi con l’ italiano. In campo lo salva l’ istinto. […] Riganò e Nakata (ieri sono stati assegnati i numeri: il giapponese ha preso il 10) lavorano a parte per precauzione.

11 agosto
La fiera del gol per Mondonico
Se fosse l’ applausometro a decidere chi sarà il centravanti della Fiorentina sabato contro il Piacenza nell’ esordio in coppa Italia, non ci sarebbero più dubbi: Javier Portillo ha già conquistato i tifosi viola e lo ha fatto da «vero galactico». […] Portillo ha vinto il duello a distanza con Vryzas: tre gol contro uno, anche se scalzare il centravanti campione d’ Europa dal ruolo di titolare sarà dura. […] Mondonico  sembra aver già deciso tutto per la sfida di Piacenza e, in assenza di Riganò, pare puntare su Vryzas. […] Riganò sta affrontando un lavoro personalizzato per potenziare la sua straordinaria macchina da gol. Presto si unirà al gruppo e nel frattempo dovrebbe pure discutere il rinnovo del suo contratto.

14 agosto
Fiorentina, che staffetta
NORCIA (Pg) Zizis Vryzas e Portigol si dividono la Fiorentina. Il campione europeo e il galactico sfideranno il Piacenza a turno.

15 agosto
Fiorentina, non basta Portillo
Stavolta lo spagnolo non segna, ma il suo ingresso mette in difficoltà il Piacenza. […] Le assenze di Riganò, Maresca, Ujfalusi e Nakata sono pesanti.

19 agosto
Contro le glorie versiliesi il tandem Riganò-Portillo
CASTELNUOVO GARFAGNANA (Lu) – Viola in campo stasera (ore 18) a Forte dei Marmi in un match a scopo benefico. FIORENTINA (4-4-2): Lupatelli; Maggio, Dainelli, Ujfalusi, Savini; Di Livio, Obodo, Fontana, Guigou; Riganò, Portillo.

20 agosto
Fiorentina: Coloccini nel mirino
In amichevole Mondonico sceglie il 3-5-2, ma manca un centrale. Fiorentina-Rappresentanza Forte dei Marmi 4-0. […] Portillo segna il suo primo gol a 30simo del primo tempo. Riganò, contrariamente alle previsioni, non ha giocato.

26 agosto
Adesso spunta Simic e intanto torna Riganò
Nell’amichevole con la Sangiovannese (serie C1) si è rivisto in campo Riganò, al suo esordio stagionale, schierato da Mondonico per quasi mezz’ ora. […] Portillo resta in campo per tutta la partita, da perfezionare l’intesa con il bomber di Lipari. A segno Vryzas e Maggio.

2 settembre
Riganò non tradisce mai
In attesa delle sue stelle, la Fiorentina si affida al solito cannoniere e a Portillo. […] Il tecnico ne approfitta per sperimentare con calma il duo d’ attacco Riganò-Portillo e torna al vecchio 4-4-2, riportando Maggio sulla linea dei difensori. […] Portillo cerca di rendersi utile alla causa, si muove con intelligenza e si fa trovare nella posizione giusta per colpire. Prova a rendersi utile in fase di contenimento, ma senza continuità. Riganò è il solito terremoto, schianta la difesa a suon di colpi di testa e dirige la manovra d’ attacco con tocchi sapienti e calibrati. E pensare che è rimasto in bacino di carenaggio fino a una settimana fa. […] Papa Waigo, dal limite dell’ area, cerca di alleggerire ancora su Van Stratten, ma incredibilmente non si accorge della presenza di Riganò, che controlla il pallone e deposita in rete. […] Ficcadenti ha un sussulto e prepara la sostituzione degli attaccanti, con Bogdani e Cossu pronti a prendere il posto di Fummo e Papa Waigo, ma Portillo ne anticipa le mosse. Su un tocco di Riganò, infatti, Comazzi sbaglia clamorosamente il controllo e per Portillo il 2 a 0 è un vero giochetto. […]  La notizia del 3 a 0 di Como, infatti, spinge ancora in avanti la Fiorentina ed esalta Riganò. Il centravanti, alla sua seconda uscita ufficiale, appare già in discreta forma, si batte come un leone e centra la sua doppietta personale. […] L’ ultimo sussulto lo regala, invece, ancora Riganò. Stavolta il lancio in profondità è di Piangerelli, l’ errore è sempre di Pinali, ma la conclusione di sinistro del centravanti è altissima.

5 settembre
Portillo è sotto esame con Messina e Reggina
L’ allenatore, così, punterà lo sguardo su Javier Portillo: giocherà a destra del tridente, al fianco di Riganò e Fantini, e dovrà dimostrare di meritare un posto nella Fiorentina vera che adotterà il 4-2-3-1 e che vedrebbe Riganò con alle spalle Jorgensen, Nakata e Miccoli. «Ma Portillo – spiega Mondonico – non può essere solo un’ alternativa». Per il galactico, insomma, è il momento della svolta.

6 settembre
Sol Levante Viola calante
Doveva essere, come detto, la giornata di Portillo, ma la maledizione che sembra seguire come un’ ombra la Fiorentina ha impedito a Mondonico di effettuare anche questo esperimento. Il tecnico, infatti, voleva provare lo spagnolo come attaccante esterno di destra, e in quella posizione lo ha impiegato negli ultimi dieci minuti della prima gara. Nella seconda, invece, l’ allenatore ha poi preferito tenere a riposo Riganò, in difficoltà contro la Reggina, e Portillo ha giocato, pure abbastanza bene, come centravanti. […]
PORTILLO (Fiorentina) – Nei primi 45′ contro la Reggina inizia male, servendo un pallone in orizzontale arpionato da Ganci. Impegna Pavarini su punizione. Con il Messina stupisce per un gran tiro dal limite dell’ area finito a lato di pochissimo. Un ottimo Storari gli nega il gol, riuscendo a deviare una sua conclusione al termine di una splendida azione di contropiede ben orchestrata da Arrigoni.
RIGANO’ (Fiorentina) – Contro la Reggina non si vede molto. Braccato da Cannarsa e Zamboni, non si libera quasi mai. Ha risentito, forse, di una botta al ginocchio destro nella rifinitura.

7 settembre
Portillo il lusso parte da fermo
FIRENZE- Portillo che segna, che spara tiri potenti con il suo sinistro, che gioca, convince e finisce in panchina. Ma la verità è che per il giovane talento gigliato il tempo dei sorrisi potrebbe già essere finito. Sul campo del nuovo stadio di Messina rischia di aver esaurito il suo momento di gloria. Da domenica per lui la strada si farà tremendamente in salita e a quel punto conterà poco il fatto che provenga dal Real Madrid e che abbia battuto ogni record di gol nei campionati giovanili spagnoli. […] Portillo è un centravanti puro, uno da area di rigore, ma non ha la forza fisica e la resistenza per reggere da solo l’ urto di una difesa di serie A. Non ha, insomma, la forza fisica di un Vieri o un Riganò né la capacità aerobica di un Inzaghi o un Miccoli. […] Portillo avrebbe una chance solo in uno schieramento d’ attacco a due punte, strada che Mondonico non pare intenzionato a percorrere in questo avvio di campionato, ma anche in quel caso si ritroverebbe ad affrontare la concorrenza agguerrita di Riganò e Miccoli. L’ allenatore ha cercato inutilmente di creargli una corsia preferenziale, domenica a Messina voleva provarlo come esterno destro in un attacco con Riganò e Fantini, ma l’ assenza forzata del primo ha fatto svanire l’ esperimento ed ora di tempo per semplici prove non ne è rimasto più. «Volevo – è la spiegazione di Mondonico – provare a impostarlo sulla destra, là dove potrebbe convergere verso il centro e sfruttare al meglio il suo ottimo sinistro». […] Lo staff tecnico gigliato ha già preparato un progetto importante che prevede per il «galactico» un lavoro di potenziamento notevole, da effettuarsi, però, con calma e cautela. «C’ è una cosa – conclude Mondonico – che non devi mai togliere ad un giocatore, ed è il suo istinto. Non si può prendere uno e metterlo su un binario pretendendo che si muova come un robot». Per Portillo, così, la scuola di italiano inizierà dalla palestra.

12 settembre
Riganò per stupire
Tarda il rinnovo con i viola ma Mondonico crede in lui. Il tecnico: «Voglio vedere se farà ancora il guascone o se avrà timore dell’Olimpico». Lo farà guidando l’ attacco della Fiorentina, nonostante la concorrenza del «galactico» Portillo, lui che è nato e cresciuto sull’isola di Lipari, terra di vulcani più che di calciatori.

14 settembre
Guaio viola: Riganò fuori per un mese Portillo, 6 gare per conquistare Mondo
Più facile che venga concessa una chance a Portillo, che, però, potrebbe costringere Mondonico a rivoluzionare subito il progetto improntato al 4-2-3-1, proprio quando il tecnico si apprestava a fare gli ultimi collaudi dopo il recupero di Nakata.

11 ottobre
Portillo in un tridente Mondonico cerca i gol
«Sono in forma, ho una gran voglia di far felici i tifosi che mi stimano». E Riganò (contratto in arrivo) sta guarendo. FIRENZE – Vamos Javier Garcia Portillo. Questa stella nascente del calcio spagnolo, chiuso nel Real Madrid da Ronaldo, era arrivato alla Fiorentina per imparare e conoscere con calma il campionato più difficile del mondo. Ma a causa dell’infortunio di Riganò nella prima giornata di campionato, è stato chiamato subito a grosse responsabilità.

22 ottobre
Fiorentina, allarme Riganò: oggi nuovi controlli medici
Portillo in grande spolvero. FIRENZE – Mondonico recupera Maresca e Maggio, ma non Riganò. Il centravanti ieri ha disertato l’amichevole contro il Poggibonsi (6 a 1, 2 gol di Portillo, uno a testa per Nakata, Delli Carri, Piangerelli, Obodo): oggi sarà sottoposto a nuovi accertamenti.

Il 25 ottobre, viene esonerato Mondonico. La squadra viene affidata a Sergio Buso

16 novembre
In Coppa col Parma ecco Riganò-Portillo
FIRENZE – Ripartono oggi gli allenamenti per la gara di sabato col Parma di coppa Italia. Possibile l’ utilizzo della coppia Riganò-Portillo. Buso schiererà chi ha giocato meno finora.

21 novembre
Fiorentina, solo gol in spagnolo
Doveva essere, come si è detto, la serata di Javier Portillo, lo spagnolo fantasma, quello che tutti attendevano come un nuovo eroe e che invece nessuno ha mai visto diventare protagonista. E lui non si è fatto pregare. Buso gli ha concesso una chance e l’ ha sfruttata a dovere, anche se per farlo ha dovuto addirittura rubare il pallone vincente ad un certo Riganò.

PORTILLO 7 Oltre al gol solo una discreta punizione, ma lui la sua chance la sfrutta alla perfezione.

RIGANO’ 6 Bravissimo nello smistare il gioco, per un giorno lascia il compito del gol ad un compagno.

21 novembre
«Triste la panchina, ma non mollo»
Riganò è uscito dopo un’ ora come previsto. Domenica a Messina in campionato sarà ancora in campo dall’ inizio. Portillo e Valdes sono stati i goleador di turno.  […] Portillo felice per gli applausi del pubblico e per il gol realizzato. «Sono contento di essere della Fiorentina perché è una grande squadra. E anche perché l’ allenatore, compagni e tifosi mi danno fiducia. Dopo questa prova spero però di giocare di più … La panchina mi rende triste. Comunque intendo restare a Firenze fino a giugno come previsto nel contratto». Pure il direttore generale viola Lucchesi ha ribadito: «Portillo non tornerà in Spagna a gennaio in nessun caso. A noi non interessa se il Real Madrid è rammaricato perché finora il ragazzo ha giocato poco».

22 novembre
Portillo si ricicla per conquistare un posto
Javier Portillo per tutti nella Fiorentina è semplicemente il bambino. Solo sabato, contro il Parma, infatti, Portillo ha sconfitto la nostalgia e allontanato la rabbia ed è per questo che ha annunciato con gioia il suo obiettivo: «Io voglio restare qui – ha detto – almeno fino a giugno, poi decideranno Fiorentina e Real Madrid. A gennaio non mi muovo». […] Con Buso, infatti, i suoi pochi minuti di impiego erano diventati 0. Sì, proprio così. Si sentiva escluso, lui che voleva mettere in discussione la leadership di Raul e Ronaldo, doveva mordere il freno alle spalle di Miccoli e Fantini. […]  Lui sapeva e sperava che il ritorno di Riganò avrebbe potuto aiutarlo, l’ariete di Lipari, infatti, poteva colmare la sua lacuna più evidente: la mancanza di peso. Per questo ha raddoppiato l’ impegno e ha iniziato pure a studiare da esterno. Ecco il varco. Se Riganò sarà un titolare indiscusso, come Miccoli, nell’ ipotetico 4-2-3-1, immaginato dai dirigenti della Fiorentina, lui potrà trovare spazio solo largo a destra ed è lì che ha concentrato la sua attenzione, allenandosi a correre anche in difesa e ad accentrarsi per il tiro. Ora, però, Portillo deve fare l’ ultimo scatto in avanti. La Fiorentina sta sondando il mercato per trovare un attaccante che possa fungere da alternativa a Riganò, uno che porti centimetri e chili, uno che potrebbe sbarrare allo spagnolo anche l’ ultima strada verso il successo. Per questo lui dovrà convincere Buso e i dirigenti viola di poter diventare grande in fretta e che un ulteriore rinforzo non sarà necessario. Ha un mese di tempo, insomma, per dimostrare che il suo gol al Parma non è un semplice episodio.

16 dicembre
Portillo in campo a furor di popolo
Buso sembra intenzionato a utilizzare lo spagnolo invocato dai tifosi. Ieri durante l’ allenamento ci sono stati cori su Portillo per Buso: «Fallo giocare» Il d.g. Lucchesi ha assicurato che d’ ora in poi l’ attaccante troverà più spazio. […] Al momento in cui fu ingaggiato – prestito gratuito per una stagione – nei progetti della Fiorentina Portillo avrebbe dovuto formare con Riganò il tandem titolare dell’attacco. Il progetto «saltò» all’ ultimo momento del calcio-mercato quando Andrea Della Valle volle «regalare» ai tifosi Miccoli. L’ arrivo dell’attaccante juventino e della nazionale relegò inevitabilmente Portillo in panchina. Resta anche difficile ipotizzare quale sarebbe potuto essere il suo rendimento se utilizzato stabilmente. L’ accantonamento di Portillo non è stato gradito dal Real Madrid. […] È possibile, quindi, vedere lo spagnolo in campo domenica contro il Chievo – magari in tandem con Miccoli alle spalle di Riganò.

20 dicembre. La Fiorentina corre sulle punte
Riganò e Portillo trascinano i viola col Chievo. E il pubblico si riconcilia con la squadra. […] Senza ricevere troppi suggerimenti, Riganò e Portillo hanno sciolto la compattezza del Chievo. […] Riganò e Portillo dunque hanno fatto saltare il progetto di Beretta. Il capitano ha patito come gli altri per tutto il primo tempo, ma al 45′ è partito in diagonale su un corner del compare, lasciando indietro Mandelli. Deviazione incrociata, terzo sigillo in sei uscite e Fiorentina avanti, all’ intervallo. Portillo invece aveva corso solo per 12 minuti, con Buso: l’ ultimo sprint contro la Juve, più di un mese fa. […] Tornare a Madrid adesso non sarebbe una buona idea: là rimane in panca anche Owen, se Ronaldo è sano; Morientes è la quarta punta, che spazio ci sarebbe per l’ ex prodigio del vivaio? Meglio guadagnarsi consensi in Italia. […] Quando è uscito, Portillo ha sentito dei segnali d’ amore. PORTILLO 7 Un palo e il primo gol in Italia. Buona giornata.
RIGANO’ 6,5 Attaccante di razza. Alla prima palla utile, fa centro.

Il gol su punizione di Portillo contro il Chievo

29 dicembre
Riganò all’ attacco della concorrenza
Si parla dell’arrivo a Firenze di un attaccante di valore. Riganò non si scompone. «I giocatori bravi sono sempre i benvenuti. Io sono l’ unica punta centrale della squadra. Ma non sarò il solo a rischiare il posto, visto che in viola ci sono altri attaccanti: Miccoli, Portillo, Fantini, Valdés». Già per la prossima partita a Bergamo contro l’ Atalanta, il 6 gennaio, si ipotizza una novità. La Fiorentina dovrebbe schierarsi con il tridente: Riganò e nella sua ombra Miccoli e Portillo. «Sarei contento. A Taranto l’anno in cui ho segnato più gol avevo dietro Triuzzi e Cariello, cioè due attaccanti».

7 gennaio
Befana Budan, finalmente Atalanta
Il gol di Budan ha la bellezza rara dell’obelisco. Si erge fiero nella palude della zona-retrocessione. Lo decorano i geroglifici della speranza. È un gol di un’ importanza capitale per l’ Atalanta. […] Invano Buso lancia il cileno Valdes, che si prodiga molto, al posto dell’inconsistente Portillo. Al centro dell’attacco Riganò ha la mobilità dell’elefante.
RIGANO’ 5 Macchinoso, arrugginito. Mal servito.
PORTILLO 5 È un po’ fuori dal gioco. Non riesce ad esprimere il suo talento

28 gennaio
TUTTI GLI AFFARI CONCLUSI
La Fiorentina cede Javier Portillo al Real Madrid. O meglio, lo restituisce.

A gennaio il Real chiama e non si può proprio dire di no, anche se le presenze nella nostra massima serie sono soltanto undici: un bottino magro, ma la Fiesole non dimentica il colpo di fulmine estivo e lo saluta con un affetto che merita una promessa d’addio. “Farò gol contro la Juve in Champions”, dichiara Javier, che però nella massima competizione europea ci giocherà solamente nella stagione successiva (e per l’ultima volta), con la maglia del Bruges con la quale prende il via il pellegrinaggio dell’ex predestinato: 11 gol in 32 presenze in Belgio, altrettanti in 34 partite con il Gimnastic di Tarragona (record personale in Liga ma, destino crudele, con annessa retrocessione in Segunda Division a fine stagione).

Nell’estate 2007 le strade di Portillo e del Real Madrid si dividono per sempre: la clausola che gli impedisce di scendere in campo al Bernabeu inserita nei vari prestiti suonava come un accanimento terapeutico, una speranza mai sopita di veder sbocciare definitivamente il talento dell’ex bambino in bianco per poterlo riportare a casa e far rivivere al popolo madridista la favola di qualche anno prima. Tocca all’Osasuna recidere il cordone ombelicale che lo lega a mamma Real, sborsando tre milioni e passa di euro per portarlo a Pamplona: un milione abbondante per ogni gol in pratica, perché in Navarra Javier ne mette a segno soltanto 3 in due campionati e mezzo prima di scendere in Serie B, dove lo aspetta l’Hercules di Alicante.

Il palcoscenico si è ristretto e non di poco, ma Portillo si ricorda dei bei tempi andati, quando il suo mestiere era quello di segnare gol decisivi: in metà stagione ne mette a segno cinque, ma quella che resta negli occhi è la rete che vale il ritorno in Liga dell’Hercules dopo tredici anni di assenza. Le soddisfazioni più importanti, però, arrivano fuori dal campo: Portillo arriva ad Alicante da uomo sposato, ma qui incontra una donna che diventa la nuova musa di una vita che, almeno fuori dal rettangolo verde, sembra poter prendere la piega giusta.

La ragazza si chiama Laura Ortiz, un cognome che dovrebbe risultare familiare al nostro eroe: Enrique Ortiz infatti è il presidente dell’Hercules, e stai a vedere che…Già, dove non sono riusciti Pato e Barbara Berlusconi hanno avuto successo Javier e Laura, che nel 2012 lo rende anche padre del piccolo Tiago. Il señor Ortiz, che nel frattempo ha ceduto Portillo al Las Palmas, fa carte false per riaverlo ad Alicante, cacciando allenatore e direttore sportivo pur di riportare il genero (con figlia e nipote a seguito) dalla Canarie alla Comunità Valenciana. I tifosi se la ridono e pungono con commenti e cori beffardi, Javier tiene duro per una stagione e mezzo prima di dire basta: è il 28 dicembre 2015, storia molto recente dunque, quando Portillo si arma di chiodi e martello per compiere il fatidico gesto di appendere le scarpette.

Ha solo trentatré anni, un età alla quale nel calcio moderno gli attaccanti come lui possono dare ancora tanto; ma probabilmente la sua è una storia che con questo mondo ha poco da spartire. Resta negli occhi un lampo: una rete che si gonfia e una maglia bianca, col numero 18 e la scritta Portillo sulle spalle di colore blu. Blu come la notte d’inverno, come quella coperta stesa sopra il cielo di Dortmund quando sembrava essersi accesa la stella di un predestinato. Hasta luego, don Javier: Laura e il piccolo Tiago valgono più di una Champions League.

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